Reggio Calabria, bilancio consuntivo 2015 e pressione tributaria. AN: “ancora bugie della Giunta Falcomatà” [FOTO e INTERVISTA]

Oggi conferenza stampa di Azione Nazionale. Il punto all’ordine del giorno è il bilancio consuntivo 2015 approvato pochi giorni fa a maggioranza dal Consiglio Comunale di Reggio Calabria: in merito a questo, si parla di “bugie e inadeguatezza della Giunta Falcomatà”

azione nazionale reggio bilancio consuntivo (2)“Per la prima volta parliamo dei numeri dell’amministrazione Falcomatà, per cui non si parla più dei numeri delle precedenti amministrazioni”, così Franco Germanò, per Azione Nazionale, al margine della conferenza stampa odierna indetta per fare il punto sul bilancio consuntivo del 2015 approvato nella seduta del Consiglio Comunale di Reggio Calabria del 10 giugno scorso.

“Noi abbiamo atteso che il Consiglio Comunale approvasse il rendiconto del 2015 proposto dalla Giunta Falcomatà – spiega alla stampa Germanò - e poi siamo andati a verificare alcune affermazioni esplicitate sia dal sindaco che dall’assessore Neri in aula e nel corso di interviste, cioè che finalmente la pressione tributaria era scesa a favore dei cittadini dell’1,17%: è assolutamente non vero il fatto che ci sia stata una riduzione tributaria nel 2015, anzi tutt’altro; c’è un aumento pro capite di circa 30 euro a persona. Hanno osato tentare di prendere in giro anche le famiglie disagiate quando affermano di aver previsto per il 2016 una riduzione della Tari a favore di queste categorie disagiate: è vero che l’hanno prevista, il problema è che non hanno previsto la copertura finanziaria, o meglio hanno previsto di coprire le risorse finanziarie necessarie, che si aggirano attorno a 800mila euro, attraverso l’utilizzo di strumenti e di misure che al 31 dicembre 2015 al bilancio risultano pari a zero. Così come risulta assolutamente preoccupante il fatto che rispetto all’evasione tributaria, che è un’altra misura che avrebbe dovuto consentire di mettere ancora più apposto i conti del Comune, il rendiconto 2015 certifica in maniera drammatica la loro incapacità a recuperare queste risorse: risulta dai loro numeri che abbiano recuperato soltanto il 4% di quanto era stato iscritto al residuo attivo rispetto all’anno precedente. Accanto a questo, ci sono una serie di misure che avrebbero potuto e dovuto adottare per far fronte alle ristrettezze del piano di riequilibrio, che avrebbero consentito sicuramente di abbassare la pressione tributaria  e dar respiro ai cittadini”.

Delle anticipazioni, quelle fornite da Franco Germanò, che riassumono quanto poi esposto nel corso dell’incontro. A soffermarsi sulle problematicità della pressione fiscale a Reggio, così come anche sulla questione Tari, Mariangela Cuzzola, la quale pone un interrogativo alla presenza della stampa, premettendo che: “ci dicono loro cosa ha fatto l’amministrazione nel 2015 all’interno del bilancio, e nelle conferenze stampa evidentemente dicono altro: lo dicono per pura volontà di creare ambiguità o per inadeguatezza nel leggere il loro stesso bilancio? Se questa è la svolta ci guarderemo bene nel non fare quello che stiamo facendo. Ci chiediamo, se il debito è ridotto, perché non cala la pressione fiscale per le famiglie? La città è davvero socialmente sull’astrico. Ci sono misure per poter mettere in campo strumenti per abbassare tale pressione, e loro stessi lo dicono!”.

Mariangela Cuzzola, esponente di Azione Nazionale, parla di “ambiguità” citando il punto previsto dall’amministrazione comunale nella delibera N.28 del 28 aprile 2016 sul piano tariffario e sulla Tari.

azione nazionale reggio bilancio consuntivo (1)“Con questa delibera – si trasmette – il Consiglio Comunale ha approvato il Piano Economico Finanziario e delle tariffe per la Tari 2016; nell’ambito di tale deliberazione, ha previsto una riduzione della tariffa per le famiglie numerose e per quelle con la presenza di persone diversamente abili, da finanziarsi in parte tramite quota dei proventi di sponsorizzazione pubblici e privati ed in parte tramite destinazione di quote dei fitti attivi dei beni confiscati”.

Trasmesso ciò, con documenti alla mano, Mariangela Cuzzola attesta che “nel consuntivo 2015 le somme in entrata relative a tali voci risultano pari a zero, poiché la somma necessaria avrebbe dovuto aggirarsi intorno a 800mila euro; non si comprende come tale copertura nel 2016 possa essere assicurata”.

Lorenzo Federico, presente anch’egli all’incontro odierno, parla di “sindrome dell’uomo al comando che ha colpito anche Reggio (riferendosi a Falcomatà). Il primo rendiconto rappresenta la sintesi del corretto utilizzo delle risorse resa alla comunità, e dopo aver esaminato il documento contabile evidenziamo le inadeguatezze nel mettere in campo strumenti idonei. Ciò lo dico all’assessore Neri – aggiunge – mentre al sindaco Falcomatà, utilizzando una metafora calcistica, dico che anche  per lui esiste il cartellino rosso; per adesso estrarrei il cartellino giallo”.

“I residui attivi derivanti dall’evasione tributaria all’inzio del 2015 – sempre come si è trasmesso stamane – erano pari a 71.003.922,89 euro. Nel corso dell’anno l’azione di recupero è stata praticamente inesistente, attestandosi al misero 4,38% pari a euro 3.110.606,83. Non solo, ma nel corso del 2015 sono stati accumulati ulteriori 7.500.000 euro di tributi di competenza dell’anno non riscossi”.

A questo punto, è Franco Germanò ad intervenire per ultimo, ritornando al “bluff”, come viene definito, della riduzione della pressione tributaria: a sua detta, la riduzione di cui si è parlato, dell’1,17% “è riferita alla percentuale di autonomia impositiva, cioè la capacità dell’Ente di finanziare le uscite correnti con le entrate tributarie proprie, che nel 2015 è passata dal 67,43% al 66,26%. In realtà, la pressione tributaria è aumentata da 837,53 euro a 855,97 euro pro capite”. E questo Germanò lo afferma sempre con i documenti relativi alla relazione al conto consuntivo alla mano.

“L’assessore Neri ed il sindaco Falcomatà – continua Franco Germanò - non sono in grado di percepire che si tratta di una notizia sbagliata che stanno trasmettendo?”.

azione nazionale reggio bilancio consuntivo (3)Germanò, inoltre, ritorna sul discorso Tari: “la raccolta differenziata, a detta dell’amministrazione, è aumentata di oltre il 30% nel 2015, non è vero!”. “È passata dal 9,35% del 2014 al 18,06% del 2014: tale aumento, seppur non molto considerevole, avrebbe comunque dovuto comportare una riduzione dei costi del servizio di raccolta dell’indifferenziato e minori costi del conferimento in discarica, con una ricaduta evidente sul costo complessivo del servizio e quindi la possibilità di ridurre la Tari ai cittadini. Il costo del servizio di raccolta nella differenziata – si continua a trasmettere – è pari a 7.900.362,19, mentre a fronte di tale investimento non si registra alcuna entrata per il riciclo del materiale differenziato, che anzi si precisa rimane tutto a favore dell’AVR!!!”.

“Lasciamo nelle casse di Avr – prosegue Germanò rimandando in merito ad un ulteriore approfondimento – gli utili derivanti dal riciclato”.

Franco Germanò conclude, poi, richiamando il piano di riequilibrio: “i commissari scelsero di aumentare le tariffe al massimo, scelta confermata dall’amministrazione Falcomatà”.

“Con delibera N.23 del 25 febbraio 2016 – stando a quanto comunicato sulla base dei documenti poi consegnati anche ai giornalisti presenti all’incontro odierno – la Giunta Comunale decide di aderire alle previsioni di cui alla Legge di Stabilità 2016 che consente di ripianare la quota di disavanzo nel maggior periodo di 30 anni, anziché nei 10 originariamente previsti. Decide, inoltre, di avvalersi della possibilità di restituire le anticipazioni di liquidità derivanti dal fondo di rotazione in un periodo massimo di 30 anni, anziché anche qui nei 10 originariamente previsti. Tutto ciò significa due cose: la prima che è evidente una maggiore disponibilità in termini di liquidità diminuendo e anche in maniera consistente l’impegno finanziario (circa 10 milioni di euro all’anno), la seconda la necessità di rimodulazione del Piano di Riequilibrio approvato a suo tempo dai Commissari. I vantaggi di tale manovra sono evidenti: con la rimodulazione si possono determinare tariffe meno alte per i cittadini essendo venuti meno alcuni vincoli di bilancio, e si possono riattivare quelle misure che in pochissimo tempo consentirebbero di azzerare il disavanzo. Ci riferiamo a tre iniziative – si conclude – dismissione del patrimonio edilizio (valore circa 65 milioni di euro), definizione delle pratiche di condono edilizio (valore circa 20 milioni di euro) e lotta senza quartiere all’evasione tributaria (valore 75 milioni di euro)”.

“Io mi domando – dice  infine Germanòsarà davvero possibile la rimodulazione del piano di riequilibrio?”.