Reggio Calabria, Agata Quattrone: “anche per la connessione cellulare e internet l’Alta Velocità Roma-Reggio resta ancora un sogno”

no+Wi-Fi+treno“Sarà capitato a molti reggini che viaggiano sull’A3 e in treno lungo lo Stivale tra Roma e Reggio Calabria di perdere la pazienza per l’assenza di connessione che impedisce di effettuare chiamate voce, di inviare anche un sms/wapp o una email, di navigare in internet o guardare un video online”.Lo afferma in una nota Agata Quattrone, Assessore ai Trasporti e alla Smart City della Città di Reggio Calabria.

“Il fastidio e il disagio aumentano se l’assenza di connettività limita o impedisce di impiegare le ore di viaggio per svolgere attività lavorative”.

“La mancanza di continuità della copertura di segnale soprattutto nelle gallerie stradali e ferroviarie da Roma in giù è segno di una totale disaffezione delle grandi compagnie di telecomunicazioni verso l’utenza meridionale e di noncuranza da parte degli operatori di trasporto stradale e ferroviario nazionali”.

Screenshot_2016-06-18-10-40-23-1“Ulteriore segno che al Meridione fa tendenza non investire né in infrastrutture materiali né immateriali (anche più a basso costo rispetto alle prime)”.

“Una situazione che va a sommarsi ad una carenza di servizi ed ad acuire il senso di isolamento dei cittadini di serie B del Paese. Basta prendere la freccia a Roma, con direzione opposta per avere un segnale quasi indisturbato, sia voce che dati. Alta velocità di persone e telecomunicazioni.  Di contro, verso Sud treni vecchi, lenti e isolati”.

“Basta non sbagliare mai, e non prendere il treno da Roma verso Nord per poter vivere l’illusione che il segnale sia discontinuo perché ancora non sono state sviluppate tecnologie adeguate”.

images-3“Invece scoprire che le società, che vendono i contratti di telefonia a Reggio Calabria allo stesso prezzo che a Milano, decidano di investire pressoché zero al Sud, anche per garantire un servizio ormai indispensabile e a basso costo di realizzazione come la copertura voce e dati, lascia senza parole. Tanto si sa, “da noi” si subisce in silenzio”.