Reggina, per il nome ci siamo: un mese di tempo per fare domanda, dipende solo dalla società che dovrà scegliere il “prefisso”

Reggina, entro un mese la società dovrà fare domanda per il cambio di denominazione

reggina storiaCi siamo quasi. La stagione con un nome “transitorio” che le norme federali impongono alle società neonate dopo la mancata iscrizione di un club al campionato di riferimento, per la Reggina s’è conclusa. La squadra della città s’è dovuta chiamare formalmente “Reggio Calabria”, anche se nel cuore dei tifosi, nelle classifiche e nei titoli dei giornali è sempre rimasta Reggina oltre ogni formalità. Adesso spetta alla società presentare la dovuta domanda di cambio di denominazione, entro il 5 luglio. E’ stata una stagione di becere e pretestuose polemiche su questo argomento, come se i precedenti (molto recenti) di Salernitana e Fiorentina non bastassero a spiegare anche nella pratica, le teoriche norme federali che impediscono ad un club di chiamarsi con lo stesso nome di quello precedente nel primo anno di attività, se il nome è differente dal nome della città. Nessun problema, quindi, per Parma, Siena, Padova, Monza, Varese ecc. ecc., invece se una squadra si chiama in nome differente rispetto alla città (ad esempio Reggina, Salernitana, Fiorentina e molte altre) le norme sono chiarissime.

E il destino della Reggina Calcio, su cui molto s’è ricamato, non c’entra proprio nulla. Anche se la Reggina Calcio fosse (per assurdo) fallita immediatamente dopo la mancata iscrizione dello scorso luglio, anche un giorno o poche ore dopo, la nuova società per il primo anno non si sarebbe potuta chiamare Reggina. Invece adesso, anche se la Reggina Calcio non dovesse fallire neanche nei prossimi giorni, la nuova società potrà ritrovare il nome “Reggina”.

logoregginaSul futuro della Reggina Calcio, il Tribunale prende ulteriore tempo e rimanda la decisione dopo l’udienza del 25 maggio, valutando la linea difensiva presentata dal club. Il custode giudiziario Massimo Giordano (nominato dalla Procura dopo il sequestro del club) ha sottolineato quanto sia fondamentale mantenere l’affiliazione alla Federazione con il numero di matricola per non perdere i crediti acquisiti e quelli che maturano di anno in anno in base alle prestazioni dei tantissimi calciatori nati nei vivaio amaranto e adesso protagonisti in decine di squadre del calcio professionistico, su cui la Reggina vanta del bonus. Lo stesso Giordano ha ulteriormente ribadito la possibilità di salvare il club per soddisfare le esigenze dei creditori tramite il mantenimento della matricola di affiliazione alla FIGC. Per la Reggina Calcio, quindi, potrebbe concretizzarsi la nuova proposta di concordato nei prossimi mesi. Ma quello del nuovo club è un percorso parallelo, che non ha nulla a che vedere con la vecchia società da cui è completamente indipendente.

Cosa dicono le norme

Logo-Figc-NazionaleIl mutamento di denominazione sociale delle società può essere autorizzato, sentito il parere della Lega competente o del Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica, dal Presidente della F.I.G.C. su istanza da inoltrare improrogabilmente entro il 15 luglio di ciascun anno; per le società associate alla Lega Nazionale Dilettanti tale termine è anticipato al 5 luglio. All’istanza vanno allegati in copia autentica, il verbale dell’Assemblea che ha deliberato il mutamento di denominazione, l’atto costitutivo, lo Statuto sociale e l’elenco nominativo dei componenti l’organo o gli organi direttivi. Entro il 5 luglio 2016, quindi, la società dovrà presentare alla Federazione tutta la documentazione e potrà nuovamente chiamarsi Reggina. A prescindere dal destino del vecchio club.

La conferma dell’avvocato Grassani

grassaniA fronte delle assurde polemiche alimentate nel corso dei mesi scorsi, su StrettoWeb abbiamo scritto e ribadito ad ogni occasione, dal luglio 2015 ad oggi, come stanno davvero le cose. Oggi la conferma arriva dall’avvocato della società presieduta da Mimmo Praticò, Mattia Grassani, che in un’intervista alla Gazzetta del Sud ha spiegato che “le norme federali impediscono ad una società di assumere una denominazione già esistente. La denominazione già esistente è Reggina Calcio. Quindi la nuova società non può chiamarsi Reggina Calcio. Ma Reggina non può essere una denominazione caratterizzante bensì l’aggettivo riferito alla città di Reggio Calabria, adottare un nome che comprenda tale riferimento purchè preceduto da un prefisso distintivo. Questo deve consentire la chiara individuazione di ciascun club della stessa città“.

La scelta del “prefisso”

Dovrà essere quindi la società a scegliere il prefisso da affiancare al nome Reggina, anche questa una formalità: sarà e rimarrà sempre Reggina, a prescindere dal prefisso, come tutte le squadre dalla serie A alla Lega Pro che hanno prefisso e nessuno mai neanche lo cita. Dopotutto in origine era Unione Sportiva Reggina (il primo storico nome “Reggina”, scelto nel 1928 dopo l’Unione Sportiva Reggio Calabria nata nel 1914 che nel 1922 cambiava denominazione in Reggio Foot Ball Club), poi diventata Associazione Sportiva nel 1934. Basterà, quindi, tornare alle origini e chiamarsi Associazione Sportiva Reggina (A.S. Reggina) o Unione Sportiva Reggina (U.S. Reggina), in alternativa le soluzioni non mancano (Pro Reggina, Virtus Reggina, Atletico Reggina, Real Reggina, Sporting Reggina, Vis Reggina, Amaranto Reggina, ecc. ecc. ecc.). Anche questa, dovrà essere una scelta del nuovo club.

Su tutto il resto, si registra un “nulla di fatto”. Intorno al nuovo club è tutto fermo: dopo la disastrosa stagione appena conclusa, anziché elemosinare la chimera di un improbabile ripescaggio (in ogni caso, a prescindere da graduatorie e risultati sportivi che escludono completamente la Reggina da ogni possibile coinvolgimento tra le squadre che possono ambire al ripescaggio, si tratterebbe di un impegno molto oneroso economicamente) e fare voli pindarici su possibili nuovi soci che possano sostenere il club con liquidità, sarebbe opportuno con grande umiltà e in modo semplice, programmare la prossima stagione a 360°. E – a partire dalle strutture – si è già in ritardo. La scusa di “essere partiti troppo tardi” stavolta non potrà reggere.