Reggina, molto più della storica “R”: ecco cosa c’è sul piatto del Tribunale e perchè cresce l’interesse

Reggina, facciamo il punto della situazione sulla procedura fallimentare in “esercizio provvisorio” del club amaranto: sono giorni decisivi per il futuro

reggina marchio storico serie aSono giorni di fibrillazione per il calcio a Reggio Calabria: sabato sera grande appuntamento allo stadio Oreste Granillo dove si va verso i 10.000 spettatori con l’apertura della gradinata, oltre a Tribuna Coperta e Curva Sud, per l’amichevole tra la Reggina del 1988 e la Reggina del 1999 con l’addio al calcio di due stelle amaranto come Cirillo e Belardi, figli del Sant’Agata ed eroi del San Filippo nell’ultima impresa amaranto un anno fa nello spareggio playout vinto sul Messina. E mentre cresce la mobilitazione per un evento che porterà al Granillo più del doppio degli spettatori che hanno presenziato sugli spalti nella partita con più pubblico nell’ultimo campionato di serie D (i 4.000 dell’esordio contro la Sarnese, poi mai più ripetuti visto l’andamento deludente della squadra), c’è qualcosa di importante che si muove anche per il futuro.

Reggina-CedirInfatti il Tribunale di Reggio Calabria, tramite i curatori fallimentari Condemi e Giordano, ha in mano un vero e proprio “tesoretto” che adesso è sul piatto in cerca di acquirenti nell’ambito del procedimento fallimentare. La Reggina Calcio è in “esercizio provvisorio” per tre mesi, e i curatori si stanno muovendo in base alle indicazioni dettate dal Tribunale nella sentenza di inizio giugno quando il giudice Campagna ha dichiarato appunto il “fallimento con esercizio provvisorio“.

La società, adesso, è estremamente appetibile e l’interesse intorno al club è crescente proprio per le condizioni dettate dal contesto (vedi le notizie che arrivano dal Nord). Cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte, rispetto alle chiacchiere che animano i bar e le piazze cittadine.

logo-reggina1Sul piatto del Tribunale c’è molto più della storica “R”, che non è comunque cosa di poco conto. Tante polemiche sono state alimentate negli ultimi mesi sulla storia, sul nome e sul marchio della Reggina. Nome, storia e marchio (comprese vittorie, trofei, militanza nei vari campionati, paternità sui – tantissimi – calciatori professionisti lanciati dal vivaio amaranto) che oggi sono tutti in mano al Tribunale e ai curatori dell’esercizio provvisorio. Ma c’è anche molto altro. La Reggina Calcio, infatti, è ancora oggi un club affiliato alla FIGC, con lo storico numero di matricola del glorioso club amaranto. Un’affiliazione che non è affatto stata revocata e che difficilmente lo sarà, in quanto i curatori hanno già presentato apposita istanza in autotutela presso la federazione, seguendo le indicazioni del Tribunale.

reggina sant'agata 001Oltre a tutto questo, c’è il Centro Sportivo Sant’Agata, su cui la Reggina Calcio ha piena titolarità con regolare concessione fino al 2020 e diritto di priorità per il rinnovo futuro (come già accaduto negli ultimi 20 anni). Il Centro Sportivo è attualmente uno dei beni del club, fa parte del “patrimonio aziendale della Reggina” (come testualmente scritto nella sentenza del Tribunale), ed è stato posto sotto sequestro (quindi sempre in mano all’autorità giudiziaria, quello stesso Tribunale che è al momento al timone della società). In base alle carte già depositate il Procura, si attende a stretto giro il dissequestro del Centro Sportivo con la certificazione della regolarità di tutte le strutture, in base ai documenti presentati nelle memorie difensive del club nei mesi scorsi. La Procura aveva sequestrato anche le quote azionarie della società, che poi sono state dissequestrate. Si attende la stessa sorte per il Centro Sportivo.

Chiariti i beni della Reggina sul piatto del Tribunale, andiamo adesso a capire cosa significano e perchè sono così appetibili.

Denominazione sociale, marchio, storia e trofei

logo Reggina 1914Il nome (denominazione sociale), il marchio, la storia e i trofei fanno parte di quei beni materiali e immateriali strettamente legati al club in cui i tifosi si identificano come rappresentante della propria città e della propria storia. La squadra per cui tifavano i genitori, i nonni e i bisnonni. Una storia che – nel caso della Reggina – è diventata gloriosa proprio negli ultimi decenni con le indimenticabili 9 stagioni di serie A e le enormi soddisfazioni che hanno fatto vibrare ed emozionare una città intera. Una scelta più che altro affettiva, quindi, ma non solo. Buona parte della tifoseria s’è dimostrata particolarmente sensibile a questo tipo di “beni“, seppur in parte immateriali. Lo striscione “rivogliamo la nostra storia”  ha accompagnato ogni partita della nuova società nel campionato di serie D. Non c’è nessuno che tiene quella storia, quel nome e quel marchio chiusi in un cassetto: sono a disposizione della città e di chiunque voglia restituire la piena identità che proprio i tifosi chiedono. Per quanto possa essere una scelta di romanticismo, sarebbe certamente il più bel gesto di vicinanza e sintonia nei confronti della pancia della tifoseria e delle sue richieste, molto più di un centravanti nella sessione di calciomercato o di un regista di qualità.

Affiliazione e numero di matricola

Logo-Figc-NazionaleL’affiliazione e il numero di matricola, così come accaduto lo scorso anno, non sono stati revocati dalla Federazione. I curatori hanno già presentato istanza e in caso di revoca promettono battaglia, avviando un procedimento che potrebbe “congelare” tutto l’iter sul nome e sul numero di matricola per diversi anni. Avere a disposizione l’affiliazione alla FIGC e il numero di matricola potrebbe consentire al club di ripartire subito anche a fare calcio, sia a livello giovanile (come già accaduto nell’ultima stagione), ma anche con una squadra in un campionato over. La Reggina potrebbe iscriversi immediatamente in 3ª categoria; potrebbe in alternativa rilevare un titolo sportivo e partecipare, come Reggina (con il suo nome, con il suo marchio, con la sua identità) al campionato a cui aveva diritto il club che cederebbe il titolo sportivo (esattamente come ha fatto la Viola Basket nel 2009, dopo due anni di stop, acquistando il titolo sportivo del Gragnano e partecipando alla Serie B Dilettanti).

Coppolaro

Coppolaro

Ad esempio, la Reggina potrebbe iscriversi in serie D rilevando il titolo sportivo della Palmese o della Gioiese, oppure in Lega Pro acquistando il titolo sportivo della Virtus Lanciano o di uno dei tanti club in difficoltà del calcio professionistico. In ogni caso, non si tratterebbe di ripescaggio quindi non ci sarebbe alcun “fondo perduto” da versare. Uno scenario quindi estremamente conveniente per il ritorno nel calcio professionistico da una porta privilegiata. Ultima ipotesi, seppur più difficile ma non impossibile, l’ok da parte della Federazione a partecipare alla prossima Lega Pro per storia e blasone, viste le tante defezioni e il mantenimento dell’affiliazione. Un caso limite, ma a cui i curatori si appelleranno nell’incontro con la Federazione (e, anche quest’eventualità non comprenderebbe alcun fondo perduto perchè non si tratterebbe di ripescaggio). Infine, ed è l’aspetto economicamente più importante, il mantenimento dell’affiliazione e del numero di matricola consentirebbe al club di non perdere i crediti acquisiti presso la federazione, oltre un milione di euro nell’immediato e una cifra indefinibile per i prossimi anni, in base alle prestazioni dei tantissimi calciatori professionisti sbocciati al Sant’Agata, con i previsti premi di preparazione calciatori tesserati da società professionistiche con vincolo pluriennale e gli eventuali crediti che potrebbero maturare in caso di presenza in prima squadra per calciatori con vincolo pluriennale Reggina tesserati da altre società. Basterebbe l’esordio in prima squadra di Coppolaro nell’Udinese o di Lancia nel Verona (ad esempio) per incrementare ulteriormente le entrate per la società. Entrate che con la revoca dell’affiliazione andrebbero perdute per sempre.

Centro Sportivo Sant’Agata

Reggina Sant'Agata  (3)Il Centro Sportivo Sant’Agata è probabilmente il nodo più importante di tutta la questione, soprattutto in ottica futura. E’ una struttura unica nel panorama meridionale, su cui la Reggina ha costruito tutti i propri successi, mantenendosi per 20 anni al top del calcio italiano, sfornando campioni e talenti che hanno consentito al club di avere quelle entrate economiche indispensabili per far fronte alle uscite necessarie per mantenersi ad alti livelli. E’ un autentico gioiello dal valore non solo sportivo, ma anche sociale ed economico. Con il Centro Sportivo si potrebbe ripartire dai più piccoli, ma non solo: un grande club come la Juventus l’aveva già utilizzato nello scorso anno per importanti stage volti a individuare i migliori talenti del Sud Italia. Nel mondo del calcio italiano, tutti sono ben consci del valore della struttura che fa gola non solo in riva allo Stretto.

Debiti e Crediti

euro-soldiCome già accennato, chi dovesse rilevare dal Tribunale la Reggina con numero di matricola e affiliazione presso la FIGC, si ritroverebbe in dotazione importanti crediti che la società ha già maturato presso la Federazione. Al tempo stesso, tutti i debiti accumulati dal club fino allo scorso anno non sarebbero più a capo della società: il processo fallimentare, infatti, assorbe tutti i debiti (che sono stimati complessivamente in circa 17 milioni, ma soltanto a dicembre si potranno quantificare in modo ufficiale). Il nuovo proprietario della Reggina, acquistandola dal Tribunale, avrebbe in mano una società completamente sana, senza alcuna eredità debitoria, come previsto dalle norme italiane sulla procedura fallimentare. Quei debiti rimarranno in capo al Tribunale che valuterà come ripagarli (molto parzialmente) in base alla cifra che riuscirà a racimolare dalla vendita del club, che sarà ovviamente di gran lunga inferiore rispetto alla mole debitoria. E’ chiaro che – comunque vada – nelle tasche dei creditori entreranno pochi spiccioli: per questo motivo è stato fatto ogni tentativo utile per evitare il fallimento che, da che mondo è mondo, non riesce mai a soddisfare gli arretrati dei creditori. Il fatto che al club rimangano in dotazione i crediti e non i debiti è assolutamente normale in base alla normativa italiana delle procedure fallimentari.

Il “debito sportivo”

LaPresse/Cafaro Gerardo

LaPresse/Cafaro Gerardo

Il debito sportivo non interessa la cessione della Reggina, perchè rimarrà assorbito dalla procedura fallimentare. Al momento, inoltre, non v’è alcuna contezza sull’entità di quest’ipotetico debito sportivo: non è quantificabile se non attraverso la Covisoc, che ad oggi non ne ha contezza. Si tratta comunque di un problema successivo, non immediato, e che si presenterebbe soltanto in caso di iscrizione in Lega Pro. Qualora infatti la Reggina volesse limitarsi all’attività giovanile, oppure a ripartire da una categoria inferiore, autonomamente dalla 3ª categoria o acquistando un titolo sportivo anche in serie D, non avrebbe alcun debito sportivo a cui dover rispondere. In caso di iscrizione in Lega Pro, bisognerebbe chiarire con FIGC e Covisoc l’ammontare del debito sportivo e concordare la rateizzazione dello stesso, che comunque in ogni caso è inferiore ai crediti presso la stessa FIGC di cui abbiamo già parlato poco sopra. Ed è anche ovvio che qualora ci fosse un’iscrizione in Lega Pro, ci sarebbero anche investimenti importanti per allestire la squadra e anche una serie di entrate non indifferenti, quindi è difficile immaginare che per un nuovo proprietario che abbia l’ambizione di partecipare alla Lega Pro con tutto ciò che ne consegue, il debito sportivo possa rappresentare un problema. Al contrario senza iscrizione in Lega Pro, il debito sportivo non sarebbe neanche contemplato per la partecipazione a campionati inferiori o esclusivamente giovanili. In alcun caso, quindi, rappresenterebbe uno scoglio.

reggina marchio storico serie aIn conclusione, la Reggina è oggi un club estremamente appetibile sul mercato, non solo da un punto di vista storico e affettivo per la piazza di Reggio Calabria, ma anche per un importante investimento economico di chi volesse fare calcio a certi livelli e avrebbe l’occasione di partire con in dotazione una struttura straordinaria come il Centro Sportivo Sant’Agata, un marchio e un nome che hanno fatto la storia e che sono estremamente conosciuti non solo in Italia ma anche oltre i confini nazionali, uno “storico” burocratico presso la Federazione che consentirebbe di non ripartire da zero ma di essere già a buon punto, per giunta con dei crediti maturati e altri maturandi che potrebbero rivelarsi straordinari in caso di “esplosione” a grandi livelli di qualche calciatore tra i tanti giovanissimi del vivaio amaranto che adesso militano nei top club di serie A e B.

tribunale faldoniA beneficio di quanto sopra, per eliminare ogni ulteriore possibile dubbio o insinuazione, riportiamo integralmente alcuni stralci eloquenti della Sentenza con cui il Tribunale ha dichiarato il fallimento in esercizio provvisorio, assegnando ai curatori Condemi e Giordano il compito di “esperire il tentativo di evitare la revoca dell’affiliazione, con la presentazione immediata di un’apposita istanza in autotutela presso la competente federazione (come già accaduto in passato per altre società sportive), specie al fine di mantenere gli assets immateriali e materiali; così da consentire: 1) di non disperdere i crediti sportivi per “premi di preparazione calciatori tesserati da società professionistiche con vincolo pluriennale” e gli eventuali crediti che potrebbero maturare in caso di presenza in prima squadra per “calciatori con vincolo pluriennale Reggina tesserati da altre società”; 2) il mantenimento dell’attività del settore giovanile presso il Centro Sportivo Sant’Agata per non disperdere i giovani attualmente iscritti; 3) conservare, conseguentemente, la concessione (in proroga) del Centro Sportivo Sant’Agata, secondo le indicazioni pervenute dalla Provincia, di cui alla nota allegata agli atti, anche alla luce del dissequestro delle quote sociali e del patrimonio aziendale della Reggina Calcio S.p.A. disposto nelle more dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria e condizionato all’emissione della sentenza di fallimento; b) mantenere il marchio e la denominazione sociale; c) proseguire, attraverso l’utilizzazione completa delle strutture del Centro Sportivo Sant’Agata, tutte le attività in essere, sia quelle legate al settore giovanile, sia quelle che consentono l’attuazione di una serie di diverse iniziative economiche (sportive, ludiche, ecc. ..) connesse allo sfruttamento del centro sportivo medesimo, secondo le dettagliate indicazione contenute nel Business Plan in atti.

[...]

Reggio Calabria: il palazzo del Cedir che ospita la ProcuraIn quest’ottica, particolari benefici economici potrebbero conseguire a breve dalla possibilità (allo stato, invero, solo auspicata) di c.d. “ripescaggio” in una serie professionistica sportiva (in ragione della storia sportiva, del bacino di tifosi, della particolare importanza in ambito sportivo della Città di Reggio Calabria, ecc.), con conseguente ulteriore accrescimento del valore aziendale. Tutto quanto appena esposto ai punti precedenti, mantenendo requisiti e condizioni, potrebbe altresì consentire alla procedura fallimentare di adottare soluzioni alternative comunque “redditizie” per il ceto creditorio: cedere l’intera azienda (con tutti i possibili assets) o, eventualmente, solo qualche ramo d’azienda (limitatamente agli assets di maggior interesse da parte dei terzi) oppure in alternativa procedere all’affitto dell’intera azienda  (con tutti i possibili assets) o, eventualmente, solo qualche ramo d’azienda (limitatamente agli assets di maggior interesse da parte dei terzi)“.

mimmo praticò (1)Come già annunciato dai curatori fallimentari, che sono anche grandi tifosi della Reggina, la nuova società guidata da Mimmo Praticò potrebbe avere una corsia privilegiata qualora si dimostrasse interessata a rilevare il club, o una parte di esso. Per la stessa nuova società potrebbe essere una straordinaria occasione per avere in un solo colpo nome, storia, strutture (la migliore possibile) e ulteriori chance di ripescaggio, a condizioni estremamente convenienti perchè si risparmierebbe anche la “tassa” richiesta a fondo perduto.

Sarebbe una grande occasione per ricompattare la città dietro un’unica bandiera dopo le divisioni alimentate dalle strumentali polemiche dell’ultima tribolata stagione. Anche perchè se Praticò & soci rimarranno a guardare, il “rischio” (che potrebbe anche essere un’occasione sportiva, ma questo è soltanto un altro discorso più opportunistico che altro) sarebbe quello di ritrovarsi ai nastri di partenza della stagione 2016/2017 con due Reggina iscritte ai campionati (forse addirittura allo stesso). E se già l’anno scorso è stata una difficile convivenza nonostante di Reggina ce ne fosse una sola (in serie D), e un’altra che si limitava esclusivamente ai campionati giovanili, figuriamoci che tipo di incubo potrebbe vivere la tifoseria con due squadre a farsi la lotta fratricida in una città in cui anche unendo le forze si farebbe tanta fatica per rimanere a galla.

Un incubo che nessuno vuole vivere: salvateci da quest’inferno.