Oltre quaranta giorni di siccità: l’Africa? No, il Centro Storico di Reggio Calabria

Dal 22 aprile scorso la zona del Centro storico di Reggio Calabria, dal quartiere di Sant’Anna alla via Filippini, soffre per pesanti disservizi idrici

acqua bidoniL’ultimo giorno di cui si ricorda una fornitura regolare d’acqua corrente nelle abitazioni è il 22 aprile scorso, poi una settimana senza neanche una goccia d’acqua dalle tubature, quindi l’inizio del calvario vero e proprio, con l’acqua che arriva e se ne va senza nessun programma logico apparente.
Senz’acqua, quindi, da un mese e mezzo: questa la sorte che diverse famiglie del centro storico di Reggio Calabria devono subire. Dal quartiere di Sant’Anna a quello del Castello, fino alla via Filippini. Tutta la zona è costretta da oltre 40 giorni a razionare l’acqua corrente, che esce dal rubinetto dilazionata a momenti random del giorno e della notte per mancare puntualmente nelle fasce orarie di maggiore necessità: al mattino, all’ora di pranzo, all’ora di cena e spesso durante la notte.
Un problema decisamente non nuovo: sono più di dieci anni, infatti, che la zona soffre di cattivo rifornimento idrico. Tirano un sospiro di sollievo quanti sono provvisti di apposite cisterne ma anche per loro la situazione è precaria. Una condizione insostenibile che costringe i cittadini a caricare le proprie auto di bidoni e bottiglie per rifornirsi alla fontanella della piazza o alla fontana di Condera.
Si potrebbe pensare che il disagio sia dovuto a lavori in corso ma nessun cantiere è attualmente di stanza nella zona: l’intervento di manutenzione alle condotte idriche viene ignorato o rimandato, minando all’igiene del quartiere e della città in generale.
E se la nostra dirimpettaia Messina per la rottura della condotta Fiumefreddo smuoveva gli animi dell’opinione pubblica, lanciando la campagna “#Messinasenzacqua”, Reggio Calabria rimane a bocca asciutta senza nemmeno la forza di ribellarsi.
Passeggiando per il quartiere, sostando ai bar della zona, ascoltando le voci per strada è facile riscontrare le lamentele dei residenti ma nessuna manovra è stata avviata per porre rimedio alla situazione o quanto meno per sollecitare chi di dovere a una qualche risposta.
Quaranta giorni di singhiozzi del rubinetto, una Quaresima agnostica, senza resurrezione e senza più alcuna fede nelle amministrazioni responsabili.