Messina, scossa al Cas: ecco i NOMI dei 56 dipendenti indagati

Svolta nell’inchiesta sul Consorzio Autostrade Siciliane. Da Palermo filtra il malumore del Governatore per l’ennesima bufera giudiziaria. I soggetti coinvolti sono dipendenti in pianta stabile dell’ente, accusati di truffa e peculato

consorzio-autostrade-siciliane-1Col passare delle ore emergono nuovi dettagli in merito alla bufera giudiziaria che si è abbattuta sul Cas e che vede 56 dipendenti indagati per truffa e peculato. Essa sarebbe giunta ad una svolta grazie all’uso delle intercettazioni ambientali e telefoniche che testimonierebbero una concessione immotivata di benefit a una ristretta cerchia di dipendenti, a dispetto del contributo effettivo portato dal personale. I soggetti finiti nel mirino della Procura sono:

I messinesi Giovanni Arnao, Baldassare Arrigo, Agostino Bernava, Amedeo Branca, Baldassarre Ciraolo, Costantino Crisafulli, Paolo Currò, Antonino D’Arrigo, Santa De Domenico, Amedeo Finocchiaro, Letterio Frisone, Giancarlo Galletta, Giovanni Giaimo, Francesco Giardina, Antonino La Corte, Giovanni Nicola Lania, Antonio Lanteri, Giuseppe Lanzafame, Antonino Liddino, Maria Lo Nostro, Ernesto Maddocco, Stefano Magnisi, Domenico Perrone, Giuseppe Potenzone, Francesco Rizzo, Angelo Sottile, Pietro Antonino Urso, Barbara Vinci, Letterio Zanghì.

I palermitani Antonino Cannatella, Lucia Cicero, Carmelo Cigno, Angelo Puccia.  I catanesi Santo D’Amico e Vincenzo Irrera.  Poi ancora: Giacomo Giordano di Rometta, Carmelo Indaimo di Ficarra; Mario Lo Turco di Giardini Naxos; Francesca Bongiorno di Furci Siculo; Orazia Campanino di Terme Vigliatore; Corrado Magro e Paolo Rinauro di Avola; Clorinda Mifa di Santa Teresa di Riva; Domenico Perone di Milazzo; Carmelo Pintaudi di Sant’Angelo di Brolo; Antonino Mamazza e Antonino Francesco Spitaleri di Francavilla di Sicilia; Serafina Martorana di Roccella Valdemone; i calabresi Francesco Santonoceto e Walter Zampogna; Giovanni Uscenti di Roccalumera; Gaspare Sceusa di Barcellona; Alfonso Schepisi di San Piero Patti; infine Paolo Salvatore Zumbino di San Salvatore di Fitalia.

L’inchiesta sull’ente di Contrada Scoppo è seguita dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabrizio Monaco. La magistratura si è avvalsa, nella fase investigativa, del contributo della Dia di Catania.