Messina, rischio emergenza idrica: la Protezione Civile si chiama fuori. Accorinti studia come intervenire

I movimenti franosi a Fondaco Parrino mettono pressione alla Giunta: bisogna stabilire celermente che tipo d’intervento eseguire. Intanto il dipartimento regionale di Protezione Civile precisa: la nostra missione a Messina è conclusa, abbiamo rispettato tutti i mandati dell’ordinanza

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Il pericolo di una nuova prolungata siccità ha messo in allarme il Comune di Messina, laddove l’Amministrazione sta studiando il piano d’intervento per mettere in sicurezza la condotta di Fiumefreddo. L’allerta sui movimenti franosi a Forza d’Agrò non è mai scemata, ma gli esperti ascoltati dalla Giunta si aspettavano che le vere criticità potessero emergere in autunno, con l’arrivo dei primi temporali. I pur lievi smottamenti di queste ore rappresentano, invece, una minaccia concreta. Per questa ragione Accorinti & c. stanno vagliando due alternative: 1) mettere in sicurezza la frana senza toccare la condotta o 2) operare per l’istituzione di un tracciato diverso con un intervento di carattere strutturale. La volontà politica porterebbe a perseguire questa seconda ipotesi, ma vanno reperiti i fondi necessari per realizzare il progetto, al netto dei tempi burocratici legati alla redazione dello stesso e all’affidamento dei lavori.

Frattanto, con una nota ufficiale, la Protezione Civile Regionale – allertata dai movimenti franosi registrati in contrada Fondaco Parrino – ha voluto precisare la natura dell’intervento che essa può porre in essere nel rispetto del mandato ricevuto.

autobotte acqua messinaLa libertà di manovra, in linea generale, si registra nella gestione degli eventi straordinari “mediante le attività necessarie per assicurare il superamento delle criticità che si manifestano in occasione di eventi calamitosi eccezionali compresi gli interventi, a tutela della pubblica e privata incolumità, per i quali sia stato riconosciuto e dichiarato lo stato di emergenza”. In condizioni di normalità, pertanto, la Protezione Civile può muoversi solo con interventi di carattere non strutturale “e non già esecuzioni di opere finalizzate alla mitigazione del rischio”.

Stante l’assenza di circostanze calamitose o emergenziali, il DRPC Sicilia precisa di non ricoprire alcun ruolo, suppletivo o ausiliario, rispetto alle carenze o ai ritardi maturati dagli Enti e delle Istituzioni preposte alla gestione ordinaria del territorio. In altri termini: a Messina la missione è conclusa, avendo eseguito tutti i mandati contenuti nell’ordinanza.

La Regione, nel frattempo, avrebbe già individuato le risorse economiche necessarie per gli interventi di messa in sicurezza della condotta, inserendo i finanziamenti nella programmazione delle azioni PO FESR 2014/2020. Restano a carico dell’Ente proprietario e gestore, come pure del Comune di Messina, il monitoraggio delle condizioni generali e la manutenzione ordinaria della condotta. A carico dei Comuni interessati permane la competenza sulla manutenzione del territorio.