L’ombra della Brexit sull’Italia: le reazioni dei politici, dal Pd ai Cinque Stelle

L’Inghilterra ha deciso tramite referendum di uscire dall’Unione Europea. I politici italiani stanno commentando l’importante decisione, proponendo pareri contrastanti

LaPresse/Reuters

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Gli inglesi hanno espresso la loro volontà di dire basta all’Unione Europea. La nazione che da sempre si è mantenuta parzialmente indipendente rispetto all’associazione ha deciso di scindersi definitivamente. Prevedibile e comprensibile il conseguente divario nell’opinione pubblica: da un lato i sostenitori della causa, dall’altro i patriottici europei.
La politica italiana sta esprimendo in queste ore la propria opinione in proposito. Dai commenti raccolti si evince una forte delusione da parte dei partiti italiani rispetto alla decisione dell’exit britannico.
Lo spiega l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Radio Anch’io: “Io sono tra quelli che hanno sperato fino all’ultimo che prevalesse la volontà di rimanere” in Europa. L’esito del referendum in Gb “è un colpo molto duro, elemento di grande destabilizzazione economico, finanziario e politico. Bisogna chiedersi quanto sia stato incauto proporre questo referendum” su “materie di enorme complessità“.
Perplesso, Mario Monti sempre a Radio Anch’io afferma: “L’esito del referendum sulla Brexit è molto negativo per l’Europa. L’Europa un po’ si disintegra, perde uno dei suoi Stati membri. Ma la Gran Bretagna rischia di disintegrarsi anch’essa, può perdere la Scozia e anche l’Irlanda del Nord”.
Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, in conferenza stampa a Milano afferma: “Un grazie grande come il mondo agli inglesi, che contro tutto e tutti rispondendo a ogni tipo terrorismo finanziario e mediatico hanno liberamente votato con orgoglio. Hanno dato l’ultima chance all’Europa di cambiare. Ho invidia per il fatto che gli inglesi possano votare, una cosa che l’Italia ha proibito. Ho qui l’emendamento che noi abbiamo portato in Parlamento, bocciato più volte da Renzi e dal Pd”. Salvini ha detto che la sinistra “ha gettato la maschera. Pensa che sia meglio che gli italiani non decidano sulle cose europee”. Il risultato è “uno schiaffone a Napolitano, Prodi e Renzi”.

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Anche le donne marciano sulla stessa linea di pensiero: l’ex Ministra degli Esteri Emma Bonino a Radio Radicale commenta: “E’ il più grande divorzio della storia, senza precedenti, nonostante le procedure previste dall’articolo 50 sarà un bel problema” e prosegue “Occorre capire come si reagirà a questo shock, se la reazione sarà come al solito dei piccoli passi per non irritare nessuno, oppure se sarà il momento del progetto per andare avanti e della proposta ai cittadini, cioè il momento del coraggio di andare avanti e con quale sistema”.
La Presidente della Camera Laura Boldrini dice invece: “Il sì alla Brexit è una notizia grave per tutta l’Europa. Ora si apre un lungo e complesso periodo di negoziati per definire le modalità con le quali la Gran Bretagna si separerà dall’Unione, e c’è il rischio che in parallelo prenda forza la richiesta di altri Stati di uscire o di rinegoziare le condizioni della loro permanenza”. Prosegue: “Non si può dimenticare, infatti, che per consentire alla Gran Bretagna di restare le erano state fatte concessioni che comunque intaccavano i principi e i valori fondamentali dell’Unione: era stata pericolosamente messa in discussione la libertà di circolazione e l’eguaglianza di trattamento sul lavoro tra i cittadini di un Paese e quelli degli altri Stati Ue, così come il godimento delle stesse prestazioni sociali. Neanche questo è servito”. Per la Boldrini, il “referendum britannico può tuttavia diventare un’opportunità di rilancio della costruzione europea se prevarrà la consapevolezza che è giunto invece il momento di una svolta strategica. Alle grandi sfide del presente – dal lavoro ai flussi migratori, dal terrorismo al cambiamento climatico – può rispondere solo un’Europa politicamente più unita e più forte“.
Ancora, Giorgia Meloni su Facebook scrive: “Le istituzioni europee sono distanti anni luce dai problemi della gente. Lo diciamo da anni. Al referendum sulla Brexit i britannici, con il loro voto e con il loro coraggio, lo hanno ribadito con forza. Ora vogliamo che in Europa torni la democrazia, che su questi temi siano sempre i popoli a scegliere e che le istituzioni europee vengano restituite alla gente e tolte dalla proprietà dei comitati d’affari”.
Favorevoli e felici invece i Cinque Stelle che commentano: “I britannici hanno scelto la #Brexit. Ha vinto la democrazia e perso l’Europa delle banche. Il vento di cambiamento è sempre più forte!”, come si può leggere sul profilo twitter di Danilo Toninelli, deputato M5S.