Lipari (Me), operazione della Guardia Costiera sul “demanio libero e ambiente protetto”

guardia costiera“Demanio Libero e Ambiente Protetto”. Questo il nome dell’operazione condotta dai militari dell’Ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera – Lipari, agli ordini del Tenente di Vascello (CP) Paolo MARGADONNA che hanno portato a termine una complessa ed articolata operazione di Polizia Giudiziaria iniziata da Gennaio 2016, volta alla Salvaguardia ed alla Tutela dell’Ambiente Marino e Costiero nonché finalizzata alla libera fruizione del Demanio Marittimo. Tale attività, espletata dai militari del nucleo polizia giudiziaria, nel primo semestre dell’anno corrente ha portato infatti al deferimento alla competente autorità giudiziaria di nr. 46 soggetti per i reati di abusiva occupazione di aree demaniali marittime, sottratte alla libera fruizione, nonché innovazioni non autorizzate mediante la realizzazione di strutture e nuove opere senza i necessari nulla osta demaniali e paesaggistici. A seguito di tali accertamenti si è provveduto ad avviare gli iter amministrativi finalizzati ad ottenere il recupero indennizzi per tutte le occupazioni abusive perpetrate, richiedendo l’adozione di provvedimenti di ripristino dello stato dei luoghi. Gli uomini del Nucleo Ambientale del Comandante MARGADONNA, in materia di “Scarichi di Acque Reflue”, hanno contestato 11 (undici) violazioni amministrative per un importo complessivo di €.132.000 (centotrentadue mila euro); infatti, nell’ambito della predetta attività sono state effettuate numerose ispezioni ad impianti di smaltimento di esercizi commerciali in prossimità delle aree costiere, al fine di accertarne eventuali sversamenti in mare di liquami nonché il possesso delle autorizzazioni previste dalla vigente normativa. Inoltre, nel periodo compreso dal 06 al 16 giugno 2016, in sinergia con il 3° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Messina, sono stati salpati e posti sotto sequestro penale n°58 massi in cemento c.d. “corpi morti” ed una catenaria di circa 40 metri, posizionati abusivamente sui fondali marini dell’Arcipelago Eoliano ed utilizzati per l’ormeggio di natanti ed imbarcazioni, in assenza delle necessarie autorizzazioni. Gli illeciti penali, afferenti l’abusiva occupazione, l’inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione, e l’inquinamento marino, sono stati trasmessi alla competente Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto. L’attività effettuata dai militari operanti, ha consentito di accertare e rimuovere situazioni di potenziale pericolo per l’ambiente marino, atteso che taluni reperti sequestrati, erano realizzati all’interno di serbatoi in eternit, adagiati su aree di praterie di Posidonia, mentre altri, realizzati all’interno di pneumatici, deterioratisi nel tempo, avrebbero rilasciato in acqua idrocarburi, metalli pesanti, e sostanze bituminose, risultando così tossici per la flora e la fauna marina. 2 A conclusione dell’attività, l’Ufficio Circondariale Marittimo ha proceduto ad avviare il previsto iter finalizzato alla distruzione e smaltimento del materiale sequestrato. L’intera attività posta in essere, finalizzata a garantire la libera fruizione delle spiagge e del mare alla collettività, nonché la tutela della pubblica e privata incolumità e dell’ecosistema marino, sarà opportunamente intensificata dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari e proseguirà senza sosta per l’intero periodo estivo.