Lia Staropoli: “Morello deve dimettersi. L’assessore ha chiesto sostegno elettorale al boss Mancuso, Libera prenda le distanze”

13460946_10208365829295000_1571458877_o“Quando il sindaco Morello afferma che la sua amministrazione è in prima linea contro la ‘ndrangheta a cosa si riferisce esattamente? – Dichiara Lia Staropoli, da sempre impegnata gratuitamente nel contrasto alla ‘ndrangheta e al Fianco delle Forze dell’Ordine – Visto che dall’ interrogazione Parlamentare dell’Onorevole Rosanna Scopelliti e dall’attività di intercettazione del Fermo Purgatorio “N°1878/07 R.G.N.R. DDA è stato possibile determinare che D. G., assessore dell’attuale amministrazione del comune di Limbadi guidata dal sindaco Giuseppe MORELLO, nella precedente campagna elettorale aveva contattato il boss della ‘ndrangheta Pantaleone MANCUSO per informarlo della propria candidatura con la “Lista democratica Costruiamo il futuro” e per chiedergli sostegno, in quanto affermava testualmente di essere “della famiglia”; riporta testualmente l’interrogazione dell’On. Rosanna Scopelliti, la Dott.ssa Staropoli, l’attribuzione di identità dell’assessore G. è corroborata anche dall’individuazione di rapporti di parentela riferiti alla sua famiglia di origine […] l’intercettazione è datata 23/04/2011 ed è ambientata in un fabbricato rurale sito in Limbadi località Fontanelle, […] e riporta quanto segue: “G.: [...parole incomprensibili...] dal coso… io ti stavo dicendo… gliel’ho detto pure al “barbuto” (il barbuto è il sindaco Giuseppe Morello) : “i rapporti personali tra me e mio zio non si toccano…( lo zio è Pantaleone Mancuso) perché se io ho bisogno di qualche cosa o mi succede qualche cosa” G.’: (continuando) “io vado a bussare a mio zio!… Non vengo da voi…” giusto?…quindi se io ho voluto candidarmi… la politica non c’entra niente… quello con la destra quello con la sinistra non c’entra niente con la mia casa… è giusto, M.? (si rivolge alla moglie del boss, ndr) io dove vado a bussare vado da altri?… G.: Quindi il voto non me lo date ?… [….] ”; nella stessa intercettazione, nonostante le critiche che le muove per la scelta della lista elettorale, il boss invita paternamente a pranzo la G., supportandola ogni volta che lei manifesta mancanze da parte del Morello, come ad esempio la mancata pubblicazione del suo nome nella lista alla conferenza stampa di apertura della campagna elettorale, l’ assessore racconta al boss che molte persone l’avevano contattata dicendole “ti hanno già fatto fuori dalle liste” e lei avesse risposto testualmente “Voi non sapete chi sono le persone!”; […] nella stessa intercettazione la G. vanta le scuse dell’attuale sindaco su ben due giornali locali, il giorno seguente” . Non è sembrata particolarmente turbata l’assessore, prima di andare via dalla casa dello “zio” programmava una cena a base di porchetta con i parenti. Incauto da parte del Morello dipingerla come una paladina dell’antimafia, mentre nello stesso consiglio comunale diffamava me e l’On. Rosanna Scopelliti esponendoci, ancora una volta ad ulteriori rischi e ritorsioni. Non ci è sembrato particolarmente turbato nemmeno il Morello che, di certo non veniva visto di buon occhio dai Mancuso nelle stesse intercettazioni ma, oltre a non costituirsi parte civile lui personalmente, non lo ha fatto nemmeno come sindaco del comune di Limbadi, sarebbe stato un bel segnale per una amministrazione che afferma di essere in prima linea nel contrasto alla ‘ndrangheta, il Morello si è rifiutato di presentarsi persino come persona informata sui fatti dal procedimento penale che ne è scaturito, subendo un provvedimento di accompagnamento coatto, il primo aprile 2015 è stato prelevato dai Carabinieri e accompagnato presso l’aula bunker di Vibo Valentia al procedimento “Black Money”. Il sindaco Morello lo ha sempre saputo perché le intercettazioni del fermo purgatorio sono state riportate da tutti i giornali e lui è stato convocato il primo aprile 2015, in piena campagna elettorale – Con riferimento all’evento organizzato da Libera e dall’amministrazione comunale l’11 giugno, nel corso del quale, i rappresentanti dell’associazione antimafia libera hanno indicato l’amministrazione guidata dal Morello come esemplare, Lia Staropoli si dissocia, e invita l’associazione Libera a fare altrettanto, perché “ Sebbene i cittadini di Limbadi non hanno dubbi sulla condotta e sulle frequentazioni di tutti, potrebbe per i non addetti ai lavori non risultare agevole la distinzione tra associazioni, quindi chiarisco che già da settembre il movimento antimafia “AmmazzateciTutti” ha chiesto le dimissioni del Sindaco Morello attraverso un comunicato diffuso dal Presidente Aldo Pecora, mi sembra strano che l’associazione antimafia Libera non sia a conoscenza di tutto questo. O vuole farci passare come esempi di legalità condotte del genere? Perché queste condotte non le ha rese note Libera anziché avallarle con la propria presenza a fianco dell’amministrazione nella serata dell’11 giugno? L’unica volta che un rappresentante di libera è intervenuto a Limbadi è stato quando un certo Salvatore Rizzo, si è complimentato pubblicamente con la cognata di Ciccio Mancuso detto “Tabacco” mentre questa mi attaccava, i rappresentanti di Vibo mi hanno assicurato che nulla ha a che fare con Libera questo Rizzo, eppure lo vedo ovunque a parlare in nome e per conto di Libera. La vicenda di Rizzo è stata riportata dalla stampa locale e nazionale, di recente anche sul libro di Antonio Amorosi dal titolo Coop Connection . Mentre sono pienamente d’accordo con il sindaco quando dice che le associazioni antimafia non devono avere scheletri nell’armadio e chiedo a Libera, per l’ultima volta, a quale titolo Salvatore Rizzo impartisce lezioni di legalità e di antimafia per tutto il territorio vibonese sotto le bandiere di Libera? E stavolta voglio una risposta univoca e pubblica e sono pronta a rendere note tutte le conversazioni avute sull’argomento. Questo è il modo di contrastare consenso sociale e reticenza a Limbadi? Dubito che Don Ciotti sia realmente informato su quanto accade a Limbadi, quando lo sarà sono certa che prenderà le dovute distanze, perché il contrasto lo si deve realizzare proprio nelle roccaforti della ‘ndrangheta e per iniziare si deve aver il coraggio di definire ogni cosa con il proprio nome. Ancora una volta devo espormi io qui a Limbadi per fare chiarezza, io senza tutela. Concludo ricordando che la legalità la si deve predicare gratis e prima di tutto con l’esempio”.