La sanità a Reggio Calabria. Azzarà (Uil Fpl): “di fronte al silenzio bisogna parlare!” [FOTO e INTERVISTA]

Nuccio Azzarà parla a 45 giorni dall’inchiesta “Mala Sanitas”: oggi presso gli Ospedali “Riuniti” di Reggio Calabria la conferenza stampa indetta dalla Uil Fpl, contestualmente all’assemblea dei lavoratori

nucciò azzarà reggio conferenza (3)Decima conferenza stampa indetta dalla Uil Fpl presso l’Aula Spinelli dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria. Oggi Nuccio Azzarà continua a denunciare una serie di ulteriori criticità in cui verserebbe il nosocomio cittadino, soprattutto a 45 giorni dall’inchiesta Mala Sanitas, le cui sconcertanti rilevazioni hanno fatto il giro del mondo.

L’incontro odierno, come ha annunciato preventivamente Azzarà, consta di tre argomenti: il primo trattato si rifà all’edificazione e all’ubicazione del nuovo possibile presidio ospedaliero: “a noi queste notizie sono pervenute casualmente da una parte della stampa. Questa è una battaglia della Uil, per cui io stesso mi sono battuto in prima persona anche da consigliere comunale: è un pensiero antico – parole di Nuccio Azzarà - Plaudiamo a questa idea, ma dato che siamo teste pensanti, rispetto a tale problema è giusto enunciare grandi perplessità: abbiamo appreso che questo nuovo ospedale dovrebbe essere allocato nella zona adiacente al Morelli”. È a questo punto che Azzarà enuncia le perplessità a cui fa riferimento: “ogni volta che cambia il direttore generale dell’Ospedale, si mette in moto un’improvvisazione del mondo sanitario reggino; è mai possibile che non può esserci una continuità? Negli anni si è parlato della costruzione dell’edificio per uffici, dell’elipista su questo edificio. Un iter discontinuo anche per il Morelli nel capire che cosa fare del presidio”.

Ma le domande non finiscono qui. Ci si chiede come mai  “in tutte le parti del mondo gli ospedali si fanno fuori dai centri urbani”, e qui no: “Come Uil stiamo attenzionando anche tutte le gare d’appalto, domandandoci, tra le altre cose, che cosa ne sarà dell’intera area attuale in cui si trova l’Ospedale Riuniti. Sono delle domande – continua a dire Nuccio Azzaràche i cittadini comunque si pongono, e su un terreno democratico è doveroso ci sia un confronto”.

nucciò azzarà reggio conferenza (4)Ma non solo, Azzarà si interroga anche sulle “centinaia di migliaia di euro che noi annualmente spendiamo per quel palazzo degli uffici a San Cristoforo, quando avremmo potuto attivare l’Agenzia per i beni confiscati e chiedere edifici da poter utilizzare per questo scopo”.

A tal fine, il sindacalista lancia un monito al Consiglio regionale e a quello comunale, definendoli ad ora “silenti”, affinchè sul nuovo ospedale “battessero almeno un colpo”.

Si passa speditamente al secondo argomento clou del giorno, quello che sempre Azzarà chiama “un caso paradigmatico di come vanno le cose all’interno della sanità”. Qui si ritorna sulla nomina di Carpentieri a direttore amministrativo, per cui “abbiamo trasmesso all’autorità giudiziaria ben quattro esposti – afferma Nuccio Azzarà  - Nelle more della presentazione del quinto esposto abbiamo scritto ai revisori dei conti e al collegio sindacale chiedendo se nel tempo hanno attenzionato queste delibere di nomina”. Secondo Azzarà, in rappresentanza della Uil Fpl, l’avv. Carpentieri non avrebbe i requisiti fondamentali per svolgere l’incarico di direttore amministrativo, a partire dalla “mancata esperienza di almeno 5 anni nella sanità”, fino ad arrivare al limite d’età massima già raggiunto, ossia quello dei 65 anni. Interrogativi su interrogativi già posti in essere mesi fa, e che proseguono oggi anche in riferimento al terzo ed ultimo argomento del giorno, forse quello più “scottante” dati i risvolti degli ultimi mesi dell’inchiesta Mala Sanitas; ed è proprio su questo punto che Nuccio Azzarà chiede scusa a tutte le donne e a tutti coloro che hanno sofferto all’interno dell’Ospedale, delle scuse ufficiali, che a sua detta, non sono ancora giunte da altre parti: “su un fatto così eclatante – dichiara il sindacalista alla stampa – non registriamo alcunché, nessuna presa di posizione che dia il segnale che vada in controtendenza; non riusciamo a capire quando avverrà il cambio di verso, rispetto alle cose che ormai da un anno e mezzo denunciamo in maniera documentata”.

nucciò azzarà reggio conferenza (6)E sul reparto di ostetricia e sulle condizioni della sala operatoria, Azzarà, sempre per conto della Uil Fpl, si era concentrato già nel corso di una conferenza stampa indetta nel luglio dell’anno scorso, argomento su cui ritorna stamane e che tratta dapprima sul profilo dell’emergenza e poi su quello delle condizioni generali attuali, “sull’etica, la morale, e su quello che sta succedendo a distanza di 45 giorni dall’inchiesta”.

Si parla di “emergenza provinciale”, constatando la chiusura, già da tempo, del punto nascita di Melito Porto Salvo: “da quel momento – aggiunge Azzaràl’Ospedale di Reggio ha assorbito il carico di lavoro, passando da circa 900 parti a circa 1800-1900 l’anno, con l’organico ante Mala Sanitas. Ad oggi c’è una situazione sanitaria da attenzionare!”.

Come spiega Nucciò Azzarà, per poter affrontare un presidio in termini di sicurezza e adeguatezza professionale, c’è bisogno di 11.2 medici solo per partorire; “a Locri – attesta – l’ostetricia svolge circa 708 parti l’anno, in aggiunta a tutta la patologia della sfera ginecologica. Nel 2016 ha un trend ancora più importante rispetto all’anno prima, con già circa 280 parti. Locri è in difficoltà, e ciò viene dimostrato da una relazione del primario, che attesta il fatto che si è passati da 9 medici a 6 per problemi derivanti dalla formulazione dei turni di servizio”.

Un amaro destino si prospetterebbe anche per Villa Aurora, a Reggio Calabria, dove si eseguirebbero circa 900 parti, e che come si deduce “starebbe per chiudere da un momento all’altro”.

nucciò azzarà reggio conferenza (8)A Polistena, invece, Azzarà continua ad attestare l’esecuzione di circa 700 parti l’anno: “a Villa Elisa, solo nel 2015, sono stati eseguiti 680 parti, ed il presidio starebbe per convertirsi in luogo di riabilitazione- degenza”.

“Un quadro di una pericolosità enorme”, continua a dichiarare il segretario della Uil Fpl, richiamando tutti a quella che si prospetterebbe la realtà dei fatti: “rimane l’Azienda Ospedaliera di Reggio, che alla luce di quanto sta avvenendo si appresterebbe a raggiungere 3.500 – 4000 parti l’anno”.

Per Azzarà, inoltre, quanto accaduto nel nostro Ospedale non ha riguardato solo l’ostetricia, ma anche l’anestesia e la neonatologia. In riferimento al reparto di ostetricia, come suddetto, la Uil Fpl aveva già denunciato la situazione in cui versava la sala operatoria, che poi sarebbe stata chiusa, secondo quanto oggi riportato, dal primario insediatosi a seguito dell’inchiesta Mala Sanitas: “si opera nel blocco operatorio, e per le emergenze è stata approntata una saletta al quinto piano. Per ristrutturare la sala operatoria ci vogliono dei tempi lunghi – conclude Azzarà porgendo le sue pubbliche scuse - Quando metteremo in sicurezza il reparto?”.