Incendi in Sicilia: “la speranza è che venga fatta piena luce sulle cause”

LaPresse/Guglielmo Mangiapane

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La speranza è che venga fatta immediatamente piena luce sulle cause che hanno scatenato l’inferno in provincia di Palermo e Messina”. E’ quanto dichiarato dal presidente della Confagricoltura siciliana Ettore Pottino all’indomani della due giorni di fuoco che ha gettato nel panico gran parte della Sicilia con l’arrivo del primo vento di scirocco. “Per il momento come agricoltori siamo molto attenti a presidiare i nostri territori specialmente di quelli di alta collina coltivati a grano duro dove ancora non sono iniziate le operazioni di trebbiatura“. “Non è un caso che le fiamme partano dalle aree demaniali. In ogni caso –aggiunge Pottino – il problema non è tanto conoscere le cause dei roghi che vanno comunque accertate e se dolose vanno trovati e perseguiti duramente i responsabili, ma come prevenirli. In questo senso si potrebbe pensare ad una utilizzazione diversa delle forze impegnate in questo settore, ad una maggiore fruizione e valorizzazione economica delle aree protette, ad un maggior presidio del territorio ed al miglioramento della viabilità delle zone interne, vero tallone d’Achille di tutte le aree interne dell’isola”. “In ogni caso – riflette ad alta voce il presidente della Confagricoltura siciliana – in un territorio dove c’è la presenza dell’uomo che svolge un’attività economica si abbassa notevolmente il rischio di catastrofe naturale. Per questa ragione dovremo ripensare per tempo e con i dovuti approfondimenti le regole per rendere fruibili queste aree evitando di criminalizzare, per colpa di pochi, contesti economici e produttivi che non hanno alternative e che consentono di preservare il territorio”. “Sarebbe quindi opportuno partire con la misura del PSR per la forestazione. Tra le cinque sottomisure che la Regione ha deciso di attivare vi sono quelle riguardanti la prevenzione ed il ripristino delle aree colpite dagli incendi“. “Siamo disponibili a che la Regione concorra con propri progetti ad attingere a parte delle risorse finanziarie stanziate dal PSR a favore degli agricoltori a condizione che vengano realizzate le infrastrutture necessarie per il controllo ed il raggiungimento delle aree ad alta densità boschiva. Affidarci solo ed esclusivamente all’uso dei Canadair è una forma di difesa costosa ed assolutamente inutile”.