Il Rettore Navarra a “Estate in Diretta”: “bisogna investire sui giovani, occorre che il Governo si svegli”

Pietro Navarra, Rettore dell’Università di Messina è stato ospite nella trasmissione di Rai 1 “Estate in Diretta”, nella quale ha parlato della questione pensionistica che sta facendo particolarmente discutere in questo periodo. Inoltre, Navarra si è soffermato sulla situazione dei giovani in Italia e ha rivolto un appello al Governo chiedendo di investire sulle nuove generazioni

Pietro-NavarraIl Rettore dell’Università di Messina, Pietro Navarra, è appena stato ospite nella trasmissione pomeridiana di Rai 1 “Estate in Diretta”, condotta da Salvo Sottile ed Eleonora Daniele. Il professore Navarra è stato invitato in qualità di Rettore dell’Ateneo Peloritano, ma soprattutto in quanto professore di Economia, quindi particolarmente attivo sul fronte delle situazioni pensionistiche che, proprio in questo periodo, fanno discutere l’intero paese. In particolare, dopo la visione di un servizio in cui venivano spiegate le principali novità sul fronte del nuovo provvedimento del pre-pensionamento, il Rettore Navarra ha esposto il suo punto di vista in merito alla nuova proposta. “La proposta di provvedimento mira a produrre un pensionamento anticipato. Questo anticipo, che viene dato ai lavoratori in forma di finanziamento − spiega il professore − verrà rimborsato durante i 20 anni successivi alla pensione”. Questa forma di pensione anticipata, tenderebbe quindi a produrre maggiore flessibilità nell’economia italiana e a favorire l’accesso ai giovani nel mondo del lavoro. Questo è uno degli aspetti importanti che Navarra ha tenuto a specificare: “il pre-pensionamento ha un obiettivo che non è quello di favorire l’uscita dal mercato del lavoro di tutti quei dipendenti che sono quasi arrivati all’età pensionabile, ma è quello di favorire spazi in entrata per i giovani”. Una particolare attenzione alle nuove generazioni che, in questo momento, aggiunge il Rettore “non hanno davanti a sé un futuro roseogiovani-lavoro

Secondo un’analisi svolta dal Censis, infatti, quasi il 42% dei giovani tra i 25 e i 30 anni, andrà in pensione con una somma di circa 1200 euro al mese. Un dato allarmante se si pensa ai tanti che attualmente (circa il 39%) percepiscono uno stipendio intorno ai 1000 euro mensili, quindi molto probabilmente andando avanti con gli anni si arriverà ad ottenere pensioni sempre più basse. “Sono criticità che mettono a repentaglio il futuro dei ragazzi, ma queste problematiche non possono essere risolte con provvedimenti di questo tipo” – commenta Navarra. “Oggi quello che il Paese deve fare è agevolare iniziative rivolte ai giovani, lo Stato deve dimostrare di voler puntare su di loro attraverso investimenti concreti. Occorre un forte cambiamento in questo senso, ma spesso i Governi che si sono succeduti in questi anni lo hanno dimenticato”.