Arrestato nel reggino giovane responsabile di vari atti intimidatori [NOME, DETTAGLI e VIDEO]

Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del 23 enne originario di Mammola Nicodemo SCALI

scali nicodemoDue giorni fa, presso la Casa Circondariale di Locri, i Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica, al termine di articolata e prolungata attività d’indagine, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal O.l.P. presso il Tribunale di Locri nei confronti del 23 enne originario di Mammola Nicodemo SCALI, ritenuto responsabile dei reati di danneggiamento a mezzo colpi d’arma da fuoco dell’abitazione di una 48enne di Mammola, incendio del negozio di cui la stessa è titolare e dell’autovettura Fiat 500 in uso, nonché incendio dell’autovettura Seat A sa di una 38enne di Mammola e di altre due auto coinvolte in quanto parcheggiate nelle immediate vicinanze.
Il provvedimento restrittivo in parola trae origine dalle serrate attività investigative condotte sin dalle prime battute dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica all’indomani del primo dei danneggiamenti verificatosi nel gennaio 2015 che hanno riguardato principalmente una donna del luogo, la quale, unitamente ad altri componenti, è
stata da sempre impegnata nell’ambito del locale gruppo d’ascolto “Mammolaepuntolife”. Si ricorderà, infatti, che i vari eventi criminosi avevano ingenerato, all’epoca dei fatti, un vero e proprio clima di tensione e di paura nella cittadinanza locale ed, in particolare, negli appartenenti al citato gruppo d’ascolto, divenuti veri e propri bersagli da colpire.
Fondamentale per la buona riuscita delle indagini, è stata la perfetta sinergia e osmosi informativa tra i reparti dipendenti impegnati nella risoluzione della vicenda de quo: di fatti: i preziosi dati ottenuti attraverso l’efficace e aderente manovra informativa posta in essere dalla locale Stazione sono stati sin da subito processati, analizzati e approfonditi sotto il profilo tecnico-investigativo dal Nucleo Operativo de Compagnia che, mediante intercettazioni telefoniche, tra presenti, videoriprese, analisi di tabulati telefonici e serrati interrogatori, hanno fatto piena luce sul movente dei danneggiamenti, le ti da un unico filo conduttore, che vedono al centro di tutto l’arrestato odierno. Scali Nicodemo, spinto da un senso di rabbia e di vendetta scaturito dalla decisione della propria madre di lascìare definitivamente il tetto familiare per recarsi in un luogo protetto con il proprio figlio minore.

La decisione di separarsi dal marito e, dunque, di affrancarsi dal nucleo familiare matura proprio in concomitanza dei contatti intrapresi con i componenti del citato gruppo d’ascolto per ricevere supporto morale, visto che la stessa era costretta a fronteggiare costantemente un atteggiamento ostruzionistico da parte dei tigli, sfociato talvolta in episodi di violenza: pertanto, gli atti di violenza perpetrati dallo Scali hanno come chiave di lettura la scoperta dei legami/partecipazioni in seno al menzionato gruppo d’ascolto da parte della propria madre.
Nel Corso delle investigazioni si è oltremodo appurato in capo all’indagato un’elevata propensione a dare ampio sfogo ad aggressività ed una peculiare spregiudicatezza e proclività a porre in essere “atti dimostrativi a scopo intimidatorio”, serviti come monito per chiunque avesse “osato” anche solo intervenire nella questione familiare: la tesi investigativa portata avanti dagli inquirenti si è dimostrata. dunque, valida e genuina ed è stata confermata appieno dalle risultanze investigative ottenute mediante le canoniche attività tecniche e l’escussione a sommarie informazioni testimoniali dei familiari della vittima e di altre persone informate in merito ai fatti, tutto sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore del Repubblica di Locri, Dott.sa Rosanna Sgueglia.
L’arrestato, dopo le farmalità di rito, è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale di Locri, ove peraltro risulta già detenuto per analoghi episodi delittuosi avvenuti in Mammola il 26 marzo U.S. allorché venne tratto in arresto dalla locale Stazione per l’incendio provocato al Bar “Paradise”. il danneggiamento seguito da incendio della porta d’ingresso dell’abitazione di una delle donne già vittime di precedenti intimidazioni, nonché il danneggiamento della porta antipanico, di alcuni tavoli, piatti e bicchieri presenti all’ interno del ristorante “Taverna del Borgo”.
Come si ricorderà, in quella movimentata notte, l’immediata attività info-investigativa posta in essere dai Carabinieri della Stazione di Mammola consentì di ascrivere in breve tempo tali eventi delittuosi al giovane Scali, atteso altresì il breve lasso temporale intercorso tra gli eventi, l’analogo modus operandì. il coltellino emanante un intenso odore di liquido infiammabile rinvenutogli addosso. nonché l’utilissimo dato probatorio derivante dal rinvenimento di due distinti frammenti di tessuto dello stesso colore/materiale del giubbotto indossato dal medesimo in quel momento e perfettamente combacianti con la parte di quel capo d’abbigliamento recante una lacerazione in prossimità del braccio destro.

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