A Reggio Calabria un incontro sul tema “nel buio lucido dell’esistenza di un poeta”

anassilaos donnaAl Frate servita, religioso, teologo, saggista, predicatore  e poeta David Maria Turoldo, nato a Coderno il 22 novembre del 1916 e morto a Milano il 6 febbraio del 1992,  l’Associazione Culturale Anassilaos – Sezione Poesia –  nel centenario della nascita, dedica un incontro sul tema “Nel buio lucido  dell’esistenza di un poeta” che si terrà martedì 7 giugno alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso, con l’intervento di Pina De Felice, responsabile poesia di Anassilaos, Mimma Licastro e Nanni Barbaro  e la partecipazione dei poeti e lettori dei Lunedì di Poesia del Sodalizio (Giacomo Marcianò, Pino Papasergio, Silvana Larocca, Antonella Postorino, Carlo Menga, Daniela Scuncia, Lilly Arcudi, Nanà Lo Giudice). Sacerdote attento alla riforma della Chiesa Padre Turoldo ha vissuto le contraddizioni del Novecento e partecipato all’opera riformatrice operata da Giovanni XXIII con la svolta del Concilio. Le sue posizioni, che anticiparono in qualche modo taluni aspetti del magistero di Papa Francesco – come avviene del resto per tutti i “profeti” – gli attirarono i sospetti  delle gerarchie e del Santo Uffizio. Figura complessa di uomo e sacerdote Padre Turoldo è stato anche un grandissimo poeta – scriveva Carlo Bo “Davide ha ricevuto due doni da Dio, la fede e la poesia. Ma dandogli la fede, Dio gli ha imposto di cantarla ogni giorno” –  ed è questo l’aspetto  della sua personalità  che sarà al centro dell’omaggio di Anassilaos che inaugura la Festa della Poesia d’Estate 2016  con un artista che era ben consapevole della funzione della poesia -“Un solo verso può, diceva, fare più grande l’universo”. Le sue prime liriche furono pubblicate al tempo della Resistenza nella rivista clandestina “L’Uomo”. Ben presto divenne conosciuto nel mondo letterario grazie alla pubblicazione, nel dopoguerra, delle prime raccolte di liriche  di raccolte di liriche: “Io non ho mani” (1948 che gli valse il Premio letterario Saint Vincent); Udii una voce (1952); Gli occhi miei lo vedranno (1955); Se tu non riappari (1963). Nel 1976 pubblicò Il sesto angelo. Poesie scelte prima e dopo il 1968 e Fine dell’uomo?. Alla raccolta complessiva Lo scandalo della speranza (2 voll., 1984) seguirono Canti ultimi (1991) e  Mie notti con Qohelet (1992). La sua poesia, fin dalle prime pubblicazioni, si caratterizza per l’impegno morale con cui affronta i temi della condizione umana e per un anelito alla fraternità. Poesia di una religiosità “alta” che conquista ancora oggi il lettore. Un tumore – “il drago che si è insediato nel mio ventre” – se lo portò via nel febbraio del 1992. A chi gli chiedeva se aveva chiesto al Signore la guarigione rispose “Io non ho mai pregato Dio di guarirmi, perché dovrebbe guarire me e non una madre giovane, malata di cancro e con due figli? Io ho solo chiesto a Dio la forza per attraversare la valle oscura”.

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