A Reggio Calabria le novità su diagnosi e cura della scoliosi

Scoliosi seconda sessione (2)“La scoliosi: diagnosi e cura. Nuove prospettive”: è questo il titolo della giornata di studio promossa dalla Commissione formazione ed aggiornamento presso l’Ordine dei Medici di Reggio Calabria. La dr.ssa Anna Maria Danaro, consigliere dell’ente ordinistico ed organizzatrice dell’evento, ha evidenziato l’importanza formativa di un argomento di enorme attualità, impreziosita da relatori di alto livello. “La scoliosi – ha spiegato in apertura il dr Antonino Zema, coordinatore della Commissione – è una malattia muscolo-scheletrica che colpisce la colonna vertebrale determinandone una curvatura anomala. Colpisce il 3% della popolazione per cui è indispensabile effettuare controlli periodici sin dall’età infantile”. “E’ un problema dai risvolti sociali notevoli – ha evidenziato il dr Giuseppe Zampogna, Vicepresidente dell’Ordine dei Medici – perché è importante avere bambini sani. Un ruolo importante, in questo caso, viene svolto dalla medicina scolastica in quanto è fondamentale selezionare sin dall’età scolare quei casi che, per essere trattati, richiedono l’uso del corsetto od un trattamento chirurgico delicato ed appropriato. Non va dimenticato, infatti, che la scoliosi, col tempo, ha delle ripercussioni anche sull’apparato respiratorio”.

“Individuare il prima possibile i casScoliosi prima sessionei a rischio – ha rimarcato il dr Francesco Mac Donald, specialista in patologia e chirurgia vertebrale all’Istituto Galeazzi di Milano – per evitare che la scoliosi arrivi a valori angolari tali da portare all’intervento chirurgico”. Il dr Mac Donald ha focalizzato l’attenzione sull’evoluzione delle tecniche chirurgiche e dei busti nonché sul corsetto Cheneau con la tecnica Cad-cam. Per il dr Giuseppe Antonino Licordari, Responsabile del Centro di Medicina legale dell’Inps di Reggio Calabria, si tratta di un argomento che ha “un notevole impatto sociale non solo da un punto di vista clinico ma anche dal punto di vista medico-legale”. Il dr Guido Sansotta, direttore del dipartimento di prevenzione, ha rammentato che “la questione delle malattie ostearticolari è inserita nei piani di prevenzione nazionale proprio per questo è stata elaborata un’iniziativa che ci auguriamo verrà autorizzata dal nuovo commissario”. Il dr. Filippo De Stefano, posturologo, si è soffermato sull’importanza della prevenzione della scoliosi ed il ruolo cardine della famiglia nel procedere ad un trattamento precoce della patologia. Numerosi i relatori che hanno arricchito il simposio. Il dr Pasquale Favasuli, specialista ambulatoriale in medicina dello sport dell’Asp reggina, ha parlato di “scoliosi e sport” mentre Angela La Face, fisiatra, si è occupata di “rieducazione nella scoliosi”, di ginnastica adattata all’apparecchio gessato ed al corsetto di Cheneau. In veste di relatori sono intervenuti, ancora: Paolo Albino, dottore in scienze motorie e sportive specializzato in patologie vertebrali, David Calabrò, dottore in scienze motorie e posturologo. A moderare le varie sessioni sono intervenuti, inoltre, il dr. Gaetano Topa, direttore della struttura complessa di Ortopedia presso l’Azienda Ospedaliera reggina; il dr Raffaele Argirò, dirigente medico presso sulla struttura operativa di Recupero e Rieducazione funzionale del presidio ospedaliero di Locri e la dr.ssa Fortunata Tripodi, neurologa e coordinatrice Ainat Calabria.