A Reggio Calabria dibattito sull’utero in affitto

Locandina23giugnoGiovedì 23 giugno alle ore 18.30 presso l’auditorium Lucianum si terrà un dibattito sull’utero in affitto organizzato dal circolo reggino di Generazione Famiglia – una delle sigle organizzatrici degli ultimi due Family Day. All’incontro interverranno Mirella Gangeri, presidente dell’A.Ge.Di.; Manuela Porpiglia, presidente commissione legislazione della Fidapa RC Morgana; ed il prof. Attilio Gorassini, preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Mediterranea. L’incontro sarà moderato da Giuseppe D’Agostino, direttore del giornale on-line cmnews.it ed ha ricevuto le adesioni delle associazioni Ama e cambia il mondo onlus, “Centro Aiuto alla Vita, Evelita onlus, Istituto per la Famiglia se. G.Perri, Forum delle Associazioni Familiari. L’occasione vuole essere un momento formativo e di informazione su una tematica di scottante attualità ma anche una presa di posizione decisa contro questo mercato della vita umana. Recentemente anche l’attuale ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha avuto forti parole di condanna verso questa pratica giudicata come “un nuovo commercio internazionale, di organizzazioni complesse e criminali capaci di produrre enormi guadagni, tutto costruito sulla pelle delle donne in condizione di povertà, sui loro corpi fertili: ovociti che si comprano e si vendono su cataloghi, donne trattate come pezzi di ricambio in un mercato planetario”. L’utero in affitto – denuncia ancora il ministro – “È il mercato che si impossessa della vita delle persone, è la forza del più ricco esercitata in danno del più povero, è la frantumazione di ogni etica. Siamo nell’ultraprostituzione, e senza ipocrisia va denunciato ogni tentativo di regolamentazione che, in un regime di negoziazione del prezzo della gestazione e della vita stessa della mamma e del bambino, sarebbe illusoria. In gioco ci sono i diritti dei bambini che ancora devono nascere ad avere una madre e un padre, e i diritti delle donne che in questo nostro tempo impazzito sembrano essere regrediti perché evidentemente abbiamo dimenticato le battaglie delle nostre madri”.