Vincenzo Nibali: un messinese alla conquista del giro d’Italia?

LaPresse/ Fabio Ferrari

LaPresse/ Fabio Ferrari

Dopo il prologo in Olanda e la prima tappa sul territorio italiano partita da Catanzaro, il Giro d’Italia si avvicina a grandi passi verso gli appuntamenti decisivi e le grandi montagne. All’inizio della seconda settimana di corsa analizziamo il percorso che porterà al gran finale di Torino e facciamo un primo borsino dei favoriti per la vittoria finale. Riuscirà lo “Squalo dello Stretto”, alias Vincenzo Nibali, a tornare ad alzare il “Trofeo senza fine”, simbolo del vincitore della corsa rosa? 

La seconda settimana si è aperta con i 219 km della durissima Campi Bisenzio-Sestola e con i distacchi tra i big in classifica ancora limitati (nonostante la cronometro del Chianti venisse indicata come il primo vero spartiacque).

Dopo il durissimo appuntamento appenninico seguono due tappe che non dovrebbero smuovere le carte tra i favoriti: la Modena-Asolo, 227 chilometri, con sali-scendi nel finale ed ideale per i cacciatori di tappe e le fughe da lontano e la Noale-Bibione, uno degli ultimi appuntamenti per i velocisti rimasti in gruppo.

Venerdì 20 il primo tappone alpino: partenza da Palmanova e arrivo a Cividale del Friuli. Una tappa breve, solo 170 chilometri ma con due coppie di salite da affrontare. Montemaggiore (1a categoria) e Crai (2a categoria) prima, Cima Porzus (1a categoria, 9 chilometri oltre l’8%) e Valle (2a categoria) poi.

Foto LaPresse

Foto LaPresse

Da sabato entrano in gioco anche le Dolomiti: sabato 21 maggio ci saranno 210 km con 6 salite e la bellezza di 6000 metri di dislivello. La vera tappa regina del Giro con il Passo Giau nel finale: 10 km durissimi con pendenze costanti sul dieci percento. Terminata la discesa del Giau ci sarà il Passo Valparola, pedalabile e ideale per consolidare eventuali distacchi. L’arrivo sarà posto a Corvara dopo la discesa e il Muro del Gatto, con pendenze fino al 19%.

Ultimo appuntamento della 3 giorni alpina la cronoscalata dell’Alpe di Siusi: diecimila metri contro il tempo su una salita dalla pendenza dell’8% costante.

Ma come stanno i favoriti della vigilia? Le quote di William Hill scommesse sportive online aggiornate alla seconda settimana danno come favorito numero uno proprio il nostro Vincenzo Nibali, soprattutto dopo il ritiro di Mikel Landa, lo spagnolo del team Sky che sembrava il principale avversario dello Squalo dello Stretto, soprattutto dopo l’ottima prova nella cronometro del Chianti. Senza di lui, William Hill e gli altri bookmaker puntano in primo luogo su Nibali e poi su Valverde, anche se non bisogna sottovalutare possibili outsider. Vediamo nel dettaglio chi potrà giocarsi la vittoria finale della maglia rosa.

Vincenzo Nibali: il principale favorito al momento della partenza dall’Olanda può ritenersi soddisfatto della sua prima parte di giro, nonostante sia mancato l’acuto spacca-classifica. Tattica sbagliata sul primo arrivo in salita a Roccaraso ma condizione in crescita, come dimostrato sullo sterrato dell’Alpe di Poti e nella cronometro del Chianti. Ora inizia il terreno su cui il messinese si esprime al meglio: le salite lunghe e dalla pendenza costante. Nibali ci ha sempre mostrato come la sua condizione migliori con il passare delle tappe. Riuscirà a bissare il successo del 2013?

Alejandro Valverde: il principale avversario del messinese può contare su Amador e su una condizione atletica fino ad ora sembrata ottimale. Abbastanza in ombra a Roccaraso ha dato del filo da torcere a tutti sull’Alpe di Poti. Gli unici dubbi riguardano la tenuta atletica visto che lo spagnolo della Movistar corre a tutta dalle classiche del nord.

Rafal Majka: apparso un po’ in difficoltà nelle prime salite, ma non ancora fuori dai giochi, il polacco della Tinkoff potrebbe piazzare la zampata nelle prossime giornate. Unica pecca una squadra che non sembra all’altezza delle sue ambizioni.

Fra gli outsider hanno faticato Domenico Pozzovivo e Ilnur Zakarin,alle prese con problemi tecnici e cadute durante la cronometro.

Veniamo alle possibili sorprese: attenzione a Esteban Chaves che ha perso terreno a cronometro ma che appena vede la strada salire si lancia all’attacco. Leggermente indietro in classifica dagli altri big, potrebbe esse l’uomo più indicato per gli attacchi da lontano e per una tattica di corsa molto aggressiva.

Tom Dumoulin: nonostante sia ancora a contatto, la sorpresa della prima settimana del Giro sembra essere a corto di energie alla vigilia di tappe che ne richiedono dosi industriali. I pronostici lo davano con qualche minuto di vantaggio dopo la cronometro ma le condizioni atmosferiche difficili hanno intralciato i suoi piani di fuga. Riuscirà a resistere come fece nella scorsa Vuelta terminata al secondo posto, dietro all’italiano Fabio Aru?