“Startup e pmi innovative”, la ricetta dei giovani di confindustria per l’economia calabrese

1_Da sinistra Angelo marra, Antonio Mazzei, Domenico Nicolò (Calabria Dinamica)  Eugenio Caridi (Banco di Napoli)“Startup e Pmi innovative”. È il titolo del workshop formativo organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Reggio Calabria presieduto da Samuele Furfaro, in collaborazione con “Intesa San Paolo”. L’iniziativa, ospitata presso la Sala Convegni di via del Torrione, ha voluto mettere in luce l’importanza di valorizzare l’innovazione che, nel panorama del mercato attuale, si configura per gli imprenditori non solo come necessità ma anche come opportunità. Il workshop si inserisce nell’ambito delle attività messe in campo con Sportello “ImprendiReggioCalabria” costituito dai giovani Industriali reggini quale punto di assistenza interamente dedicato ad iniziative imprenditoriali innovative nel territorio provinciale. L’evento si è aperto con i saluti del presidente di Confindustria Reggio Calabria Andrea Cuzzocrea per il quale una svolta in Calabria è possibile: “I giovani si devono dare da fare. Questa è un’iniziativa che mira a sostenere le startup e le pmi nella quale risulta fondamentale anche il supporto delle banche. Per questo ringrazio il Banco di Napoli”. Successivamente è intervenuto il vicepresidente dei Giovani Industriali Umberto Barreca: “La Calabria è una terra che ha bisogno di innovazione e di innovatori. Oggi potrebbe sembrare più difficile, ma in realtà il nostro territorio offre tante risorse”. Per il rappresentante dei Giovani di Confindustria occorre sfruttare “gli strumenti di finanza agevolata, gli aiuti comunitari, ma anche la presenza di persone capaci e che si spendono per il territorio come il nostro gruppo che ha messo in campo lo sportello ‘ImprediReggioCalabria’ e una serie di seminari e workshop che organizziamo puntualmente”.

Barreca ha sottolineato la necessità di inno4_andrea cuzzocreavare soprattutto nel panorama economico attuale: “Oggi bisogna essere imprenditori di se stessi. I giovani devono ingegnarsi e inventarsi il lavoro. Questo è fondamentale per lo sviluppo della Calabria. Fare impresa non significa soltanto essere una grande multinazionale”. La presentazione del workshop è stata affidata al Responsabile Sportello “ImprediReggioCalabria” Angelo Marra per il quale la parola d’ordine è sinergia: “Nel nostro territorio occorre divulgare la cultura di impresa e si deve creare un dialogo aperto tra banche, Regione, imprenditori e consulenti che devono essere quanto più aggiornati. Per noi – ha aggiunto Marra – è fondamentale avere un interlocutore che all’interno delle banche parli la nostra stessa lingua. Occorre sburocratizzare al massimo e ciò è possibile grazie a figure competenti in innovazione”. Antonio Mazzei, project manager di CalabriaInnova, ha illustrato l’iniziativa “Startup Calabria 2016”, una competizione di idee d’impresa innovative, e i progetti più recenti messi in campo a favore dello sviluppo dell’economia calabrese. “Startup e Pmi innovative” è proseguito poi con una serie di focus su temi specifici. Federica Tortora (Specialista per l’Innovazione Intesa SanPaolo) ha presentato l’edizione 2016 della “Call per startup”, promossa da Officine Formative e Banco di Napoli e aperta a tutte le startup del Sud Italia (Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia), e la piattaforma digitale “Tech Marketplace” per facilitare l’incontro tra domande e offerta di innovazione tecnologica. Il quadro normativo più recente per startup e pmi innovative è stato illustrato grazie a contributo di  Domenico Rositano, presidente di “Calabresi Creativi”. A testimoniare il passaggio da startup innovativa a pmi Innovativa è stato Francesco Tassone, della Personal factory Spa. L’evento si è concluso con la tavola rotonda sul tema “Persone e strumenti a supporto dell’innovazione”, che ha visto protagonisti funzionari del Banco di Napoli, il comitato scientifico di “ImprendiReggioCalabria” e “Calabria Dinamica”. Il professor Domenico Nicolò di Calabria dinamica ha posto l’accento sulla necessità di fare rete e sinergia tra università e imprenditoria oltre che tra imprenditori stessi in un’ottica di scambio delle competenze e know how.