Reggio Calabria, Tripodi-Fascì (PCdi): “no alla chiusura dell’ufficio postale di Vinco”

uffici postali“Raccogliamo la forte preoccupazione e lo sconcerto che da qualche giorno si è diffusa tra le comunità di Vinco e Pavigliana, dopo che si è appresa la notizia della preventivata chiusura dell’Ufficio Postale di Vinco. Eppure Vinco è una frazione abbastanza numerosa tant’è che l’Ufficio Postale funziona a pieno regime e produce un innumerevole volume di operazioni postali. Quindi perché chiuderlo? Effettivamente, la decisione non può passare inosservata. Anzi semmai il contrario. Crediamo che le Comunità di Vinco e Pavigliana non possono e non debbono essere spogliate di un servizio essenziale come quello che eroga l’Ufficio Postale. Intanto dobbiamo ricordare che si tratta di due frazioni interne della periferia cittadina e chi vive a Reggio sa bene quanto è disagevole vivere nei paesi dell’entroterra, proprio a causa della costante e progressiva riduzione dei servizi che le nostre frazioni da anni subiscono (si pensi in primo luogo alla chiusura delle tante scuole che abbiamo registrato in questi ultimi anni). Ebbene, oggi si prevede anche la chiusura dell’Ufficio Postale”, scrivono in una nota Ivan Tripodi e Lorenzo Fascì del PCdi. “Immaginiamo – proseguono-cosa succederebbe se veramente ciò dovesse avvenire. Pensiamo alle fasce sociali deboli, ai tanti anziani, spesso privi di patente. Ogni mese, dovrebbero recarsi al centro città per riscuotere la pensione magari utilizzando l’autobus di linea.  Ma vale anche in generale per ogni operazione postale ed oggi sappiamo che la Posta non eroga solo servizi di posta tradizionale ma funge anche da banca; quindi, a maggior ragione rappresenta una meta quotidiana per i tanti, soprattutto, si ripete, per le fasce deboli. 

Ma il ragionamento va oltre. Da sempre -ufficio postale aggiungono- siamo convinti che vi sia l’esigenza di evitare lo svuotamento dei nostri paesi e ciò in primo luogo per un principio di economia: quando vengono meno i servizi, chiudono o si trasferiscono le attività commerciali; le botteghe artigiane. Ma la chiusura dei servizi va anche oltre; rappresenta una limitazione della qualità della vita, che invece dovrebbe essere più alta proprio nei paesi interni, si rischia di disperdere la nostra identità che nei paesi è ancora più viva e presente. Certo, la causa del problema va ricercata alla fonte e cioè allorquando politiche cieche hanno via via consentito la privatizzazione di servizi essenziali per una società. Ma pur tuttavia, noi crediamo che laddove servizi esistono essi vadano semmai implementati giammai eliminati. Per questo alziamo forte e chiaro un grido di allarme e chiediamo che le Istituzioni tutte si attivino a partire dall’Amministrazione comunale che non può rimanere inerte davanti a scelte come queste. Proponiamo una petizione popolare promossa dai cittadini di Vinco a difesa di tale essenziale servizio e chiediamo alla direzione della società Poste italiane un incontro urgente finalizzato a  rivedere tale scelta”, concludono.