Reggio Calabria, si conclude il New Metropolitan Perspectives promosso da Laborest

Si conclude oggi la seconda edizione del simposio New Metropolitan Perspectives, l’evento promosso da Laforest che ha favorito il confronto interdisciplinare sulle capacità delle città di implementare le dinamiche metropolitane per migliorare la propria competitività

New metropolitan perspectives reggio calabriaDalla tavola rotonda – tenutasi presso l’Auditorium Calipari del Consiglio regionale e preceduta dalla cerimonia in ricordo del Professore Edoardo Mollica, ispiratore di questo progetto e grande studioso della materia, emergono le tre parole chiave che hanno caratterizzato questi tre giornate di lavori: EFFICACIA, STRATEGIA, PARTECIPAZIONE.
La prima sfida alla quale sono chiamati a misurarsi gli attori di questo percorso (che sia il mondo accademico, le agenzie di sviluppo locale, decisori politici e professionisti) è la capacità di strutturare politiche efficaci per la competitività delle città metropolitane, che diano cioè risposte concrete, misurabili e costanti nel tempo.
Quando si parla pianificazione strategica, non si può prescindere necessariamente dal concorso di saperi specialistici diversi, sia di natura tecnica che umanistica, come hanno dimostrato le numerose sessioni multidisciplinari che si sono susseguite.
Per quanto riguarda il concetto di partecipazione, emerge dai diversi incontri avvenuti in questi giorni, la mancanza di una vision comune, la difficoltà di dialogo da parte di una certa politica che ancora stenta a cogliere l’importanza che i contributi scientifici e i pareri tecnici possono avere nella determinazione delle decisioni istituzionali.
I tempi perché la città metropolitana si insedi, si doti dello Statuto e rediga il Piano Strategico ci porterebbero come minimo al 2018: questo significherebbe perdere sostanzialmente l’opportunità del periodo di programmazione 2014-2020.
Lo scenario più probabile, in assenza di una strategia condivisa in maniera ampia da tutti i soggetti attivi del territorio, sarebbe la perdita della possibilità di sviluppare sinergie e di integrare risorse e soggetti: contro tutto ciò è indispensabile la costituzione di un fronte democratico fondato sui soggetti portatori di interessi diffusi, legittimi, con il supporto delle strutture di ricerca più pronte a dialogare con il territorio.
I Laboratori nasceranno per tentare di realizzare questo percorso. Già la segretaria generale della CGIL ha annunciato ieri l’avvenuta costituzione dei “Laboratori di Pianificazione Strategica partecipata per le Aree interne della Città Metropolitana di Reggio Calabria”, quale strumento operativo del Comitato Metropolitano.
A questo proposito, si rilevano due aspetti, emersi dai seminari conclusi ieri: “Rapporto sulle città di Urban@it: metropoli attraverso la crisi” e “Il Ponte di Archimede: un attraversamento stabile per l’integrazione dell’Area dello Stretto”.
Dall’esito del primo tavolo, nasce infatti l’accordo per la costituzione di un Osservatorio – istituito dal Centro studi Urban@it. – che vedrà Reggio Calabria inserita nel network degli osservatori per le città metropolitane ed al quale aderiranno inizialmente l’ex Provincia, i Comuni di Gioia Tauro, Bova Marina e Locri nonché i sindacati e il Forum del Terzo settore.
Per quanto riguarda la discussione circa il Ponte di Archimede, gli accademici hanno individuato sostanzialmente tre motivazioni a sostegno del progetto: con la costituzione dell’Area metropolitana dello Stretto, il collegamento tramite il Ponte consentirebbe l’effettiva integrazione delle città di Reggio, Villa e Messina; altro dato fondamentale è che attraverso il tunnel subacqueo potrebbero transitare anche i treni, aspetto al momento non previsto dal ponte sospeso.  Ma la questione che elimina ogni dubbio è legata alla fattibilità tecnica dell’opera: mentre per il Ponte di Archimede è già in corso la realizzazione di prototipi in Cina, per la soluzione sospesa manca (e mancherà ancora a lungo) la fattibilità tecnica dell’opera.