Reggio Calabria, protesta dei lavoratori dei Mercati Alimentari. L’Usb: “prepotenza padronale del Gruppo Bonina”

mercati alimentari (1)“Nella nostra Organizzazione - scrive in una nota l’Usb di Reggio Calabria- nessuno pretende che le controparti padronali restino tranquille quando i lavoratori si riuniscono con i loro rappresentanti per organizzare un adeguata azione sindacale; sappiamo tutti per formazione ed esperienza che in certi salotti si preferisce la frantumazione delle categorie piuttosto che la loro solida unità, e anche che in realtà lavorative non sindacalizzate i padroni si permettono comportamenti non propriamente legalitari in tema di diritto del lavoro. Ma, almeno fino a qualche tempo fa, sapevamo che in certe realtà lavorative, come per esempio la SBM, esisteva una dirigenza capace di gestire opportunamente le dinamiche del confronto sindacale, e nel proprio ambito e a suo modo rispettosa delle regole democratiche, non necessariamente scritte, che garantiscono la dignità dei lavoratori. Per questo ci ha lasciati amaramente sorpresi l’iniziativa della società SBM società del gruppo Bonina che gestisce il punto vendita Mercati Alimentari di Viale Calabria. Infatti – prosegue la nota- vista la protesta dei lavoratori, della quale peraltro questa O.S. è venuta a conoscenza in itinere, messa in atto in data odierna con la mancata apertura del punto vendita di Viale Calabria, a seguito della mancata corresponsione di tre mensilità, la società ha pensato bene di opporre alla legittima contestazione da parte dei lavoratori, altri lavoratori. Infatti - aggiunge la nota- senza sentire il bisogno di ascoltare la voce dei lavoratori scesi in protesta, ha prelevato altri dipendenti della società San Francesco ed occupati presso il punto vendita di Viale Aldo Moro e li ha comandati a prestare attività lavorativa presso il punto vendita di Viale Calabria, con l’esclusiva chiara intenzione di vanificare di fatto lo sciopero dei lavoratori, mettendo uno contro l’altro lavoratori che vivono la stessa medesima condizione. A noi questo sembra un esempio della più bieca prepotenza padronale che credevamo tipicamente isolata nelle realtà lavorative democraticamente più arretrate. Ma tant’è. Come Sindacato, abbiamo chiesto l’intervento delle istituzioni per porre fine a questo assurdo stato di cose e continueremo ad essere a fianco dei lavoratori nella lotta contro l’arroganza, per garantire loro il pieno rispetto dei diritti e per frapporci tra loro e la chiusura di dialettica che la società ha messo ingiustificatamente in atto da tempo e con questa azione ha voluto conclamare”, conclude la nota.