Reggio Calabria, Officine Miramare lascia l’Hotel e prosegue nelle sue attività a favore della cultura e della società

Officine ha vinto a fine 2015 un bando del Comune aggiudicandosi la riapertura dell’Hotel Miramare per la gestione di eventi culturali

reggio-miramare-riaperto-7Officine Miramare (l’associazione temporanea di imprese composta da Ulysses e Techne’) lascia l’albergo Miramare “a seguito della sentenza del TAR. Sentenza diffusa in sintesi tramite un comunicato del Comune che riporta, tuttavia, solo l’atto finale di altri momenti giudiziari che hanno sino ad oggi legittimato Officine ad operare. Per correttezza ed onestà che ci ha sempre contraddistinto verso i nostri associati e verso la collettività teniamo a fare alcune doverose precisazioni. Officine ha vinto a fine 2015 un bando del Comune aggiudicandosi la riapertura dell’Hotel Miramare per la gestione di eventi culturali. A seguito del bando vinto da Officine come prima ed unica aggiudicataria con il massimo del punteggio, viene sottoscritta una Convenzione con il Comune che prevede un periodo sperimentale di 3 mesi con facoltà di proroga da parte dell’amministrazione Comunale. Dopo tanti sforzi profusi ed investimenti, e soprattutto dopo tante e numerose richieste da parte della collettività che ha fruito di un bene comune sino a quel momento chiuso per oltre 20 anni, Officine chiede alla Amministrazione, visto il grande successo decretato dal pubblico e dalla stampa, di avere prorogati quei primi e pochi 3 mesi che sarebbero scaduti a marzo 2016 e che, così, avrebbero consentito ad Officine, ma a chiunque, di recuperare gli enormi costi affrontati per una associazione senza fini di lucro e avrebbero dato ulteriore lustro al bene pubblico vincolato. L’Associazione chiede al Comune ufficialmente una proroga visto il successo della fase sperimentale attestato dagli oltre 10.000 cittadini visitatori e oltre 40 associazioni. Associazioni che, peraltro, scrivono al contempo al Comune ufficialmente chiedendo di fare restare Officine a gestire ancora eventi di enorme pregio e spessore. Nessuna risposta da parte della Amministrazione pubblica che a fine marzo invece ed inaspettatamente chiede alle rappresentanti delle Associazioni, senza alcun cortese e gentile preavviso o colloquio anche solo telefonico come si conviene nei normali rapporti di “partnership” tra pubblico e privato,di sgombrare i locali e restituire le chiavi in quanto prevede lo scorrimento della graduatoria.

“Rotazione” che avrebbe cosìmiramare-5 premiato anche quelle ditte che avevano prodotto offerte di qualità inferiore. Affermazione del Comune poi ritirata e smentita con provvedimenti di tenore diverso e contenuto opposto. La richiesta di rilascio dei locali appariva del tutto immotivata ed illegittima, posto che Officine da dicembre 2015 a marzo 2016 non ha MAI prima ricevuto un appunto, una contestazione, una critica dal Comune, né scritta, né verbale, né tantomeno una collaborativa telefonata,che di certo avrebbe evitato tutto ciò. Solo il silenzio. Avendo preso impegni di calendario anche con la collettività, Officine ha deciso tramite i suoi legali di chiedere al TAR la sospensiva di atti che riteneva illegittimi e che il TAR ha ACCOLTO. Con l’accoglimento delle istanze di OFFICINA l’Associazione è rimasta nel legittimo possesso dei locali sino alla decisione finale, che peraltro non si occupa di un aspetto delicato, quale quello della richiesta della associazione di ottenere una brevissima proroga trimestrale. Su tale aspetto e su altri, l’Associazione si riserva ogni decisione. Al di là della questione legale, le dichiarazioni dell’Assessore Neto pubblicate a tempo di record sono gravissime poiché parlare di “appropriazione”, da parte di chicchessia, smentisce il provvedimento cautelare del Tar che aveva accolto la richiesta di sospensiva di Officine e getta un’ombra di sospetto sull’onorabilità e la reputazione dell’associazione che quest’ultima non potrà non tutelare in ogni sede. Leggendo queste dichiarazioni, oggi Officine Miramare dopo avere speso risorse economiche ed energie, e’ anche paradossalmente ed incautamente accusata dall’assessore Neto di essersi impossessata di un bene. Ciò ci costringe – sinceramente nostro malgrado – a scrivere questa nota ed a dichiarare di essere davvero felici di lasciare prontamente all’assessore Neto ed alla Sua cortese amministrazione, la gestione di un Hotel da noi messo a norma negli spazi del piano terreno e che è stato reso vivo in questi pochi mesi con amore dedizione e rispetto, dando lavoro e opportunità di esibirsi a tanti giovani e soprattutto dando voce a tutti: artisti, scrittori, politici, universitari e scienziati, professionisti. Nel rispetto della legalità e senza alcuna rendita di posizione (quale?) come da imprudenti affermazioni dell’Assessore Neto. L’Associazione opera per la promozione della cultura e del pluralismo delle idee e continuerà comunque come sa fare a diffondere cultura e arte nel territorio. In altre sedi ed assieme ai cittadini, con cortesia, educazione, e rispetto dei beni comuni e del benessere sociale. Come sempre con il sostegno immenso ed affettuoso della gente e di chi di arte e valorizzazione del patrimonio culturale se ne occupa sul serio. Un grazie enorme va quindi ai cittadini ed a tutti i visitatori che ci hanno supportato e che sono parte essenziale di Officine Miramare. Tanto dovevamo”.