Reggio Calabria, “occhi puntati” su Piazza Garibaldi: tra passato e presente [FOTO]

Piazza Garibaldi, un luogo ricco di storia, simbolo della città di Reggio Calabria. Storia che sta emergendo proprio dalle viscere della piazza: ritrovamenti di “tesori” nascosti di cui in questi giorni si dà notizia tramite i vari media, nonché i social

inizio lavori piazza garibaldi (3)E’ una della piazze particolarmente attenzionate dai media locali e non negli ultimi tempi, sita al centro della città, da sempre punto di riferimento per la cittadinanza, affacciata sulla stazione centrale di Reggio Calabria.

Piazza Garibaldi, si sa, è sempre più nominata visti i ritrovamenti avvenuti durante lo svolgimento dei lavori per la costruzione del parcheggio sotterraneo. Dal primo, e come si apprende anche dal secondo “saggio” sono emerse chiare tracce della Reggio antica, “tesori” custoditi sotto l’asfalto per lungo tempo (qui gli ultimi aggiornamenti). Un tempo in cui piazza Garibaldi ha segnato la storia di Reggio; ma andiamo a ripercorrerla un po’ questa storia.

inizio lavori piazza garibaldi (5)IL MONUMENTO A GIUSEPPE GARIBALDI - A Giuseppe Garibaldi è dedicata la statua che si erge al centro della piazza omonima, una statua che si innalza fiera al centro di quello che è divenuto ormai un cantiere recintato, un punto di affaccio per curiosi, un luogo strategico per gli esperti che stanno portando avanti tutte le analisi del caso al fine di datare e attestare con certezza i ritrovamenti. Il monumento di Garibaldi, ricordato anche dal ceppo in Aspromonte dove rimase ferito, fu realizzato nel 1950 dallo sculture Alessandro Monteleone, una statua che sostituisce quella realizzata ancora prima da Rocco Larussa, in marmo di Carrara, collocata su un alto piedistallo attorniato da una ringhiera in ferro battuto con quattro lampioni a braccio. Larussa, infatti, fu l’autore della prima statua, inaugurata ad agosto del 1883 e poi danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale. Proprio questa statua originaria è conservata a pochi chilometri da Reggio, esattamente a Villa San Giovanni, città natale del suo scultore.

parcheggio piazza garibaldi (6)PIAZZA/PARCHEGGIO - Piazza Garibaldi, così come Piazza Duomo e Piazza Italia (in aggiunta anche il Corso Garibaldi), sono al momento interessate dai lavori di riqualificazione, ma se da come si può attestare al momento per quanto riguarda le ultime si starebbe procedendo spediti, per Piazza Garibaldi c’è da essere cauti. Così come piazza Duomo, anche piazza Garibaldi fungeva più che da piazza da una sorta di parcheggio, cosa che il sindaco Giuseppe Falcomatà ha più volte detto di voler evitare. Non per niente, proprio in occasione della conferenza stampa di presentazione dei lavori a piazza Duomo, il primo cittadino di Reggio aveva esternato un pensiero molto chiaro: “la piazza deve tornare a svolgere il suo mestiere di piazza”. Il progetto del parcheggio sotterraneo a piazza Garibaldi (vedi qui) invece, starebbe pian piano sfumando, anche se ancora, come suddetto, si deve andare molto cauti con le parole e con le supposizioni. Tutti attendono, infatti, i risvolti dei lavori, curiosi e partecipi, ansiosi ma anche orgogliosi di fare parte di una storia millenaria. Si ricordi, infatti, che prima di diventare un parcheggio, su piazza Garibaldi si ergevano numerose varietà di piante pregiate, alcune delle quali ancora oggi esistenti e site ai lati del piazzale.

parcheggio piazza garibaldi (3)LA PIAZZA – Volente o nolente, piazza Giuseppe Garibaldi, di pianta planimetrica rettangolare e tagliata in due parti quasi simmetriche dalla via Nino Bixio, è tra le più grandi della città e funge da cerniera tra la zona centrale e quella sud. Se infatti tracciamo un percorso immaginario che parte da piazza De Nava e prosegue lungo tutto il Corso Garibaldi, passando dal Teatro Cilea, da Piazza Italia, dalla Villa Comunale, fino a toccare il Palazzo della Questura, si arriva al sito in questione, da dove, proseguendo ancora verso destra, si giunge al torrente Calopinace, deviato nel 1547, antico limite meridionale di Reggio, oggi al centro di una delle principali arterie viarie della città, le “Bretelle”.

reggio calabria scavi piazza garibaldi (2)LA STAZIONE – La stazione centrale di Reggio Calabria, come è noto, si affaccia su piazza Garibaldi ed è situata fra l’estremità meridionale del Lungomare Falcomatà la riva destra del torrente Calopinace. Sede, tutt’oggi, di importanti celebrazioni mirate a ricordare e celebrare la sua storia, è il principale scalo ferroviario di Reggio e maggiore stazione in Calabria per numero di passeggeri. Proprio lo scorso dicembre, è stato celebrato il 150° anniversario della prima ferrovia: 150 anni dall’inaugurazione del primo tratto della Ferrovia Reggio-Lazzaro e della Galleria di Capo dell’Armi. In quell’occasione sono intervenuti esperti e studiosi, volendo rimarcare l’importanza dello scalo ferroviario reggino, punto di collegamento essenziale per la linea jonica e tirrenica. Fu proprio dopo la costruzione del tratto jonico, che si proseguì con la Galleria di Capo dell’Armi: il viaggio inaugurale si data l’11 dicembre 1865, come confermato dalla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia del 3 gennaio 1866.

scavi piazza garibaldi reggio calabria (2)L’impianto fu danneggiato dall’impatto imponente del terremoto del 1908; la Stazione, così, venne ricostruita negli anni ’30 e inaugurata il 18 aprile 1938. Un progetto dell’architetto futurista Angiolo Mazzoni, basante su criteri razionalistici, un progetto definito da molti “moderno”, quasi gemello con quello della stazione marittima di Messina. La Stazione Centrale di Reggio Calabria, quindi, ne ha di storia da raccontare: presso lo scalo ferroviario reggino giunse, nel 1939, Benito Mussolini durante il suo viaggio in Calabria, mentre nel 1970 avvenne un vero e proprio blocco dei binari ad opera di giovani reggini in protesta a seguito della decisione di nominare Catanzaro capoluogo di Regione: da lì si ricorda la cosiddetta Rivolta di Reggio. Un luogo ricco di storia, ma anche di arte: il salone, ad esempio, opera di Alessandro Monteleone, presenta un bassorilievo in ceramica di Michele di Raco raffigurante il miraggio della Fata Morgana, noto mito dello Stretto; dal salone si può vedere il monumento di Giuseppe Garibaldi che si erge dal centro della piazza.

Un circolo, un “ritorno”, quello che in greco veniva chiamato “νόστος”: un ritorno alle origini, alla storia, che ci viene ancora oggi insegnato e trasmesso dai ritrovamenti attuali in quella che si potrebbe definire la piazza più chiacchierata e “spiata” del momento: dibattiti, approfondimenti, supposizioni che spaziano dai tg, ai giornali, ai social.