Reggio, Calabria, l’Officina dell’arte chiude la sua stagione con “La banda degli onesti”

Officina dell'arte - foto “Il passato è recente e parla per noi, il presente lo state vivendo insieme a noi, il futuro sarà continuare a sognare con tutti voi. Sommessamente e con il dovuto e doveroso rispetto, l’Officina dell’arte chiude la sua stagione con “La banda degli onesti”. Così l’attore Peppe Piromalli si congeda ma solo per il momento perché la sua compagnia è già in moto per l’estate e il prossimo inverno, con l’ultimo appuntamento del cartellone artistico messo in scena al teatro “Cilea”. Una stagione teatrale fatta di tanti successi, presenze artistiche del panorama nazionale, molti applausi, altrettanti apprezzamenti del pubblico e addetti ai lavori ma soprattutto, tanti messaggi lasciati sul web dalla comunità reggina e non, che sin dal primo appuntamento, ha seguito la “banda di folli menestrelli”. E per il gran finale, l’Officina dell’arte ha voluto omaggiare la coppia storica della commedia italiana, Totò e Peppino De Filippo, con un classico dei film girato nel lontano ’56 e ripreso da tante compagnie e grandi attori. Sul palco, si cimenteranno nelle incredibili avventure dei protagonisti, gli attori dell’Officina Antonio Malaspina, Patrizia Britti, Peppe Piromalli, Mariella Fortugno, Tiziana Romeo, Agostino Pitasi. Una commedia esilarante che vive delle gag, della mimica e delle battute di bravi attori reggini che lanceranno anche un messaggio da non trascurare: l’importanza dell’onestà. Un umorismo d’altri tempi inteso come la sana comicità che senza bisogno di inutili volgarità e doppi sensi, sa divertire ed insegnare. Insomma, l’Officina sposa un caposaldo del teatro e filmografia assolutamente imperdibile e la cui migliore recensione sarebbe la raccolta delle innumerevoli ed esilaranti battute di Totò. “Non possiamo dimenticare gli irresistibili duetti di Antonio De Curtis e Peppino De Filippo – afferma il maestro Piromalli – Quella di Totò e Peppino è una comicità schietta capace di far scaturire la risata senza ricorrere a trivialità: con rodate gag che miscelavano avanspettacolo, la trascinante fisicità di Totò e la vis teatrale e sorniona di De Filippo, si creava un mix irresistibile che resta ad oggi inarrivabile e, purtroppo all’epoca, spesso sminuito da una certa critica snob e ben poco lungimirante. L’Officina dell’arte si accosta con molta umiltà a due colonne dello spettacolo provando a strappare qualche sorriso al pubblico e omaggiando grandi artisti la cui presenza scenica innata difficilmente può riprodursi. “La banda degli onesti” è un vero e proprio gioiello del “genere” – conclude Piromalli – Un capolavoro senza tempo, una comicità garbata e brillante. La pellicola riesce a divertire ancora oggi, ad oltre cinquanta anni dalla sua nascita a dimostrazione che il vero cinema d’autore italiano comico risiede nelle interpretazioni magistrali di suoi grandi maestri, Totò e Peppino de Filippo”.