Reggio Calabria, lettera di un lettore sul Parco Caserta: “l’unico polmone verde della città è stato mutilato”

Sit-in Parco Caserta (2)Di seguito la lettera integrale di un lettore a StrettoWeb sul Parco Caserta di Reggio Calabria:

Sconforto e rabbia sono i sentimenti che si provano transitando nei pressi di Parco Caserta. Sconforto nel vedere che l’unico polmone verde della città è stato mutilato a seguito della vendita di una parte di esso ad un privato che lo ha  utilizzato recintandolo e realizzando una struttura a vantaggio ed utilità della propria contigua abitazione (villa).  La rabbia monta, invece, nel constatare che a fronte degli appelli,  istanze, e richieste dei cittadini, l’amministrazione comunale ha eretto un muro di gomma contro il quale gli stessi  rimbalzano senza trovare accoglienza e riscontro.Fa rabbia, infatti, verificare che l’amministrazione comunale che, per definizione è l’istituzione più vicina ai cittadini, si comporta, invece, come una “sovranità assoluta” che decide ed opera senza dover dare conto ad alcuno. Così facendo,  il silenzio,  con atteggiamento di  sprezzante arroganza tenuto fino ad ora dal primo cittadino e dalla sua amministrazione, ha raggiunto, almeno fino ad ora, l’obiettivo che si erano posti. Della vicenda “Parco Caserta” sui media si è molto scritto per mesi, senza che l’amministrazione comunale fornisse un chiarimento o una risposta, ora sulla vicenda sembra sceso l’oblio; con il risultato che il “malfatto” si è consolidato e resta come obbrobriosa immagine a futura memoria come il “sacco della città” realizzato dall’attuale amministrazione. Al risultato perseguito dalla maggioranza ha contribuito, in misura notevole ed in sinergia (per usare un termine ricorrente in politica) con essa, anche l’opposizione in Consiglio Comunale con la sua condotta omertosa. Insomma, la (mala) politica ha scritto una delle pagine più  nere della città. Certo non dovrebbe essere definito malizioso il sospetto che il silenzio sulla vicenda della vendita al privato del Parco Caserta sia in realtà funzionale ad alzare una cortina fumogena intorno ad una operazione (probabilmente studiata in qualche segreta stanza) dai contorni oscuri ed indicibili. E’ palese l’oltraggio subito dalla cultura della  “legalità/trasparenza” di cui l’amministrazione comunale, a parole, si proclama paladina. Ad intorbidare le acque  vi è  la notizia di questi giorni della sigla, avvenuta il 30 Aprile scorso, del “Patto per Reggio”  tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il Sindaco Falcomatà, cui ha fatto seguito un documento del Comune, che lascia sconcertati per la sua contraddizione, al limite della paranoia. In esso, si legge, infatti, che le linee principali di intervento che il Comune si pone riguardano “..la  sostenibilià ambientale ed il recupero del verde pubblico”. La contraddizione appare di tutta evidenza laddove da un lato si prevede una spesa per il recupero del verde e dall’altra si svende una parte dell’unico polmone vede cittadino. Da restare allibiti! Sono cose che accadono in questa sventurata città. Ma vi è di più, da indiscrezioni e voci che purtroppo (in assenza di dichiarazioni ufficiali, fino ad ora, rappresentano l’unico veicolo di conoscenza di (mis)fatti compiuti dell’amministrazione comunale su Parco Caserta), sembra che la realizzazione di un centro sportivo di eccellenza comporterà la creazione di un parcheggio nel bel mezzo del parco. Naturalmente tenendo all’oscuro di tutto i cittadini che ne verranno a conoscenza a fatto compiuto. Così l’amministrazione intende valorizzare il verde pubblico di cui ha una concezione quantomeno singolare! Insomma, la vicenda “Parco Caserta” assume ogni giorno contorni ambigui ed inquietanti. E’ di lunedì 2 scorso la pubblicazione all’albo pretorio, quasi di nascosto, di una delibera (n. 74) con la quale l’esecutivo comunale ha dato mandato al dirigente del Settore Pianificazione Urbanistica di “procedere alla verifica della esatta dimensione della superficie occupata a seguito di titoli asseverativi (sic!) presentati dalla società Enda s.r.l.”. Ora, a parte il contorto burocratese, non si comprende come mai dal mese di Gennaio scorso, data in cui il Comune ha ceduto la porzione di parco oggetto della richiesta di verifica, solo oggi, a distanza di cinque mesi, l’amministrazione si accorge “del notevole scalpore” che la oscura manovra ha suscitato in città. Sembra quasi che la richiesta formulata, più che a far luce sulla vicenda (ma quando mai!), miri piuttosto a porre in essere atti di salvaguardia e tutela da contrapporre in caso di necessità. Il mistero, piuttosto che chiarirsi, si infittisce sempre più, quasi quotidianamente. Fino a quando? La maledizione incombente su Parco Caserta non è ancora stata esorcizzata. La parola “FINE” deve ancora essere scritta!

Un cittadino, il solito, che a costo di apparire come “l’ultimo soldato giapponese” continua imperterrito a perseguire la ricerca della verità,  nella speranza che vi sia qualcuno che voglia chiarire tutti i contorni della contorta ed oscura vicenda del Parco Caserta.