Reggio Calabria, la provenienza del toro è un mistero: l’animale non era registrato

Reggio Calabria, sabato pomeriggio un toro ha seminato il panico per oltre tre ore nel centro cittadino, poi è stato abbattuto dagli agenti delle forze dell’ordine che avevano provato di fermarlo in altri modi meno dolorosi

toroA Reggio Calabria non si parla d’altro: due giorni dopo l’episodio di sabato pomeriggio, quando un toro ha scatenato il panico per tre ore nel centro cittadino, è ancora la notizia del giorno. Sui social network continuano ad imperversare le polemiche sull’abbattimento dell’animale, ma evidentemente in tanti sono forti a scrivere soltanto stando comodamente seduti dietro la tastiera di un pc, perchè al sit-in di protesta organizzato ieri pomeriggio dagli animalisti sul corso Garibaldi (ampiamente pubblicizzato su tutti i social), si contavano appena 6-7 attivisti a mostrare cartelli e a manifestare per “chiedere giustizia” sulla morte della bestia (qui tutte le foto). Ieri avevamo scritto “una decina” per essere generosi, ma osservando tutte le immagini della manifestazione, in alcun caso si arriva a 10. Tutti gli altri, probabilmente, stavano ancora finendo il pranzo a base di frittole o preparando la cena fatta di bistecche di vitello, tutti alimenti di cui la popolazione reggina è noto andare particolarmente ghiotta. Insomma, il trionfo dell’ipocrisia.

VITELLO REGGIO CALABRIA 21 MAGGIO 2016 (7)Intanto, parlando di cose più serie, arrivano i primi risultati dei controlli sul cadavere dell’animale: si trattava di un toro illegale, in quanto non registrato presso l’anagrafe bovina. Il Ministero della Salute, infatti, prevede un sistema di identificazione e registrazione obbligatoria degli animali delle specie bovina, ovina e caprina. Tutti i capi devono univocamente essere  identificati mediante l’applicazione di due distinti mezzi di identificazione. Il toro che ha scorrazzato a Reggio Calabria non aveva ne’ la marca auricolare ne’ il bolo endoruminale elettronico. Non era censito: il veterinario dell’Asp che ha dovuto svolgere tutte le verifiche sul cadavere del toro, non ha trovato nulla.

toro reggio calabria (1)Impossibile, quindi, risalire all’origine del toro: da dove veniva? E di chi era? Il proprietario non s’è fatto vivo e chiaramente è difficile immaginare che si presenterà. L’animale, infatti, ha provocato numerosi danni a beni pubblici e privati: dall’area verde attrezzata di Palazzo Campanella, i nuovi giardini del Consiglio Regionale inaugurati nel 2010, a decine di automobili e scooter investiti durante la sua folle corsa in città. Qualora si potesse risalire al proprietario del toro, responsabile di questi danni, in tanti potrebbero richiedere il risarcimento dei danni.

Ed è proprio su quest’aspetto che più che altro bisognerebbe focalizzarsi, a prescindere dalle futili polemiche che imperversano da ormai quasi 48 ore: da dov’è arrivato in città quell’animale? E’ possibile, nel 2016, che un toro non registrato quindi illegale, raggiunga liberamente il centro cittadino mettendo a repentaglio la sicurezza e la pubblica incolumità?

Toro (18)Lo stato d’animo presso l’Arma dei Carabinieri è di dispiacere per la morte del toro: nessuno voleva arrivare a questa drastica decisione, infatti per tre ore sono stati fatti tutti i tentativi possibili per fermarlo con le buone. Le corde e i lacci adoperati per fermarlo non sono bastati, eppure gli agenti in servizio (sono intervenuti Carabinieri, Polizia Municipale, Veterinari dell’ASP e Vigili del Fuoco) hanno evitato che il toro potesse arrivare sul Corso Garibaldi dove era diretto, deviando la sua marcia dalla principale via cittadina gremita di persone e bambini.

Toro (23)L’ordine di abbattimento è arrivato soltanto quando la situazione era degenerata a tal punto da non poter fare altrimenti, anche per la vicinanza con le scolaresche in visita al Planetario e per le condizioni dell’animale che con il passare delle ore, certamente anche per la paura, era diventato sempre più confuso e aggressivo al punto da aver caricato più volte coloro che provavano a bloccarlo. Fortunatamente non s’è fatto male nessuno: non si sono registrati feriti ed è la cosa più importante, perchè sabato pomeriggio a Reggio Calabria poteva andare molto peggio e se non si è fatto male nessuno, è stato soltanto per merito degli agenti che sono intervenuti a risolvere una situazione insolita a cui certamente non erano preparati, con l’aggravante del grande clamore che si era creato intorno al toro, seguito da decine e decine di cittadini che con un misto di curiosità e ilarità gironzolavano intorno all’animale avvicinandolo per una foto, un video o addirittura un selfie, per poi scappare non appena questo gli si dirigeva contro, creando ulteriore confusione e paura nella bestia.

E’ morto un toro non un bambino