Reggio Calabria, la lettera dell’amministratore del Ciroma ai consiglieri comunali: “la città de La Svolta. Ma la musica non è cambiata”

Proseguono le polemiche ed i botta e risposta tra il Ciroma e l’amministrazione comunale di Reggio Calabria:

ciroma (2)Di seguito la lettera integrale dell’amministratore unico del Ciroma, Gaetano Mancuso, ai consiglieri ed assessori del comune di Reggio Calabria:

Egregi consiglieri ed assessori del Comune di Reggio Calabria; quella che stiamo per raccontare è una piccola storia che “gronda  mediocrità da tutte le parti”, in cui i protagonisti, il Sindaco della città di Reggio Calabria, alcuni burocrati e un assessore, quello alla legalità (sic!),  potrebbero apparire come  pedine mosse – in uno scenario certo non degno per una città metropolitana – dai voleri di alcuni dei congiunti del Sindaco medesimo.  Una storia di pochezza amministrativa che vale la pena  raccontare perché potrebbe mettere   a nudo alcune  “debolezze” di un certo modo di amministrare la cosa pubblica, contrabbandato, così ci hanno riferito tanti cittadini,  come “Primavera di Reggio”.  Altro che “Svolta”: sembrerebbe, piuttosto,  di trovarsi in un teatrino improvvisato in cui i protagonisti ostenterebbero le doti di banditori di proclami e di incantatori di serpenti. Ma non solo. L’assessore alla legalità Giovanni Muraca, scelto dal sindaco  Giuseppe Falcomatà, in città si sarebbe  già guadagnato l’appellativo di “Sceriffo”.  Non ce ne vorrà se riportiamo quanto appreso, anche perché basta fare una visita al suo profilo “Face-book” per comprendere come tale americaneggiante appellativo a lui forse potrebbe non dispiacere. L’assessore, infatti, riferisce  come la propria attività lavorativa sia quella di  “Police Officer”  scrivendo proprio così, in inglese, anzi in “americano”! Non sappiamo con esattezza che lavoro svolga l’assessore, ma forse l’uso dell’italiano avrebbe destato meno perplessità. Ma, seppur sinteticamente, veniamo alla storia. Il “Ciroma” è una birreria  – pizzeria. Sopra il locale,  separati da un ulteriore piano,   abitano l’ingegnere Santo Monorchio – sindaco di Bagaladi nonché da tanti anni consulente per la sicurezza presso  il Tribunale di Reggio Calabria – e la pediatra dr.ssa Maria Abenavoli (cognome ricorrente in soggetti che hanno assunto  incarichi  importanti  affidati dall’ Amministrazione Falcomatà). Abitava con loro, fino a circa un anno fa,  Giovanna Monorchio  adesso coniuge del sindaco Falcomatà.  Sin  dall’apertura del “Ciroma”  l’ingegnere Monorchio e la dr,ssa Abenavoli hanno iniziato a subissare l’esercizio con una valanga di denunce inoltrate alla Procura, al Tribunale Civile, al Tar, alla vicina stazione dei Carabinieri, praticamente ad ogni autorità potenzialmente competente ad intervenire per “bloccare” l’attività del “Ciroma”, lamentando presunti  abusi edilizi e rumori  provenienti dal locale.

La Procura non ha avviato proceCiromadimenti per infondatezza  delle denunce. In sede civile il Tribunale ha accertato la legittimità dell’operato del “Ciroma” evidenziando altresì come, proprio i lavori edilizi e la realizzazione della canna fumaria oggetto delle contestazioni, fossero stati diretti dall’Ingegnere Monorchio stesso! Le autorità preposte hanno altresì accertato come non vi fosse alcuna violazione dei parametri di legge relativamente ai fumi ed all’immissione di rumori nell’ambiente esterno.  Utile evidenziare come la Stazione  principale della caserma dei Carabinieri  si trovi a 12 metri dal “Ciroma”  e come le persone che hanno abitato il piano intermedio  non abbiano lamentato rumori.  Ma l’ingegnere Monorchio e la dr.ssa Abenavoli non hanno desistito . Confidando, forse, sulla “legge dei grandi numeri” hanno continuato a inoltrare, negli anni successivi, una caterva di denunce. Risultato? Una condanna per lite temeraria aggravata, con risarcimento danni subiti dal “Ciroma” a carico dei denuncianti.  A dire il vero la dottoressa Abenavoli aveva provato a ricorrere a metodi che sembrerebbero rievocare agiti di  medioevale memoria , forse ritenendo di poter avocare a sè sia il diritto di giudizio  che  di farsi giustizia. Aveva lanciato una secchiata d’acqua a dei clienti “rei” di conversare presso l’ingresso del “Ciroma”. Risultato per la dr.ssa Abenavoli? Una condanna in sede penale in seguito alla denuncia presentata dai clienti.  Le cose sono andate così, dall’apertura del “Ciroma”, per 10 anni. Ma con l’avvento della giunta  Falcomatà la “musica è cambiata”. Anzi, almeno presso il “Ciroma”, è finita! “Ci penso io” sembrerebbe poter aver detto  “il Police Officer”.  Ecco che i vertici della Polizia Municipale rispolverano un’ordinanza della precedente gestione commissariale emanata per disciplinare  la produzione di musica dal vivo, balli  e trattenimento precipuamente nei Lidi estivi , estendendosi nelle discoteche e laddove si produce musica dal vivo. In tali contesti si impone la cessazione della produzione musicale, nel periodo invernale, alle 24.  Scelta che, di per sé,  sarebbe discutibile, ma le ordinanze in vigore devono essere rispettate e fatte rispettare.  Ma il Ciroma, così come le altre pizzerie-birrerie  che si limitano a riprodurre la musica , non sono disciplinate  da tale ordinanza. Ad ulteriore dimostrazione  nel periodo di gestione commissariale non è stata svolta dalle forze di polizia alcuna attività per limitare la semplice riproduzione musicale alle ore 24, né presso il “Ciroma” né in altre pizzerie – birrerie, pub , bar . Ma chissà perché il “Police officer” non deve averla pensata così. Rispolvera l’ordinanza commissariale, la fa propria, ne da un’interpretazione personale.  Ma non pianifica azioni generali e rivolta a tutti i soggetti, non solo ad alcuni, per far si che tale personale interpretazione venga rispettata. Dà impulsi. Telefona ai vigili tante volte, nel giorno e nella notte, sollecita l’effettuazione di visite presso il Ciroma. Qualche esempio? Il 18 novembre 2015 gli agenti della Polizia Municipale arrivano sul posto alle 00, 20 . Correttamente riportano che all’esterno del Ciroma non si avverte alcun rumore proveniente dal locale, che dentro il Ciroma la musica è semplicemente diffusa in sottofondo, che non vi è attività di ballo. Gli Agenti non hanno niente da contestare, in quella come in diverse altre circostanze. Ma il “Ciroma” viene comunque sanzionato  dall’Amministrazione Comunale , a nulla valgono le ragioni esposte presso il Comando della Polizia Municipale. Anzi, la stessa storia si ripete.  Ed il “Ciroma” si permette di protestare. Ed ecco che le richieste provenienti dall’ingegnere Monorchio e dalla dr.ssa  Abenavoli, rigettate ( ed oggetto di condanna) da parte di Procura, Tribunale Civile, Tar, Carabinieri, Polizia di Stato,  ASP,  Arpacal ( ci perdoni qualche altro soggetto istituzionale di cui, certamente ,  ci siamo dimenticati), troverebbero soddisfazione attraverso l’Amministrazione Comunale presieduta da Giuseppe Falcomatà, con l’ausilio dell’Assessore alla Legalità. Che replica, con una nota alla stampa, alle proteste del “Ciroma” . 

Dopo sole tre ore al “Ciroma” viciromaene notificato un provvedimento Comunale : stop alla musica . Con argomentazioni e tempistica che, ai clienti del “Ciroma”, sono apparse sconcertanti; ne abbiamo già riferito, nei dettagli. “Quando la Musica è finita” scrive in merito il giornalista Claudio Cordova riprendendo il titolo di una celebre canzone dei Doors. Altro che “Svolta”; la musica non è cambiata. Anzi, è proprio finita, come dicono i Doors. Ci riferiamo al “Ciroma” , ovviamente. Certo, si tratta di una storia poco importante per la vita  di una città martoriata da ben altri problemi. Ma, signor Sindaco, l’attenzione con cui è stata seguita la vicenda,  da destra e da manca, dovrebbe costituire un segnale importante.  Avrà potuto constatare l’imbarazzo di alcuni suoi parenti, dei “suoi” assessori, del suo partito. Avrà letto i commenti che imperversano sulla rete.  Non sottovaluti le affermazioni dei cittadini, non si limiti a “bollare” l’accaduto come “speculazione politica” come hanno fatto quei pochi intimi intevenuti in sua difesa. Non è così per tante ragioni e lei lo sa.  Noi ci permettiamo di dirle che i reggini sono indignati e preoccupati per la vicenda, squallida ed esilarante allo stesso tempo.  Giungono al “Ciroma” centinaia di telefonate, mail, visite personali. Il perché di tanta indignazione non dovrebbe sfuggirle.  I cittadini temono, come ci hanno detto, che certe dinamiche potrebbero essere riprodotte in altri ambiti ben più importanti . L’interesse di pochi contro l’interesse della collettività, questo temono i cittadini. Qualcuno, anzi tanti hanno fatto riferimento ai fondi in arrivo per il decreto Reggio. Se ritiene dica qualcosa, a loro, non al “Ciroma”, per rassicurarli.  E, se ritiene,  spieghi al “Police Officer “, che citare il contenuto di sentenze della Procura e del Tribunale non costituisce violazione della privacy.  L’assessore alla legalità del Comune di Reggio Calabria, a quanto sembrerebbe da una lettura della sua replica (l’unica)  alle proteste del Ciroma , non ne è al corrente. Ai consiglieri Comunali, tutti, di maggioranza come di opposizione, agli assessori, chiediamo di intervenire, almeno sulla specifica vicenda del “Ciroma” per ripristinare quei criteri di imparzialità nella gestione della cosa pubblica che a tantissimi cittadini  apparirebbero violati.

P.S.  : questa nota verrà consegnata a tutti i consiglieri ed assessori del Comune di Reggio Calabria,  unitamente ad un estratto della documentazione prodotta in merito da:  Procura, Tribunale , nonché dal “Ciroma” , dall’amministrazione Comunale e dalla Polizia Municipale .   Verrà trasmessa anche al Presidente della Repubblica ed al Presidente del Consiglio, lo abbiamo promesso a tanti cittadini che ce l’hanno chiesto.  A chi la leggerà per loro “risparmieremo” gli allegati  che “provano” l’esistenza di una piccola, squallida e al contempo esilarante pagina della vita cittadina.

L’Amministratore Unico del Ciroma

Gaetano Mancuso