Reggio Calabria, la LAV prova a fare chiarezza sul Canile di Mortara: “in realtà i cani sono tenuti bene da entrambe le associazioni, ma…”

canile mortara (2)“Dopo le numerose segnalazioni ricevute dalla cittadinanza in merito ad una “cattiva gestione” del canile municipale “La casa di Laika” sito in Mortara (Pellaro, RC) la LAV Reggio Calabria, associazione animalista onlus ed ente morale, ha effettuato un sopralluogo in data 28 maggio 2016 al fine di verificare la veridicità delle affermazioni e delle immagini pubblicate in questi giorni sui social netwoork, che ritraevano cani debilitati”. Lo afferma in una nota la LAV Reggio Calabria.

E’ importante premettere che la LAV Reggio Calabria, attiva sul territorio reggino dal 1997 e quindi in possesso di una esperienza pluridecennale in materia, non intende schierarsi in favore di nessuna delle due associazioni che gestiscono il canile, Aratea e Dacci una zampa, essendo assolutamente super partes, interessata solo ad accertare il benessere degli animali ospitati nella struttura. I volontari recatisi sul posto sabato scorso vi si sono soffermati per ben 3 ore, durante le quali, oltre a visitare i box ed effettuare filmati e foto, hanno parlato con la responsabile Irene Putortì e con i veterinari presenti, i quali hanno dichiarato che gli animali debilitati e dimagriti di cui tanto si è parlato sono quelli di proprietà dell’associazione “Dacci una zampa onlus”, che sono stati dai volontari della suddetta associazione tempestivamente prelevati dal canile e portati alla clinica veterinaria “Camagna” del dottore Iannelli per poi far rientro al canile nei giorni successivi (v. documentazione esistente): tuttavia, della diagnosi delle patologie e delle cure somministrate ai 25 animali indicati nell’elenco non vi è alcuna documentazione rilasciata dalla clinica Camagna, la quale si è rifiutata di fornire alla direttrice del canile i relativi referti e le cartelle cliniche, impedendo così di conoscere il motivo del ricovero dei cani ammalati ed attuare eventuali profilassi a tutti gli altri cani ospitati al canile per evitare il diffondersi di eventuali malattie infettive. A quanto riferitoci, sembra che alla direttrice del canile siano state solo fornite delle indicazioni di cura per gli animali rientrati al canile, scritte su fogli di carta non intestata (vedasi documentazione) e senza firma di alcun veterinario, dalle quali si deduce che si siano presumibilmente ammalati di gastroenterite e/o parassitosi”.

“Al riguardo, è importante specificare che, secondo quanto scrive pubblicamente la stessa fondatrice di Dacci una zampa, Candida Naccarato, su Facebook: “i volontari di Dacci una zampa ribadiscono, come affermato a partire dal 7 aprile 2016, che la gestione sanitaria dei cani di proprietà presenti nel rifugio, in assenza peraltro di medici veterinari area C competenti per la gestione di quell’area rimanga di competenza della clinica veterinaria che gestisce quei cani” (….) “si lo ammettiamo, lo abbiamo chiesto, e ci è stato informalmente concesso, che i cani intestati a Dacci una Zampa venissero gestiti esternamente dal nostro veterinario. Siamo stati per altro costretti a scendere i cani in clinica perché questo benemerito servizio veterinario adeguato al dir di qualcuno non è molto presente nella struttura e quando non c’è non è legittimato a intervenire sui cani del rifugio….”. Pertanto si deduce che l’ASP veterinaria non può intervenire sui 140 cani intestati a nome di volontari di ”Dacci una zampa” (poiché proprietà di privati e non del Comune), ma i volontari sono tempestivi nel fornire loro le cure veterinarie adeguate”.

“Da quanto abbiamo potuto constatare coi nostri occhi (e possiamo dimostrarlo con foto e video fatti in loco) i cani sono tenuti bene e nella pulizia da entrambe le associazioni ospitate dal canile. Abbiamo preso visione del magazzino che risulta ben fornito del mangime (marca MONGE) e dei nuovi ordini di cibo per cani che dovranno arrivare in settimana (marca TRAINER). La nostra conclusione è che l’unico grande problema del canile di Mortara è l’alterco continuo tra le due associazioni che vi convivono; pertanto li esortiamo, in quanto amanti dei cani a loro affidati, a collaborare pacificamente per il loro bene: l’esperienza maturata negli anni da “DACCI UNA ZAMPA” può essere di aiuto ad “ARATEA” che, in quanto vincitrice dell’appalto, ha la responsabilità legale del canile”.

“Esortiamo, inoltre, il Comune di Reggio Calabria perché, a quanto riferitoci, è tuttora inadempiente riguardo la corresponsione del denaro stanziato per la gestione del canile. Infatti, i veterinari ASP e i gestori sono stati costretti ad anticipare di tasca propria le spese necessarie per le cure e il mantenimento degli animali: per questo sembra non sia stato possibile effettuare la profilassi preventiva contro i parassiti che molto probabilmente sono causa dei disturbi gastrointestinali che hanno debilitato fortemente i cani di cui in questi giorni sono state diffuse le fotografie sui social netwoork“.