Reggio Calabria, la Cassazione sull’ex Italcitrus: “c’è colpa, non dolo. Scopelliti sbagliò ma in buona fede”

scopelliti2 Giuseppe Scopelliti sbagliò, ma in buona fede: la Corte di Cassazione conferma la condanna erariale nei confronti dell’ex Sindaco di Reggio Calabria, poi governatore calabrese dal 2010 al 2014, a risarcire la pubblica amministrazione con 300 mila euro, ma a pagare sarà con ogni probabilità l’assicurazione “perchè nell’errore si ravvisa la colpa, non il dolo“. E’ un passaggio fondamentale della sentenza di condanna emessa oggi dalla Cassazione nei confronti dell’ex Sindaco reggino, per aver stipulato nel 2004 il contratto di acquisto dell’ex stabilimento di trasformazione degli agrumi ‘Italcitrus‘, in stato di totale abbandono e pieno di amianto, al prezzo di due milioni e mezzo di euro interamente a carico del Comune. I terreni acquistati e i capannoni non furono “mai riconvertiti, in seguito, ad alcuna utilizzazione proficua per la collettività“. Ma l’acquisto era stato motivato per ospitare un centro della Rai, su cui il dirigente di viale Mazzini Flavio Cattaneo si era sbilanciato al punto di annunciare a Reggio in conferenza stampa la nascita del nuovo centro Rai proprio in riva allo Stretto. Poi cambiò il management Rai e la scelta precedente venne ribaltata.

italcitrusScopelliti, “la cui azione era risultata trainante in tutta l’operazione“, rileva la Suprema Corte nel verdetto 10814 – in primo grado era stato condannato dalla Corte dei Conti della Calabria, nel 2009, a risarcire il danno con 697.511 euro perché i giudici contabili avevano ritenuto che fosse stato corrisposto “un prezzo largamente superiore” al valore del bene immobiliare, oltre al fatto che era stato acquistato un bene “inutile rispetto all’interesse pubblico“. In secondo grado, invece, la Corte dei Conti sezione centrale, nel 2014, aveva ridotto l’entità del risarcimento a 300mila euro dopo aver eliminato la prima voce di addebito per via “dell’incertezza del reale valore di mercato del complesso immobiliare, alla luce delle diverse stime espresse in più perizie“, e lasciando fermo invece il secondo motivo di addebito relativo alla inutilità dell’acquisto. Sentenza confermata oggi dalla Cassazione, che però in un passaggio fondamentale sottolinea l’assenza di dolo da parte di Scopelliti, che quindi viene condannato per “colpa”, quindi in buona fede. Un passaggio importante perchè proprio in base a questa motivazione, a pagare il risarcimento sarà con ogni probabilità l’assicurazione sottoscritta da tutti gli amministratori pubblici. In attesa di un ulteriore verdetto in tal senso, resta sotto ipoteca il 50% della casa coniugale di Scopelliti, la metà cioè che fa capo all’ex primo cittadino. 

Intanto, a prescindere dall’assicurazione e dal risarcimento, gli avvocati di Scopelliti stanno valutando la presentazione di ulteriore ricorso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.