Reggio Calabria, il presidente Eroi abbandona Forza Italia

antonioeroi“Siamo alla fine della legislatura più tragica per la storia Repubblicana, perché vengono eliminate le Provincie di romana memoria e l’organizzazione dello Stato su base provinciale. Toccherà presto alle Prefetture, alle sedi di Corte d’Appello, ai Tribunali, alle Organizzazioni sanitarie. In questi anni di politica, sono soltanto ventisei, mi sono speso per la gente e con la gente, sotto il simbolo del mio partito che era il tricolore. Ma oggi non sento più di restare a casa mia con estranei al mio fianco. Il partito di Forza Italia è diventato un albergo ad ore. Mi sono impegnato personalmente a sopperire alle carenze strutturali, non abbiamo infatti una sede provinciale o comunale da almeno tre anni; ho lavorato per tutte le scadenze elettorali, senza sapere più a chi fare capo, senza coordinatore provinciale né cittadino, senza deputati a Roma, senza Europarlamentari eletti in Calabria”, scrive in una nota Antonino Eroi, presidente del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria. “Ora -prosegue- anche il caso emblematico delle candidature nella capitale, mi spinge ad andare via, con la coscienza pulita e con la certezza di aver lavorato più di tanti altri. Ringrazio il Presidente Giuseppe Raffa per la bella esperienza amministrativa che ho vissuto insieme ai grandi amici e colleghi Francesco Cananzi e Francesco Morabito, ringrazio l’amico Nino Foti per la prima candidatura alla Provincia ed il mio ruolo al Consiglio d’Europa, l’on. Alessandro Nicolò per essere rimasto l’unico eletto di F.I. grande sognatore, ma inconsapevole di aver dilapidato un patrimonio di risorse umane e politiche a scapito dei nuovi arrivati. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la mail di ieri, con la richiesta del nostro Presidente Berlusconi di dare l’otto per mille al partito; mah…!  come a me sarà arrivata anche a chi tasse non ne paga perché è povero e disoccupato. Non si può più tollerare. Ho pagato tessere, contributi, viaggi, campagne elettorali e oggi mi vedo rappresentato da persone che ho visto come antagonisti politici. Non è nel mio carattere abbandonare la nave e non l’ho mai fatto. Ora che siamo ormeggiati in un porto sicuro, senza scadenze elettorali, senza essere alle dipendenze di nessun politico, mi sento finalmente “libero” di andare via senza offendere nessuno”, conclude.