Reggio Calabria, il Ciroma scrive a StrettoWeb: “ecco cosa è successo dall’avvento di Falcomatà..”

ciromaGaetano Mancuso, amministratore unico della nota pizzeria di Reggio Calabria – Ciroma – sita in via Aschenez – ha inviato una lettera a StrettoWeb denunciando una situazione incresciosa. Il testo della lettera:

“Gentile direttore,

intendiamo porre alla sua attenzione una vicenda che riguarda Il Pub – Pizzeria Ciroma nonchè il modo di gestire la cosa pubblica da parte di alcuni amministratori della nostra città, purtroppo orientato in più circostanze non a garantire l’interesse collettivo dei cittadini, bensì particolari “attenzioni” verso obiettivi personali e quanto meno discutibili del singolo, in specie se persona influente nella gestione della pubblica amministrazione.

Il pub Ciroma esiste da 10 anni e sin dalla sua attivazione ha subito diverse “attenzioni” da parte della famiglia Monorchio – Abenavoli che abita al terzo piano dello stabile dove, al pian terreno, è ubicato il Ciroma. L’ingegnere Santo Monorchio è il sindaco di Bagaladi e consulente per la sicurezza sui luoghi di lavoro del Tribunale di Reggio Calabria; sua figlia Giovanna è da un anno a questa parte la moglie del sindaco Giuseppe Falcomatà; la dr.ssa Maria Abenavoli, originaria di Bagaladi, svolge l’attività di pediatra.

Sostanzialmente le “attenzioni” del nucleo familiare Monorchio- Abenavoli si sono concretizzate in una serie innumerevole di denunce, a diverse autorità, concernenti, in particolare, ipotesi di disturbo dovute a presunte immissioni di rumore proveniente dal locale. Orbene tutte le denunce presentate presso le diverse sedi hanno avuto esito negativo per la famiglia Monorchio- Abenavoli. Ma la famiglia Monorchio – Abenavoli non ha desistito ed ha continuato ad inoltrare denunce sugli stessi argomenti, tanto che il Tribunale di Reggio Calabria, un anno fa, ha emesso sentenza di condanna verso i denuncianti, ex art. 96 cpc ( lite temeraria – responsabilità aggravata), che devono risarcire il Ciroma per i danni arrecati. Ma c’è di più. La dottoressa Maria Abenavoli è stata condannata penalmente in quanto rea di aver lanciato intenzionalmente una secchiata d’acqua dalla finestra verso alcuni clienti del Ciroma; su questo ogni commento ci sembra superfluo.

ciroma (2)Vi è da dire invece che con l’avvento del Sindaco Giuseppe Falcomatà il Ciroma è diventato soggetto privilegiato di frequentissime visite da parte della Polizia Municipale. Sarà solo un caso?

Nello scorso mese di Dicembre il Ciroma è stato oggetto di una sanzione da parte dell’Amministrazione Comunale per la presunta violazione di un’ ordinanza comunale relativa alla produzione di musica dal vivo. Eppure gli agenti di Polizia Municipale intervenuti sul posto avevano correttamente rilevato come, all’esterno del locale, non si avvertiva rumore alcuno e che all’interno veniva esclusivamente diffusa musica di sottofondo senza alcuna attività di intrattenimento e/o di coinvolgimento del pubblico.

Noi del Ciroma, preoccupati quindi da questo eccesso di attenzioni da parte dell’Amministrazione Comunale abbiamo chiesto l’accesso agli atti del fascicolo riguardante il Ciroma presso la Polizia Municipale. Con nostra sorpresa, esaminando il fascicolo, abbiamo verificato come fosse l’assessore alla legalità del Comune di Reggio Calabria a scomodarsi personalmente, a qualsiasi ora del giorno e della notte, per richiedere l’intervento della Polizia Municipale presso il Ciroma. Anche qui ogni commento ci sembra superfluo. Della anomalia della situazione ne abbiamo parlato con i responsabili della P.M., facendo presente come l’azione a martello verso il Ciroma, nel quadro della situazione descritta, destava più di alcune perplessità. Probabilmente il messaggio deve essere giunto a qualcuno. Dopo il colloquio con i responsabili della P.M. le visite degli agenti di P.M. si sono diradate, ma sono iniziate quelle della Polizia di Stato e, in una circostanza, dei Carabinieri ( che non hanno rilevato anomalie) . A scanso di equivoci: noi del Ciroma ben sappiamo che Polizia e Carabinieri devono attivarsi quando l’intervento è richiesto da ogni cittadino. E’ una sacrosanta necessità della democrazia e del vivere civile.

Quello che è inaccettabile è l’uso strumentale della richiesta d’intervento, che purtroppo finisce comunque per creare un danno al Ciroma. Chi esercita questa richiesta ne è ben consapevole. In una città che forse un po’ sta cambiando ma dove ancora le logiche imperanti sono tanto aberranti quanto detestate da noi del Ciroma, le ripetute visite delle forze di Polizia destano preoccupazione nei clienti, ignari delle motivazioni per cui gli agenti intervengono. Superfluo dire che ad ogni intervento il Ciroma si svuota nel giro di pochi minuti ed i clienti si spostano in altri locali.

Ecco, anche per questo, ma non solo, vorremmo comprendere le ragioni che inducono l’Assessore alla legalità del Comune di Reggio Calabria ad essere così “attivo” nei confronti del Ciroma. Se vorrà l’Assessore medesimo o magari il Sindaco potrà spiegarcelo.

Gaetano Mancuso – Amministratore unico Ciroma

Questa la nota inviata al Comandante della Polizia Municipale di Reggio Calabria:

OGGETTO : ESERCIZIO CIROMA – AZIONI POSTE IN ESSERE SU RICHIESTA DEL NUCLEO FAMILIARE ABENAVOLI MONORCHIO E DELL’ASSESSORE ALLA PUBBLICA SICUREZZA GIOVANNI MURACA.

Egregio Comandante,

intendiamo porre all’attenzione della Sua Signoria alcuni fatti e circostanze che riguardano l’esercizio Ciroma ubicato in via Aschenez n. 5 e 7 Reggio Calabria.

Tale esercizio, sin dal momento dell’avvio, è stato oggetto di ripetute “attenzioni ” da parte di componenti di un singolo nucleo familiare (composto da Abenavoli Maria, Monorchio Santo e figli) che abita nello stesso stabile al terzo piano fuori terra ( l’esercizio Ciroma si trova al primo piano fuori terra). La signora Abenavoli Maria esercita la professione di pediatra, il signor Monorchio Santo è ingegnere e sindaco di Bagaladi; inoltre l’ingegnere Monorchio Santo è delegato per la Sicurezza dei luoghi di lavoro presso il Tribunale di Reggio Calabria. La figlia Giovanna Monorchio abitava nello stesso stabile fino a meno di un anno fa, quando si è coniugata con l’avv. Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria.

Sostanzialmente le “attenzioni” del nucleo familiare Monorchio- Abenavoli si sono concretizzate in una serie innumerevole di denunce alle diverse autorità, concernenti, in particolare, ipotesi di disturbo dovute al rumore, tutte assolutamente prive di fondamento ma evidentemente tese ad ostacolare l’attività del Ciroma che, in una realtà sicuramente complessa, difficile ed inquinata da tanti fattori come è quella del nostro territorio, pur riesce ad operare stando ben al di fuori dalle logiche imperanti.

Orbene tutte le azioni poste in essere dai signori Abenavoli e Monorchio sono state rigettate dai diversi organi a cui sono stati sottoposti : la Procura ha archiviato le denunce, il Tribunale civile ha rigettato ogni istanza, il TAR ha sentenziato in tutte le diverse circostanze esclusivamente a favore del Ciroma. Inoltre in innumerevoli circostanze Polizia di Stato e Carabinieri, su richiesta dei signori Monorchio ed Abenavoli, si sono recati presso il Ciroma non riscontrando alcun motivo per elevare sanzioni. Ogni prova fonometrica eseguita anche dalle autorità competenti su richiesta del nucleo familiare Monorchio – Abenavoli ha dato esito negativo!

Ma c’è di più. Prescindendo da ogni valutazione in merito dobbiamo altresì rilevare come i signori Monorchio e Abenavoli siano stati condannati dal Tribunale di Reggio Calabria al risarcimento delle spese ed al pagamento di una congrua somma a favore del Ciroma per responsabilità aggravata ex art.96 cpc ( allegato 1) in relazione alle innumerevoli e pretestuose denunce e/o segnalazioni. Altro fatto che evidenzia, forse ancora di più, le modalità con cui viene preso di mira l’esercizio risiede nelle circostanze che hanno generato un’azione penale che ha visto la signora Abenavoli Maria condannata per avere lanciato intenzionalmente dell’acqua, dalla finestra del terzo piano, a clienti che erano usciti dal Ciroma (All. 2 ).

Orbene questo è il quadro di alcune delle azioni (ed attenzioni) che l’esercizio Ciroma ha dovuto subire.

Senza contare che l’esercizio è stato soggetto ad innumerevoli “visite” da parte dei vigili urbani durante l’orario di lavoro, quasi sempre per presunte cause legate al rumore, in altra cirocostanza per presunte, ma inesistenti, violazioni delle disposizioni relative all’installazione di sedie e tavolini all’esterno.

Altresì in data 21 dicembre 2015 pochi minuti dopo la mezzanotte una pattuglia di tre agenti di Polizia Municipale si recava presso il Ciroma ( abbiamo modo di ritenere su segnalazione diretta o indiretta proveniente da parte dei signori Monorchio – Abenavoli) . Come si legge nel verbale redatto dagli agenti, all’esterno del locale non si avvertiva rumore alcuno; all’interno veniva esclusivamente diffusa musica di sottofondo senza alcuna attività di intrattenimento e/o di coinvolgimento del pubblico. Orbene stante le circostanze rilevate dagli agenti, stante il fatto che ogni rilevazione fonometrica eseguita precedentemente ha dato risultati negativi, ci preoccupa, e non poco, il fatto che in seguito alla “visita” della P.M., sia stata elevata una sanzione all’esercizio Ciroma, motivata dall’ipotizzata violazione di un ordinanza del 20 giugno 2013 emanata dei Commissari del Comune. Ordinanza che riteniamo di non aver violato, anche perché le disposizioni non sono riferite alla tipologia di locale cui fa riferimento Ciroma (birreria – pizzeria).

Ovviamente, come abbiamo sempre fatto in passato in occasione delle diverse azioni della famiglia Monorchio . Abenavoli, anche in tale circostanza abbiamo inteso opporci alla sanzione elevataci dalla P.M. .

Ma vogliamo qui esprimere ed anticipare le nostre preoccupazioni. Certi che verranno prese nella giusta considerazione da parte del Comando della P.M. . Dovute al fatto che l’esercizio Ciroma diffonde la musica senza alcun disturbo, tanto meno all’esterno ( come correttamente riportato dagli agenti di PM in occasione della visita del 21/12/2016) e viene sanzionato perché , ci è stato detto, sono giunte segnalazioni alla P.M.. che segnalavano l’esistenza di rumori. Orbene certamente un’ordinanza , condivisibile o meno che sia, deve essere fatta rispettare dall’autorità preposta. Ma laddove l’azione sanzionatoria dovesse essere effettuata non attraverso un’attività imparziale e generale, ma “ad impulso” di parte, rischia di alterare e persino di compromettere ulteriormente ed ingiustamente, magari per il volere di qualche singolo cittadino più o meno influente, la possibilità ed il diritto di fare impresa nell’ambito della nostra città. Certo ancor di più se (come siamo certi) nella fattispecie, non sussistano i presupposti soggettivi e oggettivi per elevare sanzioni: il soggetto non rientra fra le tipologie di esercizio disciplinate dall’ordinanza ( il Ciroma è risaputo non è un Lounge Bar, né un disco-pub, né viene ivi mai svolta attività di piano-bar) e peraltro non vi era, come confermato dagli agenti nel rapporto, rumore!

L’azione, noi riteniamo, finisce per arrecare un danno ingiusto al soggetto sanzionato oltre che concretizzare una disparità di trattamento da parte della pubblica amministrazione rispetto ai diversi soggetti presenti sul mercato, giungendo paradossalmente in alcuni casi a sanzionare chi non viola l’ ordinanza e lasciando indenni diversi soggetti che invece ricadono nella tipologia e/o circostanze degli esercizi sanzionabili.

Dobbiamo anche rilevare che, dopo le nostre azioni di tutela poste in essere in seguito alla sanzione elevataci in relazione alla “visita” della P.M. del 21/12/2015, l’attività della P.M. nei confronti del Ciroma si è intensificata, il Ciroma è stato sanzionato nuovamente ed in molte circostanze è stato richiesto l’intervento della Polizia di Stato e qualche volta dei Carabinieri. Ovviamente si sa come le richieste continue di questi interventi, in particolare in una città come la nostra , ingenerano perplessità nei clienti che non conoscono i motivi della presenza delle forze dell’ordine presso il locale, con conseguente danno all’immagine dell’esercizio. Di questo, certamente, i soggetti che effettuano le richieste ne avranno consapevolezza.

Infine, ma non certo priva di importanza, dobbiamo rilevare la circostanza che, da un esame della documentazione acquisita attraverso l’esercizio del diritto di accesso agli atti, risulta che diversi degli interventi effettuati dai Vigili Urbani siano stati richiesti dall’Assessore alla Pubblica sicurezza del Comune di Reggio Calabria dottor Giovanni Muraca. Rimandiamo alle SS.VV. ogni valutazione in merito. Ci limitiamo in questa sede ad esprimere esclusivamente le nostra perplessità relativamente a tale azione, posta in essere da un assessore della Giunta Falcomatà, comunque a sostegno delle azioni della famiglia Abenavoli Monorchio, che è in strettissimi rapporti di parentela con il sindaco (Giovanna Monorchio ne è la coniuge) . Era davvero così importante la questione posta in essere dalla famiglia Monorchio da far si che si scomodasse, quasi accanendosi visto il numero consistente di richieste effettuate (che hanno avuto esito riscontrato negativo), l’assessore alla Pubblica Sicurezza per richiedere, in orario notturno, l’intervento della P.M.? L’assessore richiede altresì direttamente l’intervento dei Vigili Urbani per tutti gli altri locali che in città diffondono semplicemente la musica? L’Assessore è consapevole di quanto riportato sopra in merito alle diverse azioni giudiziarie intraprese dalla famiglia Monorchio – Abenavoli, tutte con esito assolutamente favorevole all’esercizio Ciroma? E’ altresì consapevole della condanna riportata dalla dr.ssa Abenavoli Maria in sede penale e della condonna per risarcimento danni a carico del nucleo Monorchio Abenavoli?

Tanto dovevamo rappresentare per ogni eventuale successiva valutazione da parte della Sua Signoria.