Reggio Calabria, FOCUS sugli indagati dell’operazione “Fata Morgana”: tanti nomi eccellenti

Reggio Calabria, tra gli indagati dell’operazione “Fata Morgana” c’è anche il parroco del Santuario di Polsi don Pino Strangio

don pino strangio santuario polsiCi sono politici, magistrati, preti e tanti “insospettabili” tra gli indagati dell’inchiesta “Fata Morgana” che ha portato oggi a 7 fermi e maxi sequestri a Reggio Calabria. Tra loro c’è persino una figura emblematica per quella che è stata la storia di questa terra, un servitore dello Stato di altissimo spessore come il magistrato Giuseppe Tuccio, già procuratore della Repubblica e sempre in prima fila, nel corso dei decenni, nella lotta alla criminalità organizzata non a parole ma con i fatti e il suo lavoro al servizio dello Stato. In base alle prime indiscrezioni investigative, la sua figura sembrerebbe molto marginale rispetto all’inchiesta, legata a un presunto “favore” da parte della Provincia sul libro recentemente scritto dal magistrato, un presunto “favore” che tra l’altro non avrebbe favorito personalmente Tuccio ma la Casa Editrice che ha pubblicato il volume. Su facebook sono numerosissimi gli attestati di stima e solidarietà nei confronti del giudice, da parte di tanti reggini increduli e convinti che su questa posizione verrà al più presto fatta chiarezza.

RaffaCi sono poi molti altri indagati in stato di libertà più vicini al nucleo cardine dell’inchiesta: il presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, di Forza Italia, già Sindaco f.f. di Reggio Calabria tra 2010 e 2011, ma anche il sacerdote Giuseppe “don Pino” Strangio, di San Luca in Aspromonte, canonico del Santuario Mariano della Madonna della Montagna di Polsi. Sono indagati, tra gli altri, anche il cancelliere capo della Corte d’Appello Aldo Inuso, l’ex presidente della Reggina Calcio Pino Benedetto, l’avvocato Rocco Zoccali, il consigliere provinciale di Reggio Demetrio Cara che sostiene la maggioranza di centrodestra, l’ex assessore ai Trasporti del Comune Amedeo Canale (sempre di centro/destra) ed un impiegato del Consiglio regionale, Giovanni Pontari. Stamani i finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno perquisito le loro abitazioni ed i loro uffici. Secondo l’accusa, il cartello di “colletti bianchi” avrebbe “condizionato” molte attività economiche “manipolando” la gestione, soprattutto per quel che riguarda la grande distribuzione. Tutto ciò avveniva con la complicità di funzionari pubblici.