Reggio Calabria, durissimo sfogo di Ruggero Pegna contro i Vigili del Fuoco: “vergognoso abuso di potere”

Ruggero Pegna si scaglia contro i Vigili del Fuoco di Reggio Calabria: “il loro comportamento è stato discrezionale, arbitrario, contraddittorio, talvolta intimidatorio, nonostante sia un servizio ben pagato da noi organizzatori”

aldo giovanni e giacomo (1)Fatti di Musica 2016, la storica rassegna di Ruggero Pegna, giunta all’eccezionale traguardo della trentesima edizione, ha chiuso una nuova parentesi reggina con due indimenticabili successi: l’emozionante concerto di Ezio Bosso al Teatro Cilea e la prima e unica tappa calabrese dello show di Aldo Giovanni e Giacomo al Palacalafiore. Due eventi da incorniciare per Reggio e la Calabria, in merito ai quali, però, il promoter e autore calabrese, tre volte dirigente nazionale di Assomusica e due volte membro della Consulta ministeriale per i Problemi dello spettacolo,  ha alcune riflessioni da evidenziare, affidate ad una nota stampa. “Ringrazio il pubblico reggino e calabrese per aver fatto da splendida cornice a due straordinarie esclusive della mia rassegna, gli artisti per la loro bravura, tutti i tecnici ed operai della mia organizzazione,  però mi tocca rilevare la difficoltà e i problemi in cui si è costretti ad operare a Reggio Calabria. Il nostro lavoro ha molteplici valenze: produciamo cultura, aggregazione, divertimento,  lavoro, promozione, con ricadute positive di varia natura. Però, questo non è compreso evidentemente da tutti. Il rischio reale è che, nonostante ci si batta da anni per fare rientrare Reggio e la Calabria nei principali tour, come accade nelle più moderne città del Paese, tutto il nostro lavoro venga vanificato da ostacoli immotivati e incomprensibili. In particolare, mi tocca evidenziare il comportamento dei Vigili del Fuoco di Reggio: discrezionale, arbitrario, contraddittorio, talvolta intimidatorio, nonostante sia un servizio ben pagato da noi organizzatori. Non si può lavorare con la minaccia che, a secondo del responsabile di turno, possano variare atteggiamenti, regole e disposizioni, sfociando in autentico abuso del proprio ruolo, con il rischio che un evento possa saltare anche un minuto prima del suo inizio. Mi era stato garantito dai vertici del Comando un comportamento collaborativo e costruttivo, invece sono stati smentiti dai loro stessi addetti agli spettacoli.

E’ offensivo per il lavoro dRuggero Pegnai tutti, per il pubblico e per la stessa città di Reggio, che rischia di essere privata di eccezionali opportunità positive.  Nel caso del concerto di Ezio Bosso, il responsabile dei Vigili del Fuoco in servizio ha minacciato di non fare effettuare l’evento perché, a suo dire, c’erano una ventina di sedie in più in platea, peraltro destinate a disabili. La circostanza si commenta da sé, visto che tale presenza irrilevante per quantità, comunque rientrava nei termini della capienza della struttura, come attestano i modelli ufficiali Siae. Nel caso dello spettacolo di Romeo e Giulietta, il medesimo responsabile chiedeva la modifica della sistemazione delle sedie della platea mezz’ora prima dell’inizio, nonostante la sistemazione rispondesse al progetto approvato dalla Commissione di Vigilanza della Prefettura di cui, evidentemente, non era neppure a conoscenza. Richiesta sempre accompagnata dalla minaccia di bloccare l’evento, con evidente abuso del ruolo, poiché una tale gravissima decisione è di competenza, semmai, della Questura, implicando evidenti problemi anche di ordine pubblico. Per lo spettacolo di Aldo Giovanni e Giacomo, infine, nonostante i miei ingegneri avessero prodotto tutta la documentazione con largo anticipo, i Vigili del Fuoco hanno imposto a poche ore dallo spettacolo la riduzione delle sedie in platea da 850 a 550 posti, in grave contrasto con le precedenti agibilità rilasciate dalla stessa Commissione di Vigilanza in tutte le innumerevoli precedenti occasioni, che attestano e approvano la possibilità di sistemare fino ad 864 sedie.  Decisione non compresa neppure da alcuni membri della stessa commissione, ben comprendendo come una tale variazione ad atti ufficiali debba essere comunicata e motivata con largo anticipo e non nel giorno dell’evento, a biglietti venduti, peraltro essendo rimasti invariati lo stato di fatto, le condizioni d’uso e di allestimento. Nei prossimi giorni, oltre a valutare ogni azione, chiederò un incontro a Questore e Prefetto perché la cultura, il lavoro di mesi di centinaia di persone, l’attesa di giovani e adulti, la Calabria positiva che c’è e non si ferma, non debbano soccombere sotto la violenza burocratica di chi esercita dei ruoli delicati con palese abuso delle sue funzioni e l’esercizio di una discrezionalità lesiva delle dinamiche imprenditoriali che, in questa regione, già combattono con problematiche di ogni tipo. I nemici di chi lavora onestamente e produce cultura non si possono annidare in sacche oscure delle stesse Istituzioni. Ancor prima di discutere di dieci o cento posti in  più o in meno in strutture da 7000 posti omologati come il Palacalafiore, ci si preoccupi dello stato di grave degrado in cui la stessa versa, sporca dentro e fuori, con servizi igienici per lo più impraticabili, docce non funzionanti per gli operai, apparecchiature per l’areazione inesistenti, illuminazione esterna inadeguata”.