Reggio Calabria, caso “Ciroma”: “il sindaco riscriva una nuova ordinanza calibrata alle esigenze della città”

Ciroma“Click,  finalmente si è acceso lo stereo! Si, ieri il “Ciroma”, dopo aver ottemperato ad una “strana richiesta-diffida” da parte dell’amministrazione Comunale, ha ripreso a diffondere la musica .  Evitiamo di tediare con i dettagli “tecnici” e burocratici chi legge; desideriamo però ringraziare tutti coloro che, in diversi modi, da destra e manca ci sono stati vicini. Non sapevamo di poter contare su certi numeri: centomila e più visualizzazioni , diecimila condivisioni centinaia di telefonate giunte giornalmente. Un plebiscito bipartisan, che la dice lunga sull’operato, nella circostanza, della pubblica amministrazione. Chi ha espresso pubblicamente il proprio sdegno, chi non ha potuto farlo per evidenti ragioni di opportunità.  A chi ha a che fare con la pubblica amministrazione e sta dalla stessa parte non può risultare agevole esprimere pubblico dissenso. Ma anche questo c’è stato: prese di posizione pubbliche da parte di autorevoli esponenti della sinistra. A loro riconosciamo, anche,  il coraggio di evitare il silenzio. Cosa che ci sembrerebbe di poter dire finora, a lei, signor Sindaco, un po’ è mancato.  Sull’argomento “Ciroma” ha glissato, anche quando ha ritenuto di dover intervenire rompendo il silenzio sulla questione musica-lidi estivi, che era stata aperta, non sappiamo bene da chi,  dopo la questione “Ciroma”. Si proprio quei Lidi della “Movida reggina”, quella di cui lei, sino a poco tempo fa, era protagonista ammirato (e seguito) dai giovani  e dalle giovani reggine. Quel mondo che, giustamente,  le è appartenuto : chissà quante volte sarà stato lì, protagonista in quei luoghi “rumorosi e fastidiosi”, sicuramente ben oltre l’orario di chiusura  previsto dall’ordinanza dei commissari, allora già vigente. Nessuno, probabilmente, aveva interesse a farla rispettare, tanto meno lei che , ci sembrerebbe di poter dire, stava “dall’altra parte”. Ora, apprendiamo,  ha cambiato parere. E ci sta, eccome. Pur con argomentazioni deboli: chiunque sia stato ( e riteniamo lei ci sia stato) a Rimini, Riccione e presso gli altri luoghi da lei citati, sa bene che la musica non si ferma certo  a mezzanotte .  Lì,  dove diversamente da Reggio i turisti arrivano per davvero, sarebbe un disastro se ciò accadesse. Per cui il “cartello” rappresentato sul suo profilo face-book comunque non corrisponde alla realtà.  Ma ancora, per sgomberare il campo da possibile equivoci, dobbiamo rappresentarle come siamo convinti come sia  giusto che le Amministrazioni debbano tutelare ( ed interpretare) gli interessi collettivi della città, anche attraverso apposite ordinanze, DA FAR RISPETTARE. Ma è ripugnante pensare che fatta un’ordinanza la si tenga in “naftalina” nel cassetto, per rispolverarla per circostanze ben diverse da quelle per cui l’ordinanza medesima è emanata e  che certo non esprimono l’interesse generale della collettività”, scrive in una nota l’amministratore del Ciroma Gaetano Mancuso.

“Vede, signor Sindaco -prciroma (2)osegue- quando abbiamo iniziato  a comprendere cosa stesse succedendo al “Ciroma” ci siamo recati più volte al Comando della Polizia Municipale evidenziando tutte le nostre perplessità. In primis l’errata applicazione dei contenuti dell’ordinanza al “Ciroma” che sicuramente ha l’obbligo di rispettare tutte le regole ( compreso quelle relative alle emissioni sonore)  applicabili  agli esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande ma non quelle previste specificamente ed esclusivamente, per lidi, discoteche, piano bar.  Secondo, ma non certo per importanza, la necessità  che l’azione della pubblica amministrazione venga organizzata in maniera imparziale e rivolta a reprimere ogni potenziale ipotesi di infrazione, non concentrandosi su uno o pochissimi soggetti. Ci è stato risposto che la Polizia Municipale non avesse ricevuto  indicazioni di carattere generale da parte dell’Amministrazione; pertanto   si muoveva solo previa segnalazione (non anonima)  di cittadini individuabili. Modus operandi, questo ad “impulso” , certo non trasparente ed  encomiabile per la pubblica amministrazione. Immagini, signor Sindaco, che la Polizia Municipale per tutelare gli interessi collettivi  sanzionasse il transito sul Corso Garibaldi solo previa segnalazione, non anonima, dei cittadini. Cosa succederebbe al Boss di turno che con la propria roboante Ferrari dovesse invadere il “salotto” cittadino? Pensa che ci dovrebbe/ ci potrebbe  essere la corsa da parte dei cittadini a fare segnalazioni? Certi che il messaggio  le risulterà già comprensibile e trasponibile nella realtà specifica in cui opera il “Ciroma” non andiamo oltre.  Ma evidentemente l’idea che l’Amministrazione debba agire ad impulsi non è certo ripudiata dal “suo” Assessore alla legalità che, come riportato da testate giornalistiche, in città sembrerebbe essersi “guadagnato” l’appellativo di “Sceriffo”.

Lui, il “Police Officer” -aggiunge-che cciromaosì si autodefinisce, sembrerebbe che ami individuare le “fonti di pericolo” e segnalarle subito alla Polizia Municipale. Forse, per questo, è disponibile ad uscire anche a tarda  notte; almeno così sembrerebbe esaminando le tante richieste di intervento giunte alla Polizia Municipale a firma dell’Assessore. Che, avrà notato, è stato l’unico in città ad intervenire pubblicamente in suo sostegno. Motivo per cui è stato il solo? Se lo sarà chiesto anche lei. Anzi a ben vedere un’altra persona è intervenuta a suo favore sulla vicenda; si chiama Antonio Monorchio ed il suo pensiero assume una certa  visibilità  in quanto è stato “condiviso”, unico ad averlo fatto, dal Police Officer  sul proprio profilo Face- book.  Si consiglia la lettura contestuale del pensiero di Antonio Monorchio e dell’assessore alla legalità Giovanni Muraca per farsi un’idea. Le affinità  tra i pensieri, le ricostruzioni  ed i comportamenti assunti dai due signori evidenziano come  ci potrebbe  essere stata una sinergia tra la famiglia Monorchio – Abenavoli, il Police Officer e quindi l’Amministrazione da lei presieduta. Antonio Monorchio, signor sindaco, è suo cognato, ora “impegnato” opinionista sulla questione rumori. Il tutto, lo ammetterà anche lei,  potrebbe apparire come una questione di famiglia. Forse un po’ squallida, che avrebbe,  di per se, poco spessore . Se non fosse per le circostanze pregresse di cui abbiamo ampiamente riferito; evitiamo, per questo, di mettere ancora  il dito nella piaga. Resta il fatto che i “documenti” da noi resi disponibili per comprovare quanto riferito non sono stati a noi richiesti da nessuno. Segno sicuramente di fiducia nutrita nei nostri confronti e nella posizione da noi assunta. Anche lei, ovviamente, avrebbe potuto chiederceli.  Non lo ha fatto, ma evidentemente per altri motivi. Il suo silenzio sulla vicenda “Ciroma” la dice lunga.

Infine vogliamo anche noi, se ce lo consente, se ci annovera fra i soggetti imprenditoriali  “affidabili”, raccogliere il suo invito ad avere spirito collaborativo. Potrebbe pensare di scrivere una “nuova” ordinanza, calibrata con quelle che sono le esigenze attuali della città, anche dei giovani, d’estate e d’inverno. Non dimentichi che regole repressive farebbero si che i giovani e non solo i giovani troverebbero “rifugio” in ambiti e comuni più o meno limitrofi. Con tutte le conseguenze del caso. Quelle economiche per la città  sarebbero le meno gravi. Pensi a quanto si amplificherebbero i rischi di incidenti stradali. Tenga in considerazione tutto questo, oltre che le lamentele (legittime in diversi casi, ma sicuramente mai d’importanza esclusiva) dei disturbati, parenti e non. E poi , se ce lo permette, faccia in modo che le regole debbano essere rispettate da tutti gli imprenditori, non solo da quelli che subiscono certi “impulsi”. Se l’amministrazione comunale, la Polizia Municipale,  continuasse ad agire sotto il “regime” degli impulsi molto presto tante di “quelle”  Ferrari roboanti tornerebbero a transitare spavaldamente  indisturbate sul Corso Garibaldi. E riteniamo che la città non meriti questo”, conclude.