Reggio Calabria, alle Muse il presidente Bombino

G. Bombino

G. Bombino

Ancora un appuntamento al Laboratorio delle Arti e delle Lettere “Le Muse” di Reggio Calabria nell’ambito della programmazione 2015/2016. Domenica 15 maggio alle ore 18,30, alla Sala d’Arte “Le Muse” di via San Giuseppe 19 si terrà la manifestazione “Gente in Aspromonte”. Tale evento si inserisce in un percorso di lettura del territorio ed in particolare del Parco Nazionale dell’Aspromonte dichiara Giuseppe Livoti – presidente del sodalizio reggino: …vogliamo scoprire percorsi, itinerari e come l’ente opera alla tutela, promozione e valorizzazione delle nostre bellezze paesaggistiche. Ospite gradito alle Muse sarà il dott. Giuseppe Bombino – presidente dell’Ente Parco, il quale si soffermerà su quello che è il suo ruolo, la sua attività, e come si attuano le scelte per la promozione di una importante realtà naturale della Calabria.   L’Aspromonte è un massiccio montuoso facente parte del complesso denominato Alpi meridionali o Alpi calabresi. Il complesso geologico basale di questa formazione, originatosi nell’arco di un periodo che va dal precambriano fino a quasi tutto il Paleozoico, è prevalentemente composto da rocce ignee  e metamorfiche ed ha un’origine più antica rispetto all’Appennino. Il complesso montuoso dell’Aspromonte è il risultato di due fasi fondamentali. La prima, sviluppatasi nel corso del Paleozoico, porta alla formazione dell’ossatura costituita prevalentemente da metamorfiti (gneiss e, soprattutto, micascisti), intervallate a intrusioni magmatiche. La seconda, molto più recente, si è svolta nel Cenozoico ed è quella che ha prodotto l’attuale morfologia.  Dunque la conversazione partirà così alla scoperta di questa area naturale protetta, che sorge all’interno della provincia di Reggio Calabria e prende il suo nome dal Massiccio dell’Aspromonte. Abbinata alla manifestazione la presenza dell’artista Maria Pia Crisaldi, importante rappresentante dell’arte del carretto siciliano, delle portelle, dei “masciddari” da sempre dipinti con scene popolari o con episodi delle imprese dei paladini di Francia, ma  per tale manifestazione  reinventati con brani estrapolati da Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro, racconti, considerati tra le più alte espressioni della letteratura meridionalistica e tra le più significative del nuovo realismo del Novecento. Importante infatti, conclude Giuseppe Livoti  sono i versi alvariani che ricordano « Non è bella la vita dei pastori in Aspromonte, d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare, e la terra sembra navigare sulle acque. I pastori stanno nelle case costruite di frasche e di fango, e dormono con gli animali. Vanno in giro coi lunghi cappucci attaccati ad una mantelletta triangolare che protegge le spalle, come si vede talvolta raffigurato qualche dio greco pellegrino e invernale. I torrenti hanno una voce assordante. » (Corrado Alvaro – Gente in Aspromonte)