Reggio Calabria, alla Confcommercio l’incontro della “Roberto Re leadership school”

Roberto Re leadership school (1)Sperimentare in modo concreto la capacità di gestire se stessi e guidare gli altri a raggiungere risultati personali e professionali. Questo è l’obiettivo del workshop “Da Imprenditore a Leader” organizzato dalla Confcommercio reggina, in collaborazione con l’E.B.T.D.S. (Ente bilaterale terziario distribuzione e servizi) e “Roberto Re Leadership School”, la Società di formazione, leader in Europa. Molti gli imprenditori che hanno preso parte all’incontro, ospitato nella sede di via Castello 4, basato sulla conoscenza, il confronto e la capacità di influenzare positivamente l’ambiente in cui si lavora. Un dibattito, al quale ha partecipato anche il Presidente della Confcommercio Giovanni Santoro, su com’è cambiato e sta cambiando il modo di fare impresa. Ma leader si diventa o si nasce? «Ognuno di noi può diventare leader, occorre mettersi in gioco e saper affrontare il cambiamento». Così Daniela Ferrante, la psicologa del lavoro, specializzata in Gestione delle Risorse Umane, e vanta un’esperienza decennale nei campi della selezione del personale, formazione e coaching. Attualmente è la responsabile Sicilia del programma FLY (Find The Leader in You), punta della scuola “Roberto Re”, che dal 1992 si occupa di crescita personale e professionale, che permette di acquisire innovativi strumenti di comunicazione/relazione con gli altri, leadership, gestione del tempo e organizzazione, del team o dello stress. Saper gestire al meglio se stessi è la chiave del successo. Ma cosa rende le persone leader? Per la trainer del corso, si parte da una buona formazione e dall’esperienza: «Guardare oltre, non soffermarsi agli imprevisti o difficoltà, trovare un modo per vedere le cose in positivo». Non a caso la Ferrante si definisce un ‘mental coah’ nello scoprire il potenziale di una persona e mettere in campo le strategie migliori: «Tecniche pratiche e mentali per gestire tutte le situazioni, dal lavoro alla vita privata. Molte volte in campo scendono le abitudini che non aiutano ma depotenziano. Non c’è niente di più gratificante e nobile – ha concluso Daniela Ferrante – che migliorare se stessi e gli altri».