Reggio Calabria: alla Biblioteca “De Nava” omaggio al poeta Nicola Giunta

biblioteca reggio (2)Si terrà presso la Biblioteca “Pietro De Nava” con inizio alle ore 16,30, nell’ambito di LiberReghion 2016, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Reggio Calabria e dalla stessa Biblioteca, l’omaggio al poeta Nicola Giunta, che  della Biblioteca Civica della Città – così si chiamava in passato -  era stato direttore, promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos che prosegue, dopo Giovanni Meli e Carlo Porta,  l’approfondimento e lo studio della grande poesia vernacolare italiana,  di cui Giunta è stato nel Novecento uno degli esponenti più significativi anche se l’uso del dialetto reggino, così poco diffuso, ne ha penalizzato la comprensione e lo studio. Un omaggio dunque più che doveroso perché  se c’è  un poeta che ha saputo bene interpretare e denunciare  a suon di versi i vizi e le virtù del suo popolo – vizi e virtù  di cui egli pure era partecipe – questo è Nicola Giunta, nato nella Città dello Stretto nel maggio del 1895 e scomparso a settanta tre anni nel 1968. Una esistenza che ha attraversato e incrociato  le vicende della “sua Reggio”, dal terremoto del 28 dicembre 1908 al Fascismo, al quale si oppose con lo strumento dell’ironia e del sarcasmo, dalla Seconda Guerra Mondiale – con le   distruzioni umane e materiali arrecate al tessuto della città dai bombardamenti della primavera/estate del 1943 -  fino alla lenta ricostruzione che segnò  anche l’avvento di una nuova classe dirigente e politica. Sulla sua figura di uomo, sul suo carattere, sulle vicende della sua vita, priva di grandi eventi esteriori, circolano tuttora una serie di aneddoti che, per quanto ricchi di particolari gustosi,  sono talora scarsamente verificabili perché affidati alla memoria degli amici e di coloro che lo conobbero e frequentarono, memoria  che spesso col tempo tende a sbiadire i contorni esatti delle vicende e ad aggiungere nuovi particolari. Senza dubbio egli è stato, come oggi si direbbe, “un reggino doc” che della sua città, amata ad un tempo e maltrattata,  ha saputo interpretare gli umori profondi, la vuota alterigia, le invidie tenaci e radicate, le divisioni profonde, il bisogno di apparire più che di essere, il gusto del chiacchiericcio e del pettegolezzo spesso acre, la vanagloria. Difetti che in verità  non sembrano essere specifici di Reggio e dei Reggini ma piuttosto di tutte le comunità piccole nelle quali il vicino di portone, pur pronto a darti una mano, nello stesso tempo si impiccia dei fatti tuoi. La Reggio di Nicola Giunta, pur con tutti i difetti denunciati dal poeta, era comunque una città umana, capace di slanci generosi e di gesti disinteressati, molto diversa dalla Reggio di oggi che appare  invece chiusa ai rapporti umani, circospetta e sospettosa, quasi disumana.  Ecco perché tornare a Nicola Giunta, riaccostarsi alla sua opera, tuttora poco conosciuta nella sua interezza, può forse aiutare soprattutto i più giovani che si avviano a divenire classe dirigente della Città,  a comprendere meglio i limiti, quasi  “caratteriali”, della  nostra dimensione civica e a superarli. All’incontro – introdotto da Pina De Felice, responsabile poesia di Anassilaos – interverrà quale relatrice la prof.ssa Francesca Neri. Era prevista anche la partecipazione del poeta Giuseppe Ginestra, studioso di Giunta ed erede della sua poesia, ma ragioni personali ne impediscono la presenza. I versi del poeta reggino saranno letti da Nanni Barbaro.