Prosegue la mobilitazione dei dipendenti del Gruppo Sma e Gruppo Bonina

Gruppo Bonina (2)Sabato 28 maggio nuovo sciopero per l’intera giornata dei lavoratori della grande distribuzione commerciale indetto da Filcams-Cgil Fisascat-Cisl UilTucs dopo la rottura delle trattative con Federdistribuzione per il rinnovo del contratto di lavoro. Per la terza volta in meno di un anno, le lavoratrici e i lavoratori del settore scenderanno in piazza per far sentire la loro protesta ancora più forte. A Messina presidio dalle 9 in piazza Unione Europea. Sulla trattativa nazionale per il contratto, le organizzazioni sindacali evidenziano come le richieste dell’associazione datoriale sono inaccettabili. “Le condizioni poste sul tavolo da Federdistribuzione sono peggiorative e non negoziabili. E’ emersa palese la volontà di modificare in peggio le norme contrattuali determinando un danno aggiuntivo per i dipendenti delle imprese associate”, sottolineano gli esponenti delle tre organizzazioni che denunciano come a subire le conseguenze dell’atteggiamento assunto dalla parte datoriale sono i dipendenti: senza un quadro normativo di riferimento, senza aumenti contrattuali ormai da ottobre 2013. Nel territorio prosegue anche la protesta di sindacati e lavoratori contro la chiusura del primo punto vendita del GRUPPO SMA a Messina. Dopo la giornata di sciopero e la manifestazione della scorsa settimana, i dipendenti messinesi del gruppo che gestisce alcuni punti vendita  cittadini sabato saranno ancora in sit-in per ribadire con forza il no a dismissioni e trasferimenti di personale in altre città. Decisioni contestate dai sindacati che chiedono alla dirigenza del Gruppo di rivedere scelte che vanno contro gli interessi delle maestranze e creano un danno occupazionale. Alla protesta del personale dei supermercati SMA si aggiunge quella dei lavoratori del GRUPPO BONINA  per i continui ritardi nel pagamento degli stipendi e per il mancato rispetto di quanto previsto dal contratto di lavoro applicato oltre che per il mancato riconoscimento di spettanze arretrate nonostante la sottoscrizione di accordi.   Le segreterie territoriali di Filcams, Fisascat e UilTucs contestano piani aziendali che mettono a rischio stabilità occupazionale e prospettive ed esprimono preoccupazioni per le condizioni dei lavoratori a causa del mancato riconoscimento dei trattamenti retributivi, preannunciando altre azioni a tutela dei posti di lavoro e delle legittime aspettative di diversi addetti del settore.