Patti (Me): ieri l’inizio del processo a carico dell’ex sindaco del Comune di Brolo

Patti, iniziato ieri il processo  a carico dell’ex sindaco del Comune di Brolo Salvatore Messina, l’ex Ragioniere capo del Comune Carmelo Arasi, la figlia Rossella, le contrattiste comunali Antonella Campo, Santa Caranna e Giuseppina Di Leo, i dipendenti comunali Costantino Maniaci, Rosaria Castrovinci, l’ex assessore Carmelo Gentile

processoHa avuto inizio ieri, dinanzi al Tribunale di Patti, Giudice per l’Udienza Preliminare, Dott. Aliquò, il processo a carico dell’ex sindaco del Comune di Brolo Salvatore Messina, l’ex Ragioniere capo del Comune Carmelo Arasi, la figlia Rossella, le contrattiste comunali Antonella Campo, Santa Caranna e Giuseppina Di Leo, i dipendenti comunali Costantino Maniaci, Rosaria Castrovinci, l’ex assessore Carmelo Gentile. Mario Messina, Ekena Lo Vercio, suocera dell’ex primo cittadino, e la moglie Enza Rifici; Francesca Mondello; gli ex presidenti della Tiger Brolo Giovanni Scaffidi e Antonino Masi, Vittorio Astone e Antonino Giuffrè, anche loro rappresentanti di due società sportive; Tina e Rosa Gatto, Giuseppe Indaimo, Dario Presti, Giuseppe e Domenico Caranna. Tale operazione denominata “Appalti Fantasmi”si contestualizza nell’ambito di un procedimento penale pendente nei confronti di numerosi soggetti, esattamente 31 persone indagate per i reati di truffa aggravata al fine di ottenere erogazioni pubbliche e di peculato per aver distratto a proprio favore somme di denaro dalle casse del Comune di Brolo per gli anni 2011, 2012 e 2013 per opere edilizie mai realizzate, unitamente ad altre ipotesi di reato meglio descritti negli atti processuali. Le indagini svolte dai Carabinieri e dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, possono suddividersi in due filoni. La prima parte in cui Carmelo Arasi è stato il principale indagato ha avuto come oggetto l’accensione di tre mutui alla Cassa Depositi e Prestiti da parte del Comune di Brolo, per mano dei responsabili dell’Area Amministrativa Carmelo ARASI e Costantino MANIACI, per opere edilizie mai realizzate.

Le opere in questione sono il Palazzetto dell'Ndrangheta/ Oggi a Torino seconda tranche processo Minotauroo Sport, le opere di miglioramento sismico per l’edificio della scuola elementare “Centro” di Brolo ed infine le opere di urbanizzazione primaria afferenti località Sirò. I mutui sono stati tutti richiesti e concessi tramite documentazione che tre degli indagati, a vario titolo, hanno indebitamente modificato al fine di ottenere dalla Cassa Depositi e Prestiti elargizioni superiori rispetto a quelle stabilita nelle delibere del Consiglio Comunale, per un valore complessivo di circa 3,2 milioni di Euro.  Inoltre, venivano falsamente attestati stati di avanzamento lavori tramite la presentazione di dichiarazioni di spesa fittizie in relazione ai quali la Cassa Depositi e Prestiti effettuava i propri versamenti. Tutto ciò ha comportato un afflusso di denaro nei conti del Comune di Brolo a completa disposizione del responsabile dell’Ufficio dell’Area Finanziaria che, come appurato, destinava il denaro in maniera del tutto arbitraria, emettendo mandati di pagamento non supportati da idonei atti autorizzativi e/o con causali false, gonfiandoli negli importi. Il secondo filone investigativo ha riguardato la posizione di Salvo Messina; in questo caso il denaro veniva stato arbitrariamente utilizzato e distribuito a favore di persone fisiche e associazioni sportive. Qui emergono le figure dell’ex sindaco di Brolo, Salvatore MESSINA, dimessosi nel novembre 2013 dopo aver ricevuto l’Informazione di Garanzia quale persona indagata, e di numerosi altri beneficiari. Le due società sportive beneficiarie delle somme illecitamente distratte – Volley Brolo e Volley Mar Tirreno – sono tutte riferibili all’ex sindaco. L’ex primo cittadino ha ricevuto, inoltre, anche versamenti di denaro sui propri conti che non trovano giustificazione in alcun atto, prelevando, con l’aiuto di un collaboratore compiacente, sotto forma di anticipo, denaro contante per migliaia di Euro senza aver mai giustificato o rendicontato le spese sostenute con fatture. Lo stesso ARASI Carmelo ha emesso mandati di pagamento ideologicamente falsi a suo favore appropriandosi indebitamente di circa 380mila Euro. In questo meccanismo di pagamenti non autorizzati è riuscita ad entrare anche la figlia di ARASI, Rossella, che nel triennio 2011-2013 ha percepito indebitamente circa 100mila Euro. Gli altri destinatari di denaro risultano essere CARANNA Santa, CAMPO Antonella, DI LEO Giuseppina, e due indagati sottoposti a divieto di dimora. Determinante per l’esito delle investigazioni è stata la puntuale ricostruzione di tutte le movimentazioni di denaro e delle relative indebite appropriazioni da parte degli indagati attraverso l’esame della documentazione ottenuta dalla Cassa Depositi e Prestiti, di quella acquisita presso l’ente locale, e presso l’Istituto di Credito ove sono risultati accesi i conti corrente intestati al Comune. Per la completa definizione delle responsabilità, inoltre, è stato necessario sviluppare articolati accertamenti bancari, eseguiti nei confronti del Comune di Brolo e di tutti i soggetti coinvolti nelle attività fraudolente, così ricostruendo i flussi di denaro in entrata – relativi ai finanziamenti percepiti dall’ente locale mediante i tre mutui concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., nel periodo dal 2011 al 2013, per l’esecuzione di opere mai realizzate – e quelli in uscita dal medesimo Comune nel predetto arco temporale. Tali complesse attività hanno consentito di rilevare l’esistenza di un articolato sistema di frode messo in atto dagli amministratori e funzionari dell’ente locale, i quali attraverso una serie ripetuta di falsi materiali ed ideologici in atti pubblici si sono appropriati indebitamente di denaro pubblico per circa 1.400.000,00 euro. Attraverso tali illeciti comportamenti, i soggetti destinatari dei provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria hanno causato non solo un danno patrimoniale di rilevante entità alla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. ed al Comune di Brolo per un ammontare complessivo di oltre 3.200.000,00 euro (pari all’importo complessivo dei mutui concessi), ma anche, considerata l’imponenza del fenomeno di espoliazione, inevitabili ripercussioni sulla corretta allocazione delle risorse destinate al soddisfacimento di esigenze della collettività.  Nel corso dell’udienza preliminare hanno chiesto di costituirsi parte civile il Comune di Brolo, il consiglieri comunali Miraglia Giuseppe e Scaffidi Lallaro Gaetano, il Comitato Cittadino a difesa dei diritti della Comunità di Brolo e le Associazioni Codici Onlus e Codici Sicilia, assistite e difese dagli Avv.ti Melita Cafarelli e Mario Campione.  Il Gup Dott. Eugenio Aliquò, rigettando le eccezioni dei difensori degli imputati, ha ammesso le costituzioni di parte civile ed ha rinviato la trattazione del processo all’udienza del 17 maggio.