Nucera (Federturismo): “Calabria seconda regione per erosione costiera, a rischio turismo”

OLYMPUS DIGITAL CAMERA“La Calabria è la seconda tra le regioni di Italia che soffrono maggiormente il fenomeno dell’erosione costiera, dietro solo la dirimpettaia Sicilia”. E’ quanto afferma il referente sezione Turismo di Confindustria Reggio Calabria e componente del direttivo nazionale di Federturismo Confindustria, Giuseppe Nucera commentando i dati diffusi dall’Hub Blue Economy La Spezia sulla base delle rilevazioni Istat-Eurostat. “Si tratta di un vero e proprio allarme – prosegue Nucera – che opportunamente ha portato all’istituzione del primo “Osservatorio nazionale sull’erosione costiera”, che è già al lavoro per valutare la situazione delle coste liguri e toscane”. Secondo Nucera il fenomeno dell’erosione costiera è un’emergenza gravissima per la Calabria “che dovrebbe fare del turismo il motore principale della propria economia”. La problematica negli ultimi anni ha interessato soprattutto la costa tirrenica catanzarese, lungo la statale 18 tra Falerna, Nocera e Gizzeria. E danni rilevanti sono stati registrati anche nel litorale reggino, tra Bocale e Melito Porto Salvo, dove l’opera dell’uomo ha determinato autentici disastri con circa 500 metri di costa erosa. Le spiagge sono costantemente soggette alle correnti e alle onde ed hanno subìto nel corso del tempo un vero e proprio sconvolgimento. “Attenzione – evidenzia Nucera – non si tratta solo di fattori naturali: vi è anche l’opera dell’uomo. E il rischio, in mancanza di interventi definitivi, è che la situazione si aggravi sempre di più”. In particolare, secondo i dati della Blue Economy, 3500 chilometri sui circa 8000 di coste italiane sono intaccati e compromessi dall’erosione marina. A rischio sono in particolare le coste basse e sabbiose per oltre 1600 chilometri. Tra questi 540 sono occupati da centri urbani, strade e ferrovie, tutti a rischio crollo. Il rappresentante di Federturismo Confindustria cita Giorgia Bucchioni, vicepresidente di Confindustria La Spezia e presidente di Blue Vision: “Ogni metro quadro/anno di spiaggia produce circa 35-40 euro di sole attività di spiaggia e un Pil complessivo annuo per metro quadro pari a 1200 euro. Considerando i 24 milioni di metri quadri scomparsi in questi anni si può tranquillamente affermare che l’Italia ha bruciato ogni anno più di 28 miliardi di Pil derivanti dal turismo connesso con il mare. E nel calcolo – prosegue Nucera – non sono considerati i dati relativi ai danni a strutture e infrastrutture, comprese ferrovie, strade, scogliere. Eppure proprio noi calabresi dovremmo tenerne conto poiché sono passati appena pochi mesi dagli ultimi, devastanti, eventi alluvionali”. Per Nucera inoltre, non si può restare a guardare “sono cifre che la Calabria non può permettersi di perdere, specialmente adesso che la stagione estiva è alle porte”. Per questo motivo si impegnerà personalmente a prendere contatti con l’‘Osservatorio nazionale sull’erosione costiera’ per chiedere che lo studio venga esteso anche alla Calabria. “C’è bisogno però – conclude il componente del direttivo nazionale di Federturismo – non solo di una visione organica del fenomeno ma anche di una mirata strategia di intervento che sia condivisa da tutti gli attori interessati”.