Messina, il gruppo Barbera saluta con l’amaro in bocca: “ecco qual era la nostra idea”

Messina, duro comunicato del gruppo Barbera dopo il naufragio della trattativa per l’ingresso nel club biancoscudato

messina logoL’avvocato Bonaventura Candido, “nell’interesse del dott. Francesco Barbera, l’imprenditore messinese ideatore del progetto ed ispiratore della Manifestazione di Interesse fatta pervenire dal sottoscritto il 3 maggio all’Acr Messina, rappresento qui di seguito il pensiero del mio cliente in esito agli ultimi sviluppi della vicenda ed in particolare in risposta al comunicato diffuso ieri dal sig. Natale Stracuzzi, presidente del Cda dell’Acr Srl“.

Nella nota inviata dall’avvocato, viene spiegato “il grande entusiasmo con cui Barbera e gli amici imprenditori da lui coinvolti, si sono avvicinati al Messina ha fatto commettere qualche errore di comunicazione che è stato individuato ed ha consentito di fare emergere alcune posizioni inconciliabili tra le parti. Infatti, ritenendo che fosse il nodo principale dell’operazione, nella loro manifestazione di intesse gli imprenditori hanno posto come primo fondamentale elemento di valutazione il tetto dei debiti., riservando di illustrare solo in una fase successiva il contenuto dei patti para-sociali che, nelle loro intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare il cardine della futura governance dell’Acr Srl“.

LaPresse/Carmelo Imbesi

LaPresse/Carmelo Imbesi

In questi patti parasociali (da me redatti in ben sei cartelle), è utile farlo sapere, era tra l’altro per esempio già previsto:

  • che del Cda avrebbe dovuto fare parte (solo) un rappresentante per caiscuna quota delle otto quote del 12, 5%
  • che il presidente ed il Management, da individuarsi al di fuori dei rappresentanti degli otto gruppi, tra soggetti di indiscusso valore  e competenza, sarebbero stati scelti a maggioranza tra gli otto rappresentanti delle altrettante quote (due delle quali riservate all’attuale proprietà) e, pertanto, avrebbero potuto essere scelti anche solo con i due voti dei rappresentanti l’attuale proprietà, qualora gli altri sei avessero avuto ciascuno propri candidati. Per esempio il 12,5% riconducibile al dott. Barbera avrebbe certamente proposto come presidente Tullio Lanese, che non ha bisogno di presentazioni, Tutti gli altri (sette) avrebbero potuto (ognuno) candidare altri nominativi ed alla fine la scelta sarebbe stata operata con una democratica votazione che avrebbe riservato all’attuale proprietà due voti su otto astrattamente sufficienti a prevalere sugli altri.
  • Che una quota del 12,5% avrebbe dovuto essere riservata all’azionariato popolare con partecipazioni, da 1 euro in su, fino alla concorrenza di 200 mila euro. Uno di tali sottoscrittori (quindi un vero tifoso nominato da veri tifosi) avrebbe dovuto fare parte del Cda con potere di voto identico a quello di tutti gli altri. Questa scelta avrebbe garantito maggior diffusione all’esterno soprattutto tra i tifosi, di tutte le scelte del Cda“.

StrettoWeb/Paolo Furrer

StrettoWeb/Paolo Furrer

Orbene l’avere omesso di evidenziate (da subito) questi elementi ha fatto forse credere, erroneamente, all’attuale proprietà che l’intendimento degli imprenditori (Barbera, Proto, Rescifina, un importante imprenditore della zona tirrenica ed una Newco costituita da un gruppo di 5 persone, cui va il più sentito ringraziamento del dott. Barbera per l’incondizionata fiducia data al progetto) fosse di fagocitare l’attuale proprietà con la forza finanziaria, piuttosto che portare avanti l’Acr in sinergia, con condivisione e con criteri di gestione improntati al massimo rispetto dei diritti e delle idee di tutti i quotisti. L’errore di impostazione /comunicazione ha però, fortunatamente, fatto emergere due elementi rilevanti: il primo (alla luce della scelta dell’Acr di voler valutare solo l’ingresso di soci di minoranza) è rappresentato dall’incolmabile ed inconciliabile differenza tra il metodo di gestione ipotizzato dagli imprenditori e quello dell’attuale proprietà”.

tifosi messina festa“E’ altresì emersa, agli occhi degli imprenditori, una visione diametralmente opposta dell’uso delle forze all’interno in un sodalizio sportivo; il secondo è rappresentato dalla piacevolissima constatazione che l’attuale proprietà (che non ha accettato la proposta di una capitalizzazione che avrebbe determinato l’aumento di capitale da 75.000,000 euro a 1 milione e 600 mila euro, interamente ed immediatamente versati) ha forza finanziaria, ed impianto organizzativo, adeguati e sufficienti per proseguire- anche il prossimo anno- nell’avvincente avventura calcistica in piena autonomia e garantire alla città, ed ai tifosi, grandiosi traguardi sportivi. Finisce così, suo malgrado, l’interessamento del dott. Barbera e degli imprenditori ma resta il loro amore per il Messina cui sinceramente augurano il raggiungimento dei più importanti traguardi sportivi. Forza Presidente, Forza Messina!“.