Messina, Antoci alza il tiro contro mafia e ‘ndrangheta. Solidarietà dal mondo politico, ma i 5 Stelle danno la colpa al Governo

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L’attentato ha spinto l’intera classe dirigente siciliana a muoversi a difesa del presidente del Parco. Crocetta, stamane, è andato a trovare Antoci e alle 15 parlerà in conferenza stampa per ricostruire l’accaduto e ribadire l’impegno della Giunta contro la criminalità organizzata. Provocatorio Giarrusso del M5S: nel mirino Renzi e Gomorra

E’ stato un agguato. Giuseppe Antoci non ha dubbi: i colpi di fucile indirizzati contro la sua vettura hanno il sapore dell’intimidazione mafiosa. “A un tratto abbiamo trovato dei grossi sassi sulla strada. Neanche il tempo di capire cosa fosse successo che siamo stati crivellati dalle pallottole. Un uomo della scorta della scorta si è buttato su di me e a salvarci la vita è stato il vice questore Manganaro, che per caso era dietro di noi su una volante. Sparando ha messo in fuga gli assalitori” ha rivelato il presidente del Parco dei Nebrodi ricostruendo la dinamica dell’assalto. Su chi possa aver provato ad attentare alla sua vita, Antoci è stato altrettanto netto: “sono stati i mafiosi dei Nebrodi ma anche della Ndrangheta, perché il protocollo che abbiamo messo in atto qui in Sicilia sarà applicato in Calabria” ha precisato innanzi ai giornalisti prima di scandire a bassa voce un sibillino “so chi mi vuole morto“.

Foto LaPresse – Guglielmo Mangiapane

L’episodio ha ovviamente attirato le attenzioni della classe dirigente siciliana. Rosario Crocetta, che stamane ha fatto visita al presidente del Parco e alle 15 terrà una conferenza stampa sull’agguato per rimarcare il sostegno dell’Esecutivo regionale ad Antoci, ha commentato l’accaduto sottolineando l’importanza di rafforzare le misure di sicurezza verso il presidente dell’ente, intensificando parallelamente la lotta alla criminalità organizzata che opera nell’area. “Pensano ancora di essere potenti e immuni” ha detto con amarezza il Governatore dell’isola ringraziando i poliziotti per l’impegno profuso.

Sulla stesa lunghezza d’onda il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia. “Considero l’agguato un atto di guerra, una sfida allo Stato. Antoci non è solo. Se è guerra, pertanto, guerra sia. Siamo pronti a combatterla tutti insieme. I mafiosi sappiano che non avranno tregua” ha dichiarato in mattinata l’esponente dem.

Gli attestati di stima e di solidarietà sono arrivati anche dall’Ars. Beppe Picciolo, leader di Sicilia Futura, si è schierato al fianco del presidente del Parco e degli uomini della scorta che “hanno fatto scudo a chi coraggiosamente guida al meglio l’istituzione che rappresenta”. Sul valore della scorta, ha proseguito Picciolo, bisogna rilevare come essa sia “una misura importantissima, che deve fare riflettere quanti ancora prendono sottogamba il problema della sicurezza di coloro che rappresentano le istituzioni”.

Solidarietà e vicinanza al presidente del Parco è stata espressa, ancora, dai parlamentari messinesi del Ncd, Vincenzo Garofalo, Nino Germanà e Bruno Mancuso.  “Un agguato mafioso nella nostra Sicilia, oggi più che mai, è uno squarcio al petto di una terra che da anni urla e si ribella contro la prepotenza di un sistema che non può trovare spazio nella nostra isola. Gente come Antoci è la dimostrazione vivente di questa lotta che ci accomuna tutti, in un unico fronte per la legalità“, rilevano i tre in una nota congiunta. “Sabato a Lipari all’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri lo abbiamo visto emozionarsi per le parole sull’importanza della lotta alla mafia pronunciate dal Ministro dell’Interno che abbiamo già sentito telefonicamente appena appresa la sconcertante notizia“, riferiscono il senatore e i due deputati che, prontamente, si sono messi in contatto con il ministro Alfano per segnalare la vicenda. “Ad Antoci, oltre alla sempre crescente stima e la riconoscenza per la serietà e severità con cui svolge il suo delicato ruolo, desideriamo manifestare solidarietà fraterna, da siciliani a siciliani; da messinesi a messinesi“, concludono.

Antoci ha sempre agito per ripristinare la legalità e tutelare gli interessi comuni indicando con grande coraggio e determinazione tutte le malefatte che negli anni sono state costruite intorno e dentro al parco”: così si è espresso il presidente di Coldiretti Sicilia, Alessandro Chiarelli, affiancato in una nota congiunta dal direttore della stessa realtà, Prisco Lucio Sorbo. “Il patrimonio agricolo della Sicilia va difeso contro chi vuole trasformare una ricchezza pubblica in un demanio privato – evidenzia Coldiretti -. Bisogna continuare con forza la pulizia e aiutare chi produce per la collettività e non per ingrossare la ricchezza illecita della criminalità”.

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Il Movimento 5 Stelle ha assunto invece una posizione diversa. Secondo Mario Michele Giarrusso, senatore grillino intervenuto stamattina a Radio Cusano Campus, l’atto gravissimo rivela precise responsabilità del governo.  “Ce l’avevano con il direttore Antoci, del parco dei Nebrodi, contrapposto alla mafia, che in quelle zone commette molti reati soprattutto impossessandosi di grandi quantità di terreni per accedere ai fondi comunitari per l’allevamento del bestiame e l’agricoltura. Si parla di fondi per milioni di euro. Antoci ha ostacolato le manovre di questi criminali, la loro reazione è stata di una gravità assoluta. Un atto che è specchio di questi tempi, è frutto dell’attività di questa maggioranza e di questo governo. Ci sono 22000 condannati che sono usciti dal carcere grazie allo svuotacarceri e gli agenti hanno le mani legate. Il Governo ha tagliato 500 milioni di euro alle forze di sicurezza“.  Giarrusso ha detto la sua anche sulla fiction Gomorra: “Abbiamo già avuto un disastro epocale che è stato lo sceneggiato Il Capo dei Capi, che rese Riina un modello da imitare per tutta la feccia d’Italia. Rischiamo con Gomorra di far passare come normale una cosa che normale non è, di far diventare personaggi killer, assassini, che poi sono amati dagli spettatori. Una cosa di una gravità assoluta, contraria allo spirito di chi invece ha scritto il libro Gomorra. Gomorra è un grande spot alle attività criminali della camorra“.

Il Prefetto di Messina, frattanto, ha convocato per oggi il Comitato per l’ordine e la sicurezza, il quale verosimilmente farà il punto della situazione con la Direzione nazionale antimafia.

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