Il mondo dell’adolescenza spiegato agli adulti: Cristina Liotta presenta #Viparlodinoi [FOTO e VIDEO]

Cristina Liotta, 15 anni, ha presentato il suo libro #Viparlodinoi all’Archivio di Stato di Reggio Calabria: lettere aperte per spiegare il mondo dell’adolescenza

Cristina Liotta #Viparlodinoi52Questo pomeriggio l’Archivio di Stato di Reggio Calabria ha ospitato la seconda presentazione del libro #Viparlodinoi edito Laruffa Editore, scritto dalla giovanissima autrice Cristina Liotta.
Cristina ha 15 anni, ama il rap e sente in cuore l’esigenza di far sentire la propria voce. Voce che è anche quella dei suoi coetanei, che con lei si sono confidati e hanno contribuito indirettamente alla stesura del primo libro della ragazza intitolato #Viparlodinoi.
Già dal titolo si può intuire la funzione sociale che quest’opera svolge: il mondo dei ragazzi parla senza mezzi termini a quello degli adulti, svelandosi e spiegandosi attraverso le parole delle canzoni rap più e meno famose. J-Ax, Emis Killa, Eminem e molti altri hanno prestato le proprie parole per introdurre le tante lettere che Cristina ha ideato e che vanno a costruire il corpo del libro. Ogni lettera è una riflessione su un aspetto del mondo adolescenziale: lettere a cuore aperto, piene di passione e di un sano bisogno di trasgressione, aspetto che emerge durante la presentazione del libro e che infiamma gli animi dell’uditorio.
Emerge il senso di inadeguatezza che l’adulto prova nel momento in cui gli viene messa davanti la soluzione al dubbio esistenziale che da sempre lo attanaglia: capire il proprio figlio. Un libro rivolto agli adolescenti che, spiega Cristina, leggendolo possono capire di non essere soli, di non essere alieni o inadeguati; un libro rivolto agli adulti che, finalmente, trovano le risposte a tutte le loro domande.
Quello che va a disegnarsi è un profilo abbastanza definito degli adolescenti di oggi, carichi dei problemi naturali della loro età, ma anche di responsabilità e pensieri che gli vengono conferiti dagli eventi della propria vita: le difficoltà dei genitori, le difficili situazioni familiari e sociali, i contesti particolari con cui entrano in contatto.
Dice l’autrice: “I ragazzi non hanno il coraggio di credere nei propri sogni. Sono disincantati, si sentono strani e preferiscono nascondere i propri talenti piuttosto che rischiare di non essere capiti. Questo libro è per non farli sentire più soli”.
Una narrazione semplice e diretta, delicata, come fa notare Gisella Bagnato che ha moderato i lavori. Un testo capace di sollecitare le più intense discussioni, sottolinea l’editore Laruffa.
Il libro di Cristina, scritto in appena tre mesi, è diventato presto virale nelle scuole: alcune insegnanti hanno iniziato a farlo leggere in classe, animando dibattiti importanti, spiega.
Il grande puzzle della letteratura, e della letteratura reggina in particolare, si arricchisce così di un pezzo importante, capace di scuotere gli animi di tutti, dai più piccoli ai più grandi.