Gli ultimi sondaggi e l’allarme francese per Renzi: “premier in difficoltà, cresce il M5S e cambiano gli scenari”

renzi (13)L’estate si annuncia delicata per Matteo Renzi: ieri martedi’ 10 maggio un sondaggio condotto dall’istituto Index Research per la rete televisiva “La7″ ha rilevato per la prima volta il Movimento 5 stelle (M5s) del comico Beppe Grillo in vantaggio sul Partito democratico (Pd) di centrosinistra guidato dal presidente del Consiglio; il M5s godrebbe a livello nazionale del 28,4 per cento delle intenzioni di voto, contro il 28 netto per il Pd. Certo, nota l’analista politico Romaric Godin sul quotidiano economico francese “La Tribune”, lo scarto e’ abbondantemente inferiore alla percentuale di errore statistico; ma resta il fatto che dopo il picco del 42 per cento dei voti ottenuti dal Pd alle elezioni europee del 2014, il partito ha registrato un continuo calo nei sondaggi. In base alla nuova legge elettorale, sembra ormai tramontare la speranza di Renzi di conquistare la maggioranza assoluta gia’ al primo turno del futuro scrutinio parlamentare e si profila la necessita’ di andare ad un voto di ballottaggio. Le recenti rilevazioni statistiche di opinione inoltre sono particolarmente preoccupanti per il governo in vista dei due prossimi appuntamenti elettorali: le elezioni municipali nella piu’ grandi citta’ italiane a giugno ed il referendum ad ottobre sulle riforme costituzionali a cui il premier ha apertamente legato il proprio avvenire politico. A cosa e’ dovuta dunque questa sconfessione delle politiche di Renzi? Nonostante i suoi continui tweet ottimistici, gli italiani faticano a vedere gli effetti concreti della ripresa economica: per la gente, la crisi non e’ ancora finita ed il trionfalismo del premier finisce per indispettire. Inoltre nel paese si fa strada una sfiducia nei confronti della politica in generale, che non e’ limitata dalla sola Italia ma che si sta espandendo in tutta Europa: l’effetto potrebbe essere un aumento fino al 34 per cento delle astensioni alle elezioni politiche; e cio’ penalizzerebbe soprattutto il Pd. A questo si aggiunge una crescita del risentimento nei confronti dell’Unione Europea, lascito avvelenato del modo in cui le pressioni internazionali e finanziarie nel 2011 costrinsero Berlusconi alle dimissioni, sostituito dal governo Monti di infausta memoria. Di tutti questi sentimenti di malmostosa insoddisfazione sembra potersi avvantaggiare solo il M5s, che mostra una forte capacita’ di attirare lo scontento. In conclusione, secondo l’analisi di Godin sulla “Tribune”, Renzi deve reagire al piu’ presto per riprendere l’iniziativa, altrimenti il suo fiasco politico potrebbe mettere l’Ue davanti ad una nuova sfida: un’Italia governata dal Movimento 5 stelle