Convegno a Reggio Calabria promosso dall’IC Falcomatà Archi: “è in corso di scrittura il decreto delegato della legge 107 di riforma della scuola”

1 - Tavolo dei relatori convegno quale futuro della musica nella scuola“Stiamo spingendo per portare l’insegnamento della musica in ogni ordine e istituzione scolastica con l’obiettivo di realizzare il principio della “musica per tutti” come pratica dello strumento e conoscenza della storia della musica. Con il decreto delegato della legge 107/2015 della “buona scuola” in corso di elaborazione preso il ministero, si sta ragionando di dare posto ad un docente specialista di musica per ogni scuola. Che secondo una stima assommerebbero a circa diecimila posti di docente in possesso del titolo di specialista di musica”. E’ quanto ha affermato la professoressa Annalisa Spadolini, referente “D.M.8/11 e attività formative musicali” presso il Dipartimento Sistema Educativo Istruzione del Miur, e componente del Comitato Nazionale per l’Apprendimento Pratico della Musica, chiudendo i lavori – ieri sera 23 maggio 2016 – a Reggio Calabria del convegno nazionale sul tema “Quale futuro per la musica nell’ordinamento scolastico: formazione, orientamento e produzione”. Il convegno è stato programmato dall’ic Falcomatà Archi diretto dalla dottoressa Serafina Corrado, a conclusione della “settimana della musica a scuola 2016” articolata nei saggi finali degli allievi che hanno frequentato le diverse classi delle scuola primaria e secondaria dove si sono studiati la pratica di alcuni strumenti musicali e elementi di storia della musica. La professoressa Spadolini ha poi, reso noto che il Comitato per l’Apprendimento Pratico della Musica sta “spingendo per fare approvare entro dicembre prossimo uno degli otto decreti delegati previsti dalla legge 107/2015, quello incentrato sulla promozione e diffusione della cultura umanistica, valorizzazione del patrimonio e della produzione culturali, musicali, teatrali, coreutici e cinematografici e sostegno della creatività connessa alla sfera estetica”. Scopo principale è creare un curriculum formativo verticale, a cominciare dalla prima infanzia riferito all’arte e all’esperienza nelle arti performative – musica, danza, teatro, architettura, arti visive e plastiche, cinema ecc.

Nel frattempo si stanno el2 - Tavolo relatori convegno quale futuro della musica nella scuola 2aborando progetti e modelli formativi condivisi in diverse “scuole polo” italiane per le attività musicali, ed il Comitato sta svolgendo u8n intenso ruolo di supporto tecnico per la diffusione della pratica musicale. Ed è allo studio la creazione di una piattaforma digitale nazionale al fine di condividere e rendere fruibili i materiali prodotti nel corso delle attività oggi a livello sperimentale. Altro impegno è volto a reperire una quota parte dei 40 milioni di euro stanziati dal governo per la formazione dei docenti, “da riservare agli insegnanti applicati alla disciplina musicale”, ha concluso la professoressa di musica Annalisa Spadolini, che non sarebbe più solo extra curricolare, ma curricolare a tutti gli effetti. Sul principio della “musica per tutti” e sul suo valore formativo, nel convegno di Reggio Calabria si è soffermato il professore di musica e ispettore del MIUR Maurizio Piscitelli per il quale l’insegnamento musicale è vettore di sviluppo della cittadinanza attiva e di sviluppo integrale della persona, a partire dalla prima infanzia. “La scuola ha preso coscienza del valore della musica ed il decreto ministeriale 8/11 ha avviato un percorso virtuoso”, ha affermato Il professore Piscitelli convinto che “la scuola non debba formare musicisti, ma innanzitutto cittadini musicalmente educati”. La dirigente dell’ic Falcomatà Archi di Reggio Calabria, Serafina Corrado si è soffermata sulla positiva esperienza di “scuola polo” per la diffusione della pratica e dell’educazione musicale, trattando del connesso impegno volto ad agevolare a livello regionale ed extra-regionale gli scambi culturali e formativi con ricadute più estese oltre a quelle di tipo artistico-espressivo-culturale. Sugli effetti della musica nell’evoluzione dell’individuo – fattore che sviluppa la socializzazione, la coesione e l’identità soprattutto tra i ragazzi e i giovani, come verificato dall’incremento dei gruppi di “band” musicali in Italia -, ha relazionato l’esperto in pedagogia della musica Carmela Battiante docente del conservatorio musicale “Cilea” di Reggio Calabria; mentre la neuropsichiatra infantile Eva Strati ha articolato l’intervento sulla musica come ottimo stimolare dei meccanismi celebrali sia come sviluppo delle capacità intellettuali, che come sviluppatore di pensieri positivi. Sulla necessità di fare della musica una disciplina al pari delle altre insegnate nella scuola e di estenderla fin dalla prima infanzia, ha relazionato il professore del conservatorio Andrea Calabria. Di rottura invece, l’intervento del professore Francesco Barillà, direttore del conservatorio “Cilea” che ha giudicato insufficiente l’operato dei Licei Musicali in Italia, rivendicando agli stessi Conservatori Musicali la caratteristica di centro di alta formazione, e un’autonomia nei piani di studio e la libera ricerca tra gli alunni delle scuole primarie e secondarie, di quei talenti che possono divenire veri artisti. Moderatrice dei lavori la direttrice scientifica dell’Istituto Italiano Anticorruzione, avvocato Concettina Siciliano, i lavori hanno registrato l’intervento dell’assessore provinciale alla cultura Edoardo Lamberti Castronuovo, e dell’assessore alla cultura del comune di Reggio, Patrizia Nardi. In particolare l’assessore Nardi ha valutato positivamente il progetto coordinato dall’ic Falcomatà Archi assieme al Liceo Campanella e al Tecnico Piria, per l’alternanza scuola lavoro in campo culturale, ed ha annunciato che è in corso di valutazione l’offerta della Falcomatà Archi per i “campus estivi” degli alunni della primaria e della secondaria.