Confiscati beni per 4 milioni a un usuraio calabrese in Toscana

Sequestrati e confiscati beni per 4 milioni a Livorno: l’uomo di origini calabresi conduceva attività illegali dagli anni ’60

Guardia di Finanza e CarabinieriLa Calabria fa ancora parlare di sé nella cronaca nazionale: oggi i Carabinieri e Finanzieri di Livorno hanno applicato la misura di prevenzione personale, il sequestro e la confisca di beni immobili a un uomo calabrese da tempo residente in Toscana, precisamente a Castagneto Carducci.
L’uomo è stato classificato dal Tribunale come soggetto “socialmente pericoloso” per via della sua ricca fedina penale. Già lo scorso anno era stato messo agli arresti domiciliari, quindi in custodia cautelare in carcere a causa di alcuni fatti di usura.
Le indagini hanno permesso di ricostruire il “curriculum” criminale: le prime condanne risalgono agli anni sessanta e sono relative al porto abusivo e detenzione illegale di armi, sequestro di persona, estorsione, ricettazione e lesioni personali. L’uomo è stato soggetto a diversi procedimenti penali sia in Italia che nella Repubblica di San Marino per associazione a delinquere, usura, ricettazione, riciclaggio, violazione di domicilio, minaccia, lesioni personali, molestia e disturbo alle persone.
Il Tribunale di Livorno il 10 luglio del 2015 l’aveva condannato a una pena di 4 anni per usura, che sembra essere la sua attività prediletta e che gli ha concesso di mettere le mani su diversi patrimoni immobiliari.
Proprio questi hanno fatto scattare il campanello d’allarme alla Guardia di Finanza, che in parallelo ha iniziato a indagare sulle dichiarazioni dei redditi incongruenti rispetto al patrimonio immobiliare intestato formalmente ai vari figli.
Dal 2000, l’uomo gestisce un’attività agricola individuale con redditi minimi: la maggior parte delle entrate è dovuta a locazioni immobiliari, sempre acquistate facilmente senza mai ricorrere a mutui o finanziamenti.
Al momento, il Tribunale ha disposto la “sorveglianza speciale” per tre anni, con il divieto di soggiorno nelle città di Livorno e Pisa, fatta eccezione per il Comune di residenza, oltre che il sequestro e la confisca di 29 unità immobiliari, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro: 13 appartamenti, di cui uno del valore di 700.000 euro acquistato per 180.000 nel 2009, 6 terreni, di cui uno acquistato all’asta del valore di 500.000 euro per una superficie di 16.000 mq, 5 autorimesse, 1 fabbricato ad uso industriale del valore di circa 400.000 euro, 1 magazzino, 1 locale uso stalla, 2 unità adibite a corte comune.
La gestione dei beni è stata affidata ad un amministratore giudiziario da parte dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati.