Concorso di Italia Nostra: il paesaggio reggino raccontato dagli studenti

Bagnara (3)Sono stati presentati i lavori realizzati dalle scuole della Provincia di Reggio Calabria che hanno aderito al Concorso Nazionale, bandito da Italia Nostra “Le pietre e i cittadini”. E’ stato il momento conclusivo di un percorso formativo avviato dalle scuole per far conoscere e raccontare i tesori nascosti, artistici e naturalistici, che la nostra terra possiede. L’incontro, tenuto presso il “Piccolo Auditorium”, gentilmente concesso dal Dott. Lamberti Castronuovo, sempre attento alle iniziative che la sezione reggina di Italia Nostra organizza per promuovere la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale, ha visto protagonisti  gli studenti, con i loro progetti dedicati alle risorse paesaggistiche e artistiche della Provincia di Reggio Calabria. E la sala, gremita di alunni, insegnanti e genitori, ha seguito con attenzione le loro presentazioni multimediali. Gli alunni della classe II A della scuola media di Brancaleone, accompagnati dal Dirigente scolastico Prof.ssa Antonella Borrello e dal docente Prof. Angelo Battaglia, hanno proposto la scoperta delle bellezze della Costa dei Gelsomini, la classe I A della scuola media “O. Lazzarino” di Gallico, guidata dalla Prof.ssa Antonia Tripodi, ha presentato la chiesa di Sant’Antonio Abate, uno dei più antichi edifici religiosi di Reggio Calabria, gli studenti della I E del Liceo Scientifico “A. Volta” seguiti dalla Prof.ssa Giuditta Casile, il legame tra mito e storia nella città dello Stretto. Infine è stato proiettato il lavoro realizzato dalla II A della scuola media “Spanò Bolani” che ha ripercorso la storia del Duomo di Reggio. La partecipazione al Concorso Nazionale “Le pietre e cittadini” è stata un’occasione per riflettere, fin da piccoli, sui temi del valore dell’identità culturale, sull’importanza di conoscere e apprezzare il patrimonio artistico e paesaggistico del proprio territorio, un modo nuovo per iniziare ad essere cittadini consapevoli e attenti. Applausi per tutti, ma soprattutto per i ragazzi che, con la fierezza di chi è consapevole di appartenere a una comunità ricca di storia, hanno saputo coniugare immagini, parole e musica per raccontare, in modo creativo, la propria terra.