Cinema: “Money Monster- l’altra faccia del denaro” nelle sale di Reggio Calabria e Messina

“Money Monster-l’altra faccia del denaro”: Clooney, Julia Roberts ed O’Connel, grandi nomi  per un thriller a tratti comico e carico di suspense che vi appassionerà

money monsterIn periodi di crisi come il nostro, chi ha qualche soldo, volendolo investire ha bisogno di qualche consiglio competente. Ma se chi ci dà il consiglio non ha questa competenza? O meglio se chi ci dà il consiglio non ha interesse del nostro investimento? Si rischia di perdere tutto.

Questo è quanto accaduto a Kyle Budwell (J. O’Connell) , giovane americano che seguendo i consigli i Lee Gates (G. Clooney) nel suo programma “Money Monster” ha perso una fortuna. Ma non tutti ingoiano il rospo con tranquillità, Kyle è innervosito dal programma in cui ha riversato tutta la sua fiducia ed i suoi averi, quel programma pieno di Jingle e pailette, condotto da un Gates che ha come interesse l’audience più che i suoi fedeli telespettatori. Così inizia la tragedia. Durante la diretta del suo programma Kyle irrompe in studio armato, prima obbliga Lee ad indossare un giubbotto esplosivo e poi a ricercare la verità assieme alla sua produttrice Patty Fenn (J. Roberts), come se un giornalista debba essere minacciato per dare al pubblico vera informazione, tutto quanto, almeno nel film, in mondovisione.
Ottima prova per Jodie Foster che si posiziona ben comoda sulla poltrona dei grandi registi dopo aver passato una vita dall’altra parte della telecamera fornendo al cine-spettatore un thriller a tratti comico e carico di suspense che vi appassionerà. Clooney soprattutto negli ultimi anni ha dato prova di essere un attore versatile, capace di passare da un ruolo all’altro con la capacità che solo un attore del suo calibro può avere.
Probabilmente Money Monster non avrà un successo stratosferico ma sicuramente non sarà una perdita di tempo vederlo, grazie al buon cast e alla bella idea di fondo che ci fa sentire come una pedina nella cospirazione globale attuata dalle grandi aziende tecnologiche.

Roberto Crucitti