Centrale a carbone di Saline, la Sei batte ritirata: le domande del Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica

centrale carbone saline joniche“Il 13 maggio 2016 nella città elvetica di Landquart si è svolta l’assemblea dei soci della Repower, la società svizzera che ha la maggioranza delle azioni della SEI S.p.A., che vorrebbe costruire a Saline Joniche una centrale a carbone. In quell’occasione il CEO della Repower, Eduard Rikli, ha dichiarato che Il Consiglio di Amministrazione di Repower ha deciso di liquidare la SEI S.p.A. e che questo richiederà del tempo perché l’iter è complesso. Paradossalmente ora che il Consiglio di Stato ha ritenuto legittimo il procedimento seguito in riferimento alla V.I.A. la SEI batte in ritirata. C’è da chiedersi come mai questo geniale progetto, che nelle intenzioni della società italo-elvetica avrebbe dovuto portare prosperità e ricchezza nel nostro territorio, ora non appare degno di essere realizzato neanche da chi lo ha fortemente voluto”, scrive in una nota il Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica. ”Chissà come – prosegue- è stata accolta questa dichiarazione da coloro i quali in tutti questi nove lunghi anni hanno sostenuto un progetto che avrebbe devastato un’intera regione. E’ legittimo fare delle domande circa il futuro del Progetto SEI, il cui sito web è scomparso da tempo. Cosa ne farà la SEI dei terreni della ex Liquichimica, a chi saranno venduti, quali progetti sono pensati per essi? La partita è ancora aperta e occorre essere più che mai vigili perché in questa fase potrebbero inserirsi nuovi speculatori, avidi giocatori d’azzardo, ignari della forte resistenza rispetto a progetti atti a depredare i territori. Occorre aprire la fase della concertazione e della condivisione con i territori, con gli imprenditori e con le associazioni. Servono proposte reali e concrete che puntino alla bonifica e al rilancio dell’intera area. Urgono dunque decisioni politiche per lo sviluppo della nostra terra che diano prospettiva, speranza e certezza rispetto un passato che ha voluto questi luoghi sempre comparse e mai attori protagonisti”, conclude.